L'improvvisa luna di miele tra Canada e Unione europea ha colto tutti di sorpresa. Sia gli Stati membri del blocco, che hanno visto Ursula von der Leyen tendere la mano al primo ministro canadese Mark Carney, ospite speciale a Strasburgo in occasione del Discorso sullo Stato dell'Unione, sia Donald Trump. “Condividiamo gli stessi valori e lo stesso modo di vedere il mondo. Adesso costruiremo anche il nostro futuro comune”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea a Carney, ben felice di rafforzare la partnership con Bruxelles. “Vorrei lavorare con voi per far sì che il Canada diventi il primo membro associato dell'Ue”, ha proseguito Von der Leyen facendo scattare l'ira di Donald Trump. Il presidente statunitense ha definito l'invito europeo al suo vicino di casa come un “atto ostile” e ha minacciato di imporre “dazi molto pesanti” all'Europa. Tutto è partito da Carney, che qualche mese fa, a Davos, spiegava alla platea che le medie potenze avrebbero dovuto stringere un'alleanza solida per fronteggiare, appunto, i dazi di Trump. Considerando che questo è anche l'obiettivo dell'Ue, che in più, rispetto al Canada, intende diversificare i propri partner commerciali e ridurre la dipendenza da Cina, Russia e pure Stati Uniti, ecco che la convergenza si è concretizzata.
Come siamo arrivati a questo punto? Canada e Stati Uniti si sono recentemente imposti dazi reciproci dopo il fallimento dei loro negoziati commerciali. Un problema enorme per Ottawa che esporta il 70% di tutte le sue merci negli Usa. Il governo canadese, capendo di non poter più contare sugli Usa come in passato, ha quindi lanciato un'offensiva diplomatica transatlantica per ridurre la sua forte dipendenza dagli Stati Uniti in ogni ambito, dal commercio alla difesa. Carney, non a caso, ha chiesto di aderire alla Joint Expeditionary Force (Jef), una coalizione militare (guidata dal Regno Unito) composta da 10 Stati europei che mira a essere in grado di effettuare rapidi dispiegamenti per scoraggiare le minacce provenienti dalla Russia nelle aree intorno al Mare del Nord, nella regione nord-atlantica-artica e nel Mar Baltico. Un punto fondamentale è che la Jef opera in modo indipendente dalla Nato, anche se può supportare le missioni dell'Alleanza Atlantica. Il flirt euro-canadese, come detto, non piace affatto a Trump. Il motivo è abbastanza evidente: la sponda dell'Ue consentirebbe al Canada di alleggerire la pressione economica imposta dagli Usa e, più in generale, di far capire a Washington che, in qualche modo, si può comunque “andare avanti” senza gli Stati Uniti.
Certo, tutto questo rischia di avere almeno due importanti ripercussioni nei rapporti tra Vecchio e Nuovo Continente. La prima: se Trump dovesse davvero imporre altri dazi contro l'Ue, Bruxelles si ritroverebbe in un colpo solo a fare i conti con le tariffe del suo (almeno teoricamente) più solido alleato, gli aumenti del prezzo del petrolio a causa della guerra in Medio Oriente (combattuta dagli stessi Usa) e dell'energia (provocati dalla guerra in Ucraina). La seconda ripercussione è di natura strategica. Sia il Canada che gli Stati Uniti sono membri della Nato e uno sfilacciamento irreversibile dei loro rapporti rischia di creare una falla in un'Alleanza che di per sé presentava già rilevanti crepe. C'è infine da sottolineare un ultimo aspetto: nessuno sa cosa diavolo comporti essere un “membro associato” dell'Ue. Bruxelles ha parlato di una più stretta collaborazione sul fronte tecnologico, energetico, dell'intelligenza artificiale, dei minerali critici e della Difesa, ma all'orizzonte c'è ancora tanta nebbia. Questo rapporto poggia già sul Ceta, applicato provvisoriamente dal 2017, e sulla partecipazione del Canada a Horizon Europe dal 2024. Nel 2025 Ue e Canada hanno inoltre firmato un Partenariato per la sicurezza e la difesa e lanciato un Partenariato strategico per il futuro. Nel 2026 Ottawa è inoltre diventata il primo Paese non europeo ad aderire a Safe, lo strumento Ue da 150 miliardi di euro per gli appalti della difesa. La prima occasione formale per parlarne meglio della convergenza euro-canadese arriverà a fine ottobre durante il summit Ue-Canada di Montreal. Trump permettendo.