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18 dicembre 2024

Perché Mario Tozzi bacchetta la speleologa Ottavia Piana? “La grotta non è un mondo per tutti”. E su chi paga i soccorsi, il presidente della società speleologica…

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

18 dicembre 2024

Mario Tozzi commenta il caso di Ottavia Piana, la speleologa rimasta intrappolata in una grotta in provincia di Bergamo. La difende? No, anzi, sembra quasi rimproverarla… Mentre a chi si lamenta del costo dei soccorsi risponde il presidente della Società italiana di speleologia…
Perché Mario Tozzi bacchetta la speleologa Ottavia Piana? “La grotta non è un mondo per tutti”. E su chi paga i soccorsi, il presidente della società speleologica…

Ci saremmo aspettati una difesa d’ufficio e invece… Mario Tozzi stupisce su La Stampa e prova a contestualizzare l’irritazione di chi, di fronte al secondo incidente di Ottavia Piana, rimasta intrappolata in una grotta a Bueno Fonteno in provincia di Bergamo, lamenta l’investimento di risorse economiche e bacchetta l’esperta del Cai per non aver valutato adeguatamente il rischio (la definiscono, a dire il vero, una “sciroccata”, e ovviamente ci hanno capito poco come spieghiamo qui). Tozzi, geologo e divulgatore tra i più popolari in tv e sui giornali, è intervenuto cercando di razionalizzare il fastidio che qualcuno ha provato ed espresso poi sui social. Scrive: “Bisogna forse smarcarsi da un certo senso di fastidio quando si pensa al soccorso che si dovrà inevitabilmente prestare a Ottavia Piana, la giovane speleologa rimasta intrappolata, per la seconda volta in meno di due anni, nelle profondità della grotta Bueno Fonteno in provincia di Bergamo. È quel fastidio, suscettibile di diventare intolleranza, che ci coglie quando si devono impegnare uomini, donne e mezzi per soccorrere chi magari si è avventurato in alta quota, in condizioni meteorologiche avverse, rischiando vite e impegnando risorse pubbliche. Per non dire di quando si deve soccorrere chi si è messo in condizioni di pericolo solo per divertimento, magari in apnea senza compagni oppure fuori pista con la neve fresca”.

I soccorritori che hanno trovato Ottavia Piana
I soccorritori impiegati per Ottavia Piana, rimasta intrappolata nella grotta di Bueno Fonteno
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Bene, fin qui. Ma poi aggiunge: “Però la grotta non è un mondo per tutti e non sempre la ricerca è una giustificazione così grande da mettere a rischio la propria vita: qualche volta faremmo bene a fare un passo indietro dagli abissi, o dalle vette, e restarcene nel nostro ruolo a fare ipotesi con quello che abbiamo in mano e in testa. Non significa arrendersi o abdicare a essere sapiens, al contrario: si tratta di non abusare dei nostri mezzi e continuare a progredire nel rispetto dei limiti naturali che, per fortuna, ancora resistono”. E il titolo del breve corsivo uscito su La Stampa suggerisce: meglio la ricerca dietro una scrivania”. Ma davvero Ottavia Piana non ha rispettato i limiti naturali? Resta poi la questione dei soccorsi e delle risorse economiche investite. Davvero non avremmo dovuto pagare per il soccorso? Risponde Sergio Orsini, il presidente della Società italiana di speleologia: “I nostri soci hanno un’assicurazione che copre i costi di soccorso in caso di infortunio”. Dunque, a pagare “non sono i cittadini”. Mistero svelato (anche se non era molto difficile immaginare che un’esperta potesse avere una copertura assicurativa) e lamentele fermate sul nascere. Resta solo da chiedersi: quanti soldi dei cittadini sono stati sprecati nell’istruzione che in troppi casi, evidentemente, ha fallito)? 

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