Pur ammettendo che Sally Rooney abbia detto cose imbecilli, non si combatte l’imbecillità di un individuo con l’imbecillità di Stato, anche perché è evidente che lo Stato, per capacità e dimensioni, sappia essere, se lo vuole, il peggiore degli imbecilli. La scrittrice irlandese non venderà più libri nel Regno Unito per via del suo sostegno a Palestine Action, un’organizzazione pro-Pal divenuta illegale secondo le leggi sull’antiterrorismo. Il palestinismo è una malattia infantile, la censura una malattia senile. La manovra non deve essere letta come una reazione statalista alla propaganda filopalestinese. Il Regno Unito è diventato negli ultimi anni un vero e proprio laboratorio di censura.
Si parte dal “Twitter Joke Trial” di Paul Chambers (2010, condannato per una battuta sull’aeroporto di Robin Hood, assolto nel 2012) e dal carlino nazista di Mark “Count Dankula” Meechan (2018, 800 sterline di multa). Poi Kate Scottow, arrestata nel 2019 per aver chiamato “uomo” un’attivista trans, e Harry Miller, schedato nel 2019 con un “non-crime hate incident” poi giudicato illegittimo. Dopo le rivolte di Southport dell’estate 2024 arrivano Lucy Connolly (31 mesi per un tweet sugli hotel dei migranti), Jordan Parlour (20 mesi), Tyler Kay (38 mesi), Julie Sweeney (15 mesi) e Bernadette Spofforth (arrestata e non incriminata). Seguono gli arresti per tweet e chat: i genitori Maxie Allen e Rosalind Levine (gennaio 2025, per un gruppo WhatsApp scolastico, 20.000 sterline di risarcimento), Julian Foulkes (Kent), il veterano Darren Brady (2024, per un meme), il vigile del fuoco Robert Moss (accuse cadute nel febbraio 2026), la visita della polizia alla giornalista del Telegraph Allison Pearson (novembre 2024) e Graham Linehan, arrestato a Heathrow nel settembre 2025 da cinque agenti armati per tre post. Sul fronte religioso ci sono Hamit Coskun, condannato nel 2025 per aver bruciato un Corano e assolto in appello perché “non esiste il reato di blasfemia”, Adam Smith-Connor, Livia Tossici-Bolt e Isabel Vaughan-Spruce per preghiere silenziose davanti alle cliniche per aborti, e Hatun Tash, arrestata a Hyde Park nel 2022. Chiude l’elenco il divieto d’ingresso a Ezra Levant e Avi Yemini di Rebel News perché considerati di estrema destra (maggio 2026).
Quindi la cosa migliore da fare in questo caso è leggere Sally Rooney. La censura di Rooney per l’appoggio a una organizzazione considerata terroristica non ha senso, ma può dare più carattere alla sua immagine letteraria. Possiamo nasconderlo, ma spesso la parte migliore delle nostre librerie è fatta di libri che sono stati giudicati censurabili o che in molti vorrebbero censurare. Chi scrive tiene molto ai saggi di David Irving, il noto storico britannico negazionista dell’Olocausto, I due stendardi del collaborazionista e fascista francese Lucien Rebatet. Probabilmente nell’ucronia di un Regno Unito filopalestinese non potrei tenere le Lettere di Yonathan Netanyahu, o i saggi del fratello, Bibi, ai tempi del lavoro all’Onu. Secondo un documento del programma di censura Prevent, pensato dal governo britannico dopo l’11 settembre, alcune letture analizzate dall’unità che si occupa di comunicazione, la RICU, erano un segnale di radicalizzazione verso destra. Tra i libri e gli autori citati c’erano: Beowulf, I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, William Shakespeare, Paradiso perduto di John Milton, Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien, 1984 di George Orwell, Aldous Huxley, C. S. Lewis, L’agente segreto di Joseph Conrad, il Leviatano di Hobbes, i Due trattati sul governo di John Locke, le Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia di Edmund Burke, Thomas Carlyle e Adam Smith, persino Douglas Murray, uno dei più importanti giornalisti inglesi viventi. Non serve commentare, se non che questi libri dovrebbero essere tutti - tutti! - nelle vostre librerie.
Sally Rooney scrive molto meglio di quanto si potrebbe credere per il successo che ha, ma resta legittimo non apprezzarla. Le persone dovrebbero avere il diritto di scegliere o no dagli scaffali i suoi libri basandosi esclusivamente sui propri parametri estetici e morali, senza che lo Stato li imbocchi col modo giusto di pensare. Solo uno stupido potrebbe credere che leggere Sally Rooney ci renda terroristi palestinesi. Ma, come scrisse il saggio di Baltimore, H. L. Mencken, “il tipo d’uomo che pretende che lo Stato imponga le sue idee è sempre il tipo d'uomo le cui idee sono idiote.”