image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

27 giugno 2025

Scandalizzati per i poliziotti infiltrati in Potere al popolo? Ma è la sceneggiatura di un film tragicomico: agenti sotto copertura, in un partito irrilevante post-marxista, scoperti dai profili social...

  • di Alessandro Sforza Alessandro Sforza

27 giugno 2025

Che dei poliziotti si siano infiltrati in Potere al Popolo è la commedia dell’assurdo che non ti aspetti. Cinque agenti sotto copertura per scoprire cosa, esattamente? Un movimento che fa riunioni, manifestazioni e occupazioni universitarie. Ma davvero lo Stato italiano ha paura di quattro slogan scritti a pennarello?

Foto di: Ansa

Scandalizzati per i poliziotti infiltrati in Potere al popolo? Ma è la sceneggiatura di un film tragicomico: agenti sotto copertura, in un partito irrilevante post-marxista, scoperti dai profili social...

Cinque agenti sotto copertura, mobilitati in diverse città italiane, sono stati scoperti mentre si fingevano militanti di Potere al Popolo, il movimento politico che sogna la rivoluzione ma fa numeri da sagra della porchetta. L’obiettivo? Capire cosa si muovesse nei sotterranei della sinistra antagonista. Il risultato? Una montagna di assemblee, volantini e occupazioni universitarie. Più che un rischio eversivo, una gita nel folclore post-marxista italiano. L’inchiesta, firmata Fanpage, ha sollevato il coperchio su una vicenda che sembra partorita da una commedia grottesca. Gli agenti, tutti legati all’antiterrorismo, si sono inseriti nelle sedi locali del partito da Napoli a Torino, partecipando alle attività come attivisti modello: riunioni infinite, striscioni dipinti male e cortei con i soliti slogan da Centro sociale Anni ‘90. Il caso più grottesco riguarda un 21enne sotto copertura, trasferito da poco alla polizia di prevenzione, che si è presentato come studente universitario fuorisede a Napoli. Ha frequentato le attività del collettivo per mesi, fino a farsi beccare - non grazie a un controspionaggio sofisticato, ma per banalissimi incroci tra social, selfie e incongruenze nei documenti. Non fosse grave sarebbe terribilmente buffo. Potere al Popolo, ovviamente, ha colto la palla al balzo: grida alla repressione politica, richieste di indagini parlamentari, e comunicati indignati pieni di parole come “Stato di polizia”, “libertà costituzionali” e “resistenza”. E per una volta, bisogna ammetterlo, anche se come al solito si sono dimostrati dei piagnoni, qualche ragione ce l’hanno davvero.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Potere al Popolo! (@_poterealpopolo)

Che lo si dica o no, Potere al Popolo non fa davvero paura a nessuno. Non lo temono i mercati, non lo temono gli apparati, e neppure la gran parte della sinistra moderata. I suoi toni apocalittici, l’estetica fuori tempo massimo e l’ossessione per Palestina, Nato e "popoli oppressi" non spaventano: semmai, stancano. Allora, perché infiltrarli?

Ipotesi 1: La burocrazia della paranoia

È possibile che qualcuno, da qualche scrivania ben pagata, abbia deciso che bisogna sorvegliare tutto ciò che si definisce “antagonista”, indipendentemente da quanto conti. Una logica kafkiana: se gridano contro il sistema, meglio starci sopra. Che poi gridino da un seminterrato con venti sedie scompagnate, è irrilevante.

Ipotesi 2: Timori di radicalizzazione

La narrativa interna potrebbe essere stata: “attenzione alle degenerazioni violente”. Ma i fatti dicono il contrario. Le iniziative di PaP sono visibili, pubbliche e al limite dell’autocaricatura. È difficile vedere in questo movimentismo stanco un reale pericolo. L’unica cosa esplosiva, finora, sono le retoriche.

Ipotesi 3: Bersaglio facile per fare curriculum

Un’altra ipotesi cinica ma non peregrina: PaP è un bersaglio facile, privo di peso istituzionale e senza l'appoggio mediatico per difendersi. Infiltrarlo è facile, rischi pochi e qualche “rapporto di servizio” in più sul tavolo. Se poi scoppia il caso, pazienza: tanto erano comunisti.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Potere al Popolo! (@_poterealpopolo)

Insomma, infiltrare un partito extraparlamentare, iper-ideologizzato e mediaticamente irrilevante, e farsi pure scoprire, è un’operazione che sfiora il surreale. Si voleva forse controllare? Contenere? Delegittimare? Alla fine, si è ottenuto l’effetto opposto: PaP è passato da marginale a martire, da “quelli che attaccano la Nato” a “quelli spiati dallo Stato”. Il tutto senza uno straccio di reato, né una reale giustificazione politica. Solo l’impressione, inquietante e tragicomica, che qualcuno nei palazzi della sicurezza non riesca più a distinguere tra dissenso, folklore e pericolo reale. E mentre Potere al Popolo brinda all’autogol, resta una domanda sospesa nell’aria: ma davvero lo Stato italiano ha così paura di quattro slogan scritti a pennarello?

20250627 145734490 8987

More

DIAMOCI ALL'IPPICA: al Gran Premio Freccia d'Europa in palio 154mila euro, ma chi sono i cavalli favoriti? Ve lo spieghiamo: sono tre, ma occhio agli outsider. Da Dany Capar a Edy Girifalco Gio...

di Filippo Barbagallo Filippo Barbagallo

febbre da cavallo!

DIAMOCI ALL'IPPICA: al Gran Premio Freccia d'Europa in palio 154mila euro, ma chi sono i cavalli favoriti? Ve lo spieghiamo: sono tre, ma occhio agli outsider. Da Dany Capar a Edy Girifalco Gio...

SARRI GIÀ VIA DALLA LAZIO? Ma in che senso dimissioni perché non sapeva dei problemi economici? Ok attaccare Lotito a tutti i costi, ma...

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

IL MOTIVO?

SARRI GIÀ VIA DALLA LAZIO? Ma in che senso dimissioni perché non sapeva dei problemi economici? Ok attaccare Lotito a tutti i costi, ma...

Delitto di Garlasco: “STASI? NO, I ROM”. Ecco cosa diceva Stefania Cappa all’epoca dell’omicidio di Chiara Poggi: difendeva Alberto Stasi e…

di Gaia Bonomelli Gaia Bonomelli

Chi è stato?

Delitto di Garlasco: “STASI? NO, I ROM”. Ecco cosa diceva Stefania Cappa all’epoca dell’omicidio di Chiara Poggi: difendeva Alberto Stasi e…

Tag

  • Cronaca
  • governo
  • cronaca giudiziaria
  • Potere al Popolo
  • Polizia
  • infiltrati
  • Politica
  • Fanpage
  • Stato
  • Ministro dell'interno

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: che ci faceva Andrea Sempio a Lungavilla il 12 febbraio 2017? Chi c’era con lui e cosa si sono detti. L’esclusiva di MOW sull’Intercettazione 141

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: che ci faceva Andrea Sempio a Lungavilla il 12 febbraio 2017? Chi c’era con lui e cosa si sono detti. L’esclusiva di MOW sull’Intercettazione 141
  • Dopo l'intervista di Ranucci in Zimbabwe spunta l'accordo segreto per zittire Chimutengo: così Neutralia e Lavitola hanno provato a chiudere il caso Afro Carbon e a far sparire la pista africana

    di Michele Larosa

    Dopo l'intervista di Ranucci in Zimbabwe spunta l'accordo segreto per zittire Chimutengo: così Neutralia e Lavitola hanno provato a chiudere il caso Afro Carbon e a far sparire la pista africana
  • Fermatevi un attimo e ascoltate cosa ha detto George Clooney alla Mostra del cinema di Venezia sul giornalismo: “Vogliono far tacere chi fa domande. L'informazione è in mano agli uomini più ricchi”

    di Domenico Agrizzi

    Fermatevi un attimo e ascoltate cosa ha detto George Clooney alla Mostra del cinema di Venezia sul giornalismo: “Vogliono far tacere chi fa domande. L'informazione è in mano agli uomini più ricchi”
  • Mamma e figlia avvelenate a Natale: mail e chat dal PC (parlante) di Gianni Di Vita. L’indiscrezione che vale la svolta?

    di Emanuele Pieroni

    Mamma e figlia avvelenate a Natale: mail e chat dal PC (parlante) di Gianni Di Vita. L’indiscrezione che vale la svolta?
  • Delitto di Garlasco: la cassaforte, la “stanza 27” e “l’archivio che non doveva esistere”? Grimaldi ha ragione sul dovere della trasparenza

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: la cassaforte, la “stanza 27” e “l’archivio che non doveva esistere”? Grimaldi ha ragione sul dovere della trasparenza
  • Ma davvero l’ad di Mps Luigi Lovaglio ha tirato una “sola” (di intervista) a Repubblica?

    di Gianmarco Serino

    Ma davvero l’ad di Mps Luigi Lovaglio ha tirato una “sola” (di intervista) a Repubblica?

di Alessandro Sforza Alessandro Sforza

Foto di:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Ma davvero Fedez ha fatto buttare fuori da un locale Alessandro Rosica? Da Philipp Plein a Instagram, la vendetta dell'investigatore social è il manuale del boomer rancoroso

di Jacopo Tona

Ma davvero Fedez ha fatto buttare fuori da un locale Alessandro Rosica? Da Philipp Plein a Instagram, la vendetta dell'investigatore social è il manuale del boomer rancoroso
Next Next

Ma davvero Fedez ha fatto buttare fuori da un locale Alessandro...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy