“Le persone si sono ammalate perché i leader di cui si fidavano hanno mentito dicendo loro che potevano respirare aria tossica in tutta sicurezza”. Zohran Mamdani non fa sconti a nessuno e va dritto al punto: all'indomani del fatidico 11 settembre qualcuno ha detto un sacco di caz*ate ai newyorkesi. Non è bastato che i terroristi di Al Qaeda dirottassero due aerei di linea per far crollare le Torri Gemelle del World Trade Center oltre che per colpire il Pentagono. No, perché dopo la tragedia pare che gli amministratori di New York abbiano nascosto alla popolazione rilevanti informazioni sulla sicurezza dell'aria attorno a Ground Zero. “C'era veleno nell'aria, per terra, sui davanzali delle finestre, nei condizionatori, sui vostri animali domestici e sui vostri vestiti, ed è rimasto lì per mesi. Lo sapevano tutti. Ora è chiarissimo che lo sapeva anche la città”, ha spiegato il comico e attivista Jon Stewart, un convinto sostenitore dei soccorritori che si sono ammalati mentre cercavano i dispersi, intervenuto alla conferenza stampa di Mamdani, durante la quale è stato desecretato materiale scottante. Materiale in parte ritrovato in 68 scatole nascoste in un ufficio comunale. E in parte comprendente anche il cosiddetto promemoria Harding, un documento dell'ottobre 2001 che dimostrerebbe come i funzionari della città, nelle settimane successive agli attacchi, avessero già previsto circa 10.000 richieste di risarcimento danni derivanti dall'esposizione all'aria tossica.
Mamdani ha stanziato 34,2 milioni di dollari dal bilancio comunale e ha creato un portale online, denominato 9/11 Document Portal con l'obiettivo di informare la popolazione sulle reali conseguenze dell'11 settembre. “A quasi 25 anni di distanza dall'attentato sono morte più persone a causa di malattie legate all'11 settembre di quante ne siano morte il giorno stesso”, ha sottolineato il sindaco di New York. Ancora oggi, infatti, a migliaia di persone continuano a essere diagnosticate malattie derivanti dall'esposizione a polvere, fumo, detriti e agli eventi traumatici. Oltre 12.000 membri del Fire Department City of New York, i vigili del fuoco, hanno ricevuto una diagnosi e una certificazione di almeno una patologia fisica o mentale correlata (inclusi i tumori). Ok, ma cosa c'è scritto nei documenti? Tra le pagine, per esempio, leggiamo che all'edificio al numero 15 di John Street, vicino alle Torri Gemelle crollate, sarebbe stata rilevata la presenza di amianto - a volte in concentrazioni superiori ai limiti consentiti - circa un anno dopo l'attentato. Tra le pagine è stato anche rinvenuto un rapporto di audit del novembre 2001, presentato all'Agenzia federale per la protezione ambientale, che ha evidenziato elevate concentrazioni di benzene, una sostanza cancerogena, nell'aria in prossimità delle torri abbattute. Ebbene,i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) hanno fatto sapere che circa 400mila persone sono state esposte a questi agenti contaminanti e tanti altri fattori che hanno aumentato il rischio di incorrere in gravi patologie.
Scopriamo poi che, nei giorni successivi all'11 settembre, i livelli di amianto nei campioni di polvere prelevati nella parte bassa di Manhattan hanno superato i limiti di pericolosità. Non sono mancati presunti errori commessi dagli amministratori di New York nella rimozione di sostanze contaminanti dall'interno e dall'esterno di vari edifici limitrofi a Ground Zero. Tra le 410.000 e 525.000 persone sono state esposte a polveri tossiche in seguito agli attentati, tra cui 90.000 soccorritori. Nel 2025, secondo il Registro sanitario del World Trade Center, a oltre 44mila persone erano stati diagnosticati tumori correlati all'11 settembre e più di 63mila hanno presentato problemi di salute legati alle conseguenze degli attentati. Ma perché Mamdani ha deciso di rendere pubblici questi documenti i cui contenuti potrebbero portare a nuove cause legali? Presumibilmente per motivazioni politiche. Per colpire due due suoi più acerrimi rivali, gli ex sindaci repubblicani di New York Rudolph Giuliani, in carica proprio durante gli attentati dell'11 settembre, e il suo successore Michael Bloomberg. Giuliani, nei giorni della tragedia, garantì ripetutamente la sicurezza dell'aria mentre Bloomberg dichiarò nel febbraio del 2002 che “tutti i test effettuati” indicavano come “la qualità dell'aria” rientrasse “nei limiti accettabili”. La pubblicazione dei file coincide altresì con le pressanti richieste rivolte a Mamdani dai familiari delle vittime dell'attentato e da alcuni politici repubblicani, affinché non partecipi alla commemorazione dell'11 settembre a New York. La contestazione nasce soprattutto dalle sue posizioni sul conflitto israelo-palestinese e dalle polemiche legate allo slogan “Globalize the Intifada”, uno slogan legato alla solidarietà con la causa palestinese ma considerato da alcuni esponenti ebraici e familiari delle vittime un'espressione che legittimerebbe la violenza islamica. A suscitare ulteriori critiche è stata inoltre la nomina di Mamdani di Ramzi Kassem a chief counsel della città, per il suo passato come avvocato di persone coinvolte in controversie legate al terrorismo. Secondo i suoi oppositori, la presenza dell'attuale sindaco di New York rischierebbe insomma di politicizzare una cerimonia dedicata alla memoria delle vittime. Da qui la decisione dello stesso Madmani di pubblicare documenti riservati. Per colpire gli avversari ma anche, presumibilmente, per migliorare la propria immagine.