“È passato un anno da quando il presidente ha firmato l’Epstein Files Transparency Act eppure il governo continua a trattenere oltre 3 milioni di documenti”. Inizia così l'intervento nell’aula della Camera dei Rappresentanti americana del deputato repubblicano del Kentucky, Thomas Massie, che è tornato a chiedere la pubblicazione integrale dei documenti ancora secretati sul caso Jeffrey Epstein. Potrebbe sembrare l'ennesimo capitolo di una telenovela tutta a Stelle e Striscie, una semplice richiesta di approfondire ulteriormente il caso Epstein. Invece Massie è andato oltre pronunciando una serie di nomi che a suo giudizio dovrebbero essere oggetto di indagine e accertamenti. La lista comprende: Jes Staley, Leon Black, Les Wexner, David Copperfield, Tom Pritzker, Glenn Dubin, Frédéric Fekkai, Jean-Luc Brunel (morto suicida in carcere), Daniel Siad (recentemente trovato morto a Parigi), Ramsey Elkholy, l'ex principe Andrea, e pure Eduardo Teodorani e Lapo Elkann. Infine la chiusura di Messie: “Forse sentire questi nomi spingerà il Dipartimento di Giustizia, per vergogna, a garantire giustizia. Restituisco la parola”.
Massie, entrato in forte collisione con Donald Trump a causa dell'attacco statunitense contro l'Iran e con le lobby filo israeliane, ha quindi scritto su X (citiamo testualmente) di aver “letto i nomi di diversi co-cospiratori di Epstein che dovrebbero essere indagati e processati”. Un'accusa pesantissima che però, nel momento in cui scriviamo, non trova riscontri di alcun tipo. Non solo: il senatore statunitense si è limitato a fare un elenco di nomi, senza attribuire episodi specifici ai diretti interessati. Nell'elenco di Massie sono in ogni caso presenti Eduardo Teodorani e Lapo Elkann. Il primo, figlio di Maria Sole Agnelli, cugino di secondo grado di John Elkann e già top manager di Exor, Fiat, New Holland e Cnh International, stando ai documenti avrebbe frequentato Epstein fino alla morte. Al contrario, Elkann avrebbe incontrato il faccendiere americano soltanto in occasione di due eventi pubblici di beneficenza. E infatti il suo nome compare negli Epstein Files fin qui secretati, ma in maniera indiretta. Il nome di Teodorani, invece, ricorre oltre 1.200 volte, con tanto di fitta corrispondenza, chat e comunicazioni che testimoniano una forte vicinanza personale e d'affari tra i due. Certo, va ribadito che la presenza di un nome in questi files non dimostra automaticamente la partecipazione a un reato.
Massie è stato curiosamente esplicito nel citare 14 nomi, compreso quello di Lapo Elkann. Dando un'occhiata al richiamato database degli Epstein Files, il nome dell'imprenditore italiano compare in più passaggi, ma il contenuto delle carte va distinto dalle accuse formulate dal deputato. La prima citazione particolarmente diretta risale al 7 settembre 2017, quando un fotografo, il cui nome è oscurato nei documenti, scrive a Epstein da Parigi: “Oggi ho scattato con Lapo Elkann”. Epstein non chiede informazioni sull'incontro né sembra voler approfondire. Risponde invece con un'indicazione precisa: “Puoi dirgli che siamo amici”. Il riferimento, scrivono i media, suggerisce dunque che il nome di Lapo fosse utilizzato da Epstein per accreditare una propria vicinanza personale. Un altro passaggio risale al gennaio 2014, quando l'assistente di Epstein, Lesley Groff, gli inoltra un invito per un vernissage organizzato alla galleria Robilant+Voena di Londra. L'evento, intitolato The Italian, aveva Lapo tra i protagonisti e l'invito, aperto con “Dear Friend”, mostra che il nome di Epstein compariva tra i contatti destinatari legati a quell'ambiente. Ancora più interessante è però ciò che emerge attorno a John Elkann. Il 15 agosto 2010, Epstein, interpellato su John Elkann e Luca di Montezemolo, ammette di non ricordare chi fosse John, associandolo genericamente ad “Agnelli, Ferrari, Fiat”. Il 19 aprile 2015, però, la situazione è completamente diversa: un interlocutore gli parla molto bene di John, precisando che è “il fratello di Lapo”. Epstein reagisce con un entusiastico: “Great great great”. L'interlocutore aggiunge quindi una frase emblematica: “Penso che lui sia il nuovo obiettivo”. Segue una domanda molto concreta: “Come lo incontriamo? Sicuramente non tramite Edu”, con riferimento a Eduardo Teodorani. L'obiettivo, in quel caso, sembra essere quello di arrivare a John Elkann e al vertice di Exor. Non risulta però, da questi passaggi, che l'incontro sia poi effettivamente avvenuto. Sorgono diversi dubbi: perché Massie ha chiesto al Dipartimento di Giustizia Usa di desecretare altri file, nonostante lo stesso Dipartimento sostenga di avere completato la pubblicazione prevista dalla legge? C'è altro nel materle non pubblicato per ragioni legate alla protezione delle vittime, al segreto professionale, a ordini giudiziari e ad altre eccezioni previste dalla normativa? E, soprattutto, perché il deputato americano ha espressamente citato Lapo Elkann? Secca la presa di posizione di Lapo: “Ci sono temi sui quali non si può e non si deve transigere. Vedere il proprio nome accostato a quello di Jeffrey Epstein, in assenza di elementi che giustifichino tale associazione, è inaccettabile. Per questo motivo tutelerò la mia reputazione in ogni sede opportuna nei confronti di chiunque utilizzi impropriamente il mio nome o diffonda notizie del tutto prive di fondamento”.