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11 luglio 2026

[VIDEO] Macabro commercio di resti umani a Lugano: c’entra Pamela Genini? No, ma un dubbio è bene farselo venire. Intanto Dolci molla Garofano per Capra

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

11 luglio 2026

Un’inchiesta giornalistica ha smascherato un macabro business dei resti umani sui mercati digitali svizzeri. Un'ombra che sfiora il caso di Pamela Genini? Non ci sono evidente al momento, ma la suggestione può starci, anche perché pamela frequentava la Svizzera. Verificare per fugare ogni dubbio potrebbe essere doveroso. Intanto, il sedicente ex fidanzato Francesco Dolci rivoluziona la sua difesa: scarica (oltre le due legali) Luciano Garofano e si affida al genetista Marzio Capra
[VIDEO] Macabro commercio di resti umani a Lugano: c’entra Pamela Genini? No, ma un dubbio è bene farselo venire. Intanto Dolci molla Garofano per Capra

Inserzioni di abiti usati, vecchi mobili e resti umani. Sì, il mercato digitale svizzero nasconde l’assurdo: teschi adulti proposti come pezzi da collezione in perfetto stato, scheletri completi che superano i diecimila franchi e persino reperti fetali descritti con un'estetica agghiacciante. E nella vicina Italia, inevitabilmente, il pensiero finisce a Pamela Genini, la ragazza uccisa qualche mese fa dal compagno, Gianluca Soncin, e decapitata dopo la sepoltura. Sì, c’è già un sospettato (oltre all’assassino già in carcere) per il caso della salma profanata di Pamela Genini. C’è un nome e ci sono indizi, ma Pamela frequentava Lugano e lo scenario emerso dall'indagine giornalistica della trasmissione Vraiment (RTS), che ha sollevato il velo su una fitta rete di compravendita di resti umani potrebbe far aprire una nuova pista. Semplicemente per approfondire e togliersi ogni dubbio rispetto alla possibilità che le indagini condotte fino a ora abbiano guardato solo in una direzione passionale o di rapporti diretti avuti dalla vittima stessa. Sia chiaro, è un suggestione, solo una ipotesi, ma accertarsi che non esistano collegamenti potrebbe essere doveroso.

Gli annunci intercettati su canali di uso quotidiano come Ricardo, Anibis, Facebook Marketplace e Instagram dimostrano che questo circuito non ha bisogno dell'anonimato del darknet per prosperare. I venditori operano alla luce del sole, aggirando i filtri algoritmici dei siti – che teoricamente vieterebbero tali transazioni – con stratagemmi rudimentali ma efficaci. Come spiegato dagli esperti di tracciamento di questo specifico traffico di resti umani, i prezzi vengono impressi direttamente sulle immagini per evitare i controlli testuali, oppure si ricorre ad alterazioni ortografiche della parola "umano". L'inserimento della dicitura "solo per scopi educativi" funge poi da sistematico scudo retorico per i commercianti.

Le origini di questi pezzi d'archivio umano sono molteplici. Da un lato vi è il collezionismo privato derivato dal passato, quando negli anni Settanta e Ottanta medici e odontoiatri conservavano legittimamente modelli anatomici reali, oggi confluiti nei mercati dell'usato o ereditati dai familiari. Dall'altro, l'inchiesta ha svelato canali decisamente più opachi e istituzionali, come il caso di un feto plastinato originario dell'Università di Zurigo, custodito in una scuola professionale di Berna e successivamente alienato da un docente a un privato. Un episodio che evidenzia la fragilità dei protocolli di tracciamento dei reperti scientifici e la facilità con cui la morte può essere trasformata in merce. E non si esclude nemmeno, purtroppo, che possa esserci anche un giro di profanazioni di tombe a alimentare quel mercato.

Intanto, sul fronte delle concretezze e delle indagini in Italia sul caso Pamela Genini, c’è da segnalare l’ennesimo colpo di scena voluto da Francesco Dolci. Il sedicente ex fidanzato di Pamela, infatti, nei giorni scorsi ha interrotto i suoi rapporti con la legale che lo aveva assistito fin qui. Poco prima aveva nominato come consulente anche l’ex generale dell’Arma, Luciano Garofano. Ma anche con Garofano è durato tutto molto poco: fine della collaborazione a neanche tre settimane dall’accordo. Dolci ha revocato l’incarico anche alla legale Eleonora Prandi e ha nominato un nuovo pool composto dall’avvocato Pierpaolo Cassarà del Foro di Tivoli, dall’investigatore Ezio Denti e dal genetista Marzio Capra (già in prima linea come consulente della famiglia Poggi nel delitto di Garlasco). Il commento di Dolci al Corriere della Sera? Eccolo: “Solo un cambio di strategia difensiva”.

francesco dolci
Francesco Dolci Ansa

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