image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

Abbiamo letto “I quattro che predissero la fine del mondo” di Abel Quentin, ma com’è? Gli scienziati del rapporto sulla crisi climatica si sbagliavano, ma ci scrivono ancora libri

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

2 settembre 2025

Abbiamo letto “I quattro che predissero la fine del mondo” di Abel Quentin, ma com’è? Gli scienziati del rapporto sulla crisi climatica si sbagliavano, ma ci scrivono ancora libri
“I quattro che predissero la fine del mondo” conferma il talento di Abel Quentin come cronista e come scrittore e racconta la storia vera di un gruppo di scienziati che predissero la fine del mondo (sbagliando). Ma questo romanzo, apprezzato anche da Carrere, è un po’ troppo moralista

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Per sua stessa ammissione, Abel Quentin sostiene di aver scelto di scrivere il libro dopo lo shock provato quando scoprì del Rapporto Meadows, uno studio degli Anni Settanta sulla crisi climatica, divenuto nel tempo quasi una ricerca-profezia, un amuleto della discussione intorno all’ambiente. Uscito nel ’72 grazie al lavoro di alcuni ricercatori del Mit e su richiesta del Club di Roma, il Rapporto profetizzava una sorta di crollo della civiltà dovuto al raggiungimento del limite massimo di sviluppo del nostro modello di produzione e vita su questo pianeta. Insomma, avremmo consumato troppo, e troppo rapidamente, ciò che avevamo pattuito con madre Natura. Pensa allora quanto potrebbe restare schioccato leggendo The Ultimate Resource dell’economista Julian Simon, per esempio, che dimostrò come le tesi del Rapporto Meadows fossero a dir poco catastrofiste. O che dire dell’ultimo libro di Hannah Ritchie, ricercatrice di Oxford e Capo dipartimento di Our World In Data, che in Non è la fine del mondo (Aboca), pur riconoscendo la crisi climatica, ridimensione notevolmente il nostro discorso apocalittico. O che dire di Bjiorn Lomborg, che fa lo stesso in Falso allarme! (Fazi). In fondo anche l’ultimo report dell’Ipcc, spesso citato a favore dei discorsi più millenaristi, crede che lo scenario più probabile non sia il più tragico, e cioè l’Rpc 8.5, ma uno scenario intermedio, l’Rpc 6.0.

Sta di fatto che, tra tutti, è il primo rapporto a essere di certo il più suggestivo agli occhi di uno scrittore, a meno che tu non sia Pierre Boulle e non voglia scrivere Il buon leviatano (Liberilibri). I quattro che predissero la fine del mondo (Edizioni E/O) è un lavoro di narrativa giornalista più che di narrativa storica, non solo perché tratta di temi attualissimi facendo riferimento a una storia recente, ma perché la costruzione del libro, come ci ha abituato Quentin, segue con linearità una storia su cui non si calca mai la mano, su cui non si favoleggia. Questo minimalismo è una qualità di Quentin, la stessa de Il Veggente di Étampes (Edizioni E/O, 2024), ma stavolta la storia non è un caso limite a metà tra integrazione, limiti della convivenza e contraddizioni politico-religiosa. Qui si parla di quattro scienziati, di cui due sposati, che scoprono una verità, secondo loro, nera e ineluttabile. C’è solo una possibilità su nove di potersi salvare. È in questa misura – quella del collasso – che Quentin ci chiede di aprire gli occhi: “Dobbiamo cambiare il nostro sguardo sulle cose, Paul. Guardare ogni porzione della Terra come la parte di un tutto esauribile e finito. Avere la percezione della superficie limitata di ogni elemento. Mentalmente. E allo stesso tempo, avere la percezione dell’impatto umano sul mondo. Il crescente impatto.

20250902 091805938 8880
“I quattro che predissero la fine del mondo” di Abel Quentin (Edizioni E/O)

Non è l’unico ad averne parlato di recente. Forse lo scrittore più popolare di tutti ad averlo fatto è Jonathan Safran Foer con il suo Possiamo salvare il clima, prima di cena (Guanda). Ma ben più di recente a far parlare di sé è stato il secondo romando di Stephen Markley, Diluvio (Einaudi). Una storia che scorre per un migliaio di pagine e che dovrebbe darci l’idea della fine imminente del nostro mondo, della nostra idea di esistenza. Un grande diluvio appunto, un reset biblico. La direzione che prende Quentin è molto simile, ma più discreta. Mentre Markley si concentra talvolta eccessivamente su particolari scientifici, Quentin sfrutta il rapporto e la storia dei personaggi come stimolo intellettuale per una riflessione a un tempo più ampia e meno approfondita, spingendo sul senso comune e la possibilità di trasformarlo. Quentin ha cioè misurato con attenzione il grado di complessità a cui può sottoporre il lettore, quasi che l’intento del romanzo fosse, oltre che letterario, pedagogico.

Ci sono dei limiti? Probabilmente sì: tra questi il rischio di perdere la caleidoscopica veracità del dibattito, così lontano dall’immagine polverose del dibattito d’accademia (basti pensare che il già citato Simon, per difendere le sue tesi e smentire l’ecologista Paul R. Ehrlich, fece una scommessa da 1000 dollari che sarebbe durata dieci anni; e che avrebbe, infine, vinto). Il rigore e il minimalismo di Quentin, apprezzati non a caso da Emmanuele Carrere, rischiano insomma di inaridire un po’ la storia. Bisogna fare attenzione a non dare la precedenza al messaggio sul racconto. Ma è un rischio che Quentin tiene in considerazione e chiude un altro romanzo interessante e soprattutto intelligente. 

https://mowmag.com/?nl=1

More

Massoneria, ricatti e suinici scatti: non lo vogliono tra i seggioni? A Prato (e in FdI) è fratricidio d’Italia per Tommaso Cocci e no, non sono stati gli avversari politici…

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

FraUccelli d'Italia

Massoneria, ricatti e suinici scatti: non lo vogliono tra i seggioni? A Prato (e in FdI) è fratricidio d’Italia per  Tommaso Cocci e no, non sono stati gli avversari politici…

La Global Sumud Flotilla verso Gaza è un evento epocale, come le proteste contro le guerre in Vietnam e in Iraq: 50 navi, 44 Paesi e migliaia di persone in giro per il mondo ci spiegano cos’è la democrazia

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Si fa la storia

La Global Sumud Flotilla verso Gaza è un evento epocale, come le proteste contro le guerre in Vietnam e in Iraq: 50 navi, 44 Paesi e migliaia di persone in giro per il mondo ci spiegano cos’è la democrazia

Tag

  • cambiamento climatico
  • crisi climatica
  • Libri
  • Romanzi
  • recensione libri
  • Cultura

Top Stories

  • La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”

    di Riccardo Canaletti

    La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”
  • Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...

    di Irene Natali

    Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...
  • Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?

    di Irene Natali

    Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?
  • Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione

    di Gianni Miraglia

    Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione
  • MasterChef 15, ma chi è Carlo Guerriero, uno dei gelatai migliori del mondo? Il suo gelato funzionale, il locale e gli ingredienti

    di Irene Natali

    MasterChef 15, ma chi è Carlo Guerriero, uno dei gelatai migliori del mondo? Il suo gelato funzionale, il locale e gli ingredienti
  • Cara Maria De Filippi, C’è Posta per Te ha un problema enorme con le relazioni tossiche: ma davvero in prima serata dobbiamo vedere aprire la busta a una suocera da denuncia?

    di Irene Natali

    Cara Maria De Filippi, C’è Posta per Te ha un problema enorme con le relazioni tossiche: ma davvero in prima serata dobbiamo vedere aprire la busta a una suocera da denuncia?

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Dai materassi Marion a UnoMattina Estate con "furore": ecco perché il ritorno di Alessandro Greco su Rai 1 merita di più

di Irene Natali

Dai materassi Marion a UnoMattina Estate con "furore": ecco perché il ritorno di Alessandro Greco su Rai 1 merita di più
Next Next

Dai materassi Marion a UnoMattina Estate con "furore": ecco perché...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy