image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

Abbiamo letto “Scelgo tutto” di Valerio Mieli (La Nave di Teseo): com’è? Un romanzo esistenzialista, due vite e... forse un film?

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

16 aprile 2025

Abbiamo letto “Scelgo tutto” di Valerio Mieli (La Nave di Teseo): com’è? Un romanzo esistenzialista, due vite e... forse un film?
Wildside ha comprato i diritti dell’ultimo romanzo del regista Valerio Mieli, anche lui entrato nella “famiglia” de La Nave di Teseo (un editore da questo punto di vista imbattibile). Ma il suo “Scelgo tutto” è anche un compendio filosofico di un tema esistenzialista, quello della scelta, delle vite alternative, del “determinismo della libertà”. Noi lo abbiamo letto, ecco com’è

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Secondo Kierkegaard la scelta è il modo che ha l’uomo per “appropriarsi della propria esistenza”. Eppure, per Cosimo, si tratta di uno sdoppiamento innecessario, di una fatica che preferirebbe evitare. In questo senso, Scelgo tutto di Valerio Mieli (La Nave di Teseo, 2025) potrebbe essere anche uno Scelgo niente, una rinuncia alla scelta, un abbraccio all’interno del quale si rovesciano non solo le possibilità, ma una libertà che si vede violata dal solo fatto di essere di fronte a un aut-aut. Il brutto, tuttavia, è che il gioco delle tre carte che è la vita ti costringe a scegliere e, realisticamente, Cosimo non può sottrarvisi. Abbiamo due storie, dunque, dettate da una scelta. Anche l’impaginazione salda nella mente del lettore la differenza che intercorre tra il primo e il secondo dei futuri possibili. Nessuna delle due storie è, tuttavia, un bagno termale, piatto, a bassa pressione ed eternamente possibilistica.

Al contrario: le scelte determinano fattualmente la vita di Cosimo. Non è un fatto di sfumature. Semplicemente le scelte hanno un ruolo che impedisce alle altre vie percorribili di essere più praticabili. È come se ogni scelta implicasse, decisamente, definitivamente, la crescita di un bosco alto e inaccessibile sopra tutti gli altri sentieri. Così le due storie, appunto gestite anche graficamente in modo differente, sono due opzioni parallele, inconciliabili, perfettamente simmetriche e per questo distanti. Non ci sono ponti, non c’è una forza del destino che permette di riunire strade diverse, come se tutto dovesse confluire, infine, dove la Provvidenza ha voluto.

“Scelgo tutto” di Valerio Mieli (La Nave di Teseo)
“Scelgo tutto” di Valerio Mieli (La Nave di Teseo, 2025)

In questo senso il romanzo di Valerio Mieli pare ricalcare un esistenzialismo sofisticato, novecentesco, che di Kierkegaard, appunto, ha tentato di fare a meno. La vita è nel modo in cui capita, ma il modo in cui capita definisce l’essenza stessa della vita, che non sarà più stessa. Nulla preesiste alla (libertà di) scelta. L’espediente, certo, non è nuovo. L’idea, pure, è fondamentale. Film, libri eccetera; di esempi ce ne sono, declinazioni diverse di un medesimo tema: la storia controfattuale, il “come sarebbe andata se”. E dunque, cosa si rincorre? Se una possibilità esclude le altre, se una vita, per Cosimo, Cosimino, vale l’altra (nessuna è migliore, infatti), cos’è che un uomo, l’uomo che non riflette sulle alternative, si perde? E cos’è dunque, che Cosimo (ma non solo Cosimo, chiunque nel romanzo) non vuole perdersi? Lo dice, con quattro parole, Mieli: “La caccia grossa con il senso”. Quale che sia la preda, il significato ultimo, fiutalo, scovalo, seguilo. E prendi bene la mira.

https://mowmag.com/?nl=1

More

Perché Donald Trump è sempre incazzato? “Rabbia emozione dominante tra gli elettori”. Intervista all’esperto Patrick Facciolo che ci spiega tutti i segreti della comunicazione. E cosa c’entra Checco Zalone…

di Jacopo Tona Jacopo Tona

Fallacie Logiche

Perché Donald Trump è sempre incazzato? “Rabbia emozione dominante tra gli elettori”. Intervista all’esperto Patrick Facciolo che ci spiega tutti i segreti della comunicazione. E cosa c’entra Checco Zalone…

Abbiamo letto “C’era la luna” di Serena Dandini (Einaudi), ma com’è? E volete sapere perché Chiara Valerio lo esalta? È l’amichettismo dei “buoni sentimenti”. Ma chi avrebbe letto questo libro se l’autrice fosse stata sconosciuta?

di Francesco Cellini Francesco Cellini

MOWBOOK REVIEW

Abbiamo letto “C’era la luna” di Serena Dandini (Einaudi), ma com’è? E volete sapere perché Chiara Valerio lo esalta? È l’amichettismo dei “buoni sentimenti”. Ma chi avrebbe letto questo libro se l’autrice fosse stata sconosciuta?

Joel Dicker vende 44mila copie in una sola settimana, voi? Abbiamo letto “La catastrofica visita allo zoo”: ecco perché chi lo critica non ha capito il fenomeno da record della letteratura europea, dal “Caso Harry Quebert” a…

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

mowbook review

Joel Dicker vende 44mila copie in una sola settimana, voi? Abbiamo letto “La catastrofica visita allo zoo”: ecco perché chi lo critica non ha capito il fenomeno da record della letteratura europea, dal “Caso Harry Quebert” a…

Tag

  • la nave di teseo
  • Romanzi
  • Letteratura
  • Opinioni
  • Film
  • Cinema
  • recensione
  • Cultura
  • Libri

Top Stories

  • Viviamo nel Paese in cui Corrado Augias può dire a Riccardo Muti che non si impegna abbastanza per la musica classica in Italia

    di Riccardo Canaletti

    Viviamo nel Paese in cui Corrado Augias può dire a Riccardo Muti che non si impegna abbastanza per la musica classica in Italia
  • Altro che spillette contro Beatrice Venezi! Il Concerto di Capodanno dell’orchestra del Teatro La Fenice è un pigiama party in diretta su Rai 1

    di Tiziana Tentoni

    Altro che spillette contro Beatrice Venezi! Il Concerto di Capodanno dell’orchestra del Teatro La Fenice è un pigiama party in diretta su Rai 1
  • Il concerto di Capodanno a Vienna, la sovversione del maestro e ciò che è importante. Buon anno tosaerba

    di Moreno Pisto

    Il concerto di Capodanno a Vienna, la sovversione del maestro e ciò che è importante. Buon anno tosaerba
  • A Testa Alta è l’ennesima fiction cagna di Canale 5 ad alto rischio turcata. E Sabrina Ferilli "attrisce" in una storia di revenge porn è l'usato sicuro di Mediaset

    di Irene Natali

    A Testa Alta è l’ennesima fiction cagna di Canale 5 ad alto rischio turcata. E Sabrina Ferilli "attrisce" in una storia di revenge porn è l'usato sicuro di Mediaset
  • Caso Raoul Bova, Beatrice Arnera e Andrea Pisani: la storia è finita ma l’odio sui social e il tifo da stadio no. Parla l’avvocato Riccardo Lanzo: “Ecco quando dovete denunciare”

    di Micol Ronchi

    Caso Raoul Bova, Beatrice Arnera e Andrea Pisani: la storia è finita ma l’odio sui social e il tifo da stadio no. Parla l’avvocato Riccardo Lanzo: “Ecco quando dovete denunciare”
  • In Buen Camino non c’è nulla di sorprendente: Checco Zalone è sempre lo stesso, ma come siamo messi noi che continuiamo a ridere?

    di Domenico Agrizzi

    In Buen Camino non c’è nulla di sorprendente: Checco Zalone è sempre lo stesso, ma come siamo messi noi che continuiamo a ridere?

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Perché l'addio di Francesca Michielin a Marta Donà (La Tarma) non è per forza una brutta notizia

di Gianmarco Aimi

Perché l'addio di Francesca Michielin a Marta Donà (La Tarma) non è per forza una brutta notizia
Next Next

Perché l'addio di Francesca Michielin a Marta Donà (La Tarma)...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy