Nello scorso pezzo dedicato al film-evento dei Marvel Studios previsto per il prossimo 16 dicembre, avevamo sottolineato come la sensazione maggiore fosse quella di un “troppo che stroppia”, con una grave assenza di epicità e di quel tono “cupo e drammatico” che ci si sarebbe aspettati dalla più grande minaccia mai affrontata dai nostri eroi in calzamaglia. Ecco, queste perplessità e questi dubbi sono stati praticamente spazzati via dal secondo trailer, presentato durante la kermesse del D23, ovvero la convention targata Disney che, giustappunto, ha presentato in questi giorni i progetti futuri della Casa del Topo. Il secondo trailer di Avengers: Doomsday ci consegna un immaginario ricolmo di preoccupazione, disperazione e di un senso, quasi, di impotenza per gli eroi della Marvel, con al centro di tutto Victor Von Doom, interpretato da Robert Downey Jr. Proprio il fatto di voler consegnare il ruolo di protagonista al villain principale è stata una scelta corretta, e persino naturale, per quanto concerne il film della Marvel. Già, perché in assenza di film precedenti che ci introducessero, anche solo a livello di nome o di “minaccia velata”, il personaggio di Doom, uno spettatore che non conoscesse chi sia in realtà il dittatore mago, tecnocrate e mistico della Latveria avrebbe grande difficoltà a comprendere bene di che tipo di minaccia si tratti. Invece questo secondo trailer si apre, giustappunto, con Robert Downey Jr./Doom, presentato nella sua sala del trono, trasudante potere magico e arcano, con ben presenti alcuni elementi che, con rapidi e decisi tocchi, ci presentano le caratteristiche principali del personaggio.
L’insistenza sugli occhi verde smeraldo del villain, iniettati di sangue, decisione e sete di potere, è un chiaro elemento che ci tratteggia il carattere del personaggio: un geniale, per quanto completamente pazzo, scienziato-mago che ha come unico obiettivo quello di aumentare il proprio potere e, per quanto si comprende dallo stesso trailer, distruggere quelle “vite rubate” di cui si sono appropriati i nostri eroi, a suo dire. Anche la scena, molto bella e di forte impatto, peraltro ripresa dal primo poster ufficiale dello stesso film, in cui vediamo Doom accarezzare un enorme arazzo presente nella sua sala del trono e raffigurante sua moglie e suo figlio, presumibilmente perduti per motivi x, y e z, ci consegna un personaggio non soltanto pazzo, ma anche dolente e distrutto dentro per le perdite subite. Un uomo, quindi, pronto a tutto pur di perseguire i propri obiettivi. Anche dal punto di vista degli “eroi”, il secondo trailer mette meglio in chiaro quali saranno i ruoli e, soprattutto, consegna una profondità maggiore a certi protagonisti. Ad esempio, una delle due voci narranti del trailer, la seconda è quella di Doom, è di Susan Storm, membro dei Fantastici Quattro e sorta di “coscienza buona, ma consapevole” del film. Susan, infatti, ci spiega quale sia la posta in gioco, elevatissima, e di che tipo di minaccia sia Victor Von Doom, appunto la peggiore mai capitata nell’universo Marvel. Anche l’insistenza nel mostrare i vari X-Men, con particolare attenzione per un Magneto ferito e preoccupato, ci consegna un’atmosfera decisamente più pesante e grave rispetto al primo trailer, che pareva essere soltanto un album delle figurine per far dire agli appassionati e ai fan “celo, celo, manca”.
Attenzione: ovviamente stiamo parlando di trailer, quindi, de facto, di pubblicità “lunghe” volte a farci andare al cinema. Anche in questo caso ci sono molte scene di “ammucchiate” di personaggi in calzamaglia e armature senza un reale contesto, ma il pezzo che state leggendo è teso a sottolineare come, in questa occasione, ed è a nostro avviso il punto più importante, sia stato finalmente colto l’indirizzo generale corretto: quello pesante, drammatico e disperato che ci si aspetta da Avengers: Doomsday. Anche la scena sul finale, in cui vediamo, dopo che Ciclope le ha distrutte con il suo potentissimo raggio laser, Victor Von Doom attingere ai suoi poteri mistici e ridestare le Sentinelle, che presentano occhi ed elementi all’interno dei loro corpi di colore verdognolo, segno appunto delle arti magiche del latveriano, è potente ed epica. Quello, insomma, che ci aspettiamo da un film tanto importante nell’economia, e non utilizziamo a caso questa parola, della Marvel e della Disney. Adesso, nell’attesa di pascerci delle teorie e delle filosofie che appassionati, fan ed esperti del settore stanno già facendo a manetta su internet e non solo, la speranza è che Avengers: Doomsday ci possa consegnare un film potente, “grande” e profondo, come una grande storia merita. Appuntamento allora, solo al cinema, il prossimo 16 dicembre.