Può essere un picchiaduro una delle novità più interessanti di questa stagione videoludica? È questa, in sostanza, la domanda che appassionati e addetti ai lavori si sono posti nei mesi di avvicinamento a Marvel Tokon: Fighting Souls, titolo sviluppato da Arc System Works e pubblicato da Sony Interactive Entertainment, quindi esclusiva “doppia” per PS5 e PC. Ebbene, dopo svariate ore di gioco possiamo dirvelo: non solo Marvel Tokon: Fighting Souls è un picchiaduro con la “P” maiuscola, ma è anche una delle cose migliori che vi capiterà di videogiocare quest’anno. Ma andiamo con ordine.
Marvel Tokon: Fighting Souls è, in buona sostanza, un modo per riprendere l’eredità di titoli storici come Marvel Vs Capcom, cioè trasporre l’intero, o quasi, mondo supereroistico Marvel, quello dei fumetti e anche del cinema, in ambito videoludico. L’idea, di per sé, non è certo il massimo dell’originalità, è vero, ma non è questo il punto. Invece di realizzare un semplice e scontato remake o aggiornamento di titoli precedenti, Tokon è completamente originale, con un twist in più. Grazie alle indicazioni del director Kazuto Sekine e della sua squadra, infatti, le eroine e gli eroi “americani”, o comunque occidentali, sono stati riletti in una chiave orientale, più precisamente giapponese e manga-style. Una scelta azzeccatissima che, in alcuni casi, tocca vette di perfezione assoluta, come nel caso dell’armatura di Iron Man, che diventa una sorta di guerriero hi-tech shogun, con un kabuto, il classico copricapo dei samurai, rosso fiammeggiante in testa. A questo si aggiunge un sistema di gioco che si può riassumere nella consolidata formula dell’“easy to learn, hard to master”. Anche grazie a un tutorial davvero ben fatto, che spiega sul serio come si gioca e che vi invitiamo vivamente a non saltare, padroneggiare le diverse combo e abilità dei singoli personaggi non risulta troppo complesso. Mosse speciali, possibilità di switchare tra i quattro componenti del team e mosse in combo, o “assemble”, sono piuttosto facili da imparare e possono regalare partite stimolanti, divertenti e soprattutto spettacolari già dopo poche ore di gioco. Tuttavia, ci sarà pane per i denti anche per chi con i picchiaduro ci sa davvero fare. Il sostrato di Tokon, infatti, è solo in apparenza semplice: ogni personaggio ha approcci, stili e abilità differenti, e padroneggiarli tutti non è affatto una passeggiata.
Per fare un esempio, un personaggio come Captain America, costruito su un approccio diretto, da corto raggio e con mosse per lo più fisiche, può essere assimilato già dopo poche ore di gioco. Un personaggio come Goblin, invece, che attacca dalla distanza e ad area, risulta molto più complesso dal punto di vista del gameplay e quindi più sfidante per il giocatore. Aggiungete poi il fatto che, come già detto, i vari team sono composti da quattro personaggi e il quadro è chiaro: le combinazioni possibili sono davvero ricchissime. Più nel dettaglio, il roster al momento è composto da 20 personaggi, distribuiti in cinque team da quattro: Fighting Avengers con Captain America, Iron Man, Hulk e Black Panther; Unbreakable X-Men con Storm, Magik, Wolverine e Danger; Amazing Guardians con Spider-Man, Ms. Marvel, Star-Lord e Peni Parker; Knights of Doom con Doctor Doom, Magneto, Green Goblin e Carnage; Samurai Outriders con Ghost Rider, Blade, Loki e Deadpool. Considerate poi che, come abbiamo ricordato poco sopra, uno dei punti di forza di questo videogioco è l’art design e il character design. I personaggi sono fortissimi, con scenari simil kaiju-movie iper dettagliati e pieni di animazioni a schermo: insomma, una vera festa per gli occhi. Tra i difetti evidenti, al di là di alcuni tecnicismi che, alla lunga, potrebbero non far innamorare del tutto i pro del settore, magari per un sistema troppo semplificato dal punto di vista del fighting game, va segnalato un piccolo ma importante limite nella modalità single player. Se questa modalità storia è stata comunque molto apprezzata, con un racconto che sembra uscito da un torneo di arti marziali da manga shonen, meno apprezzabile è stata la scelta di utilizzare per la maggior parte della narrazione delle vignette in stile graphic novel. Capiamo perfettamente la necessità di contenere i costi, e quindi l’impossibilità di realizzare cutscene animate una dopo l’altra, ma anche la qualità media di queste vignette è altalenante e, in qualche caso, al di sotto della sufficienza. Un vero peccato per un gioco così rifinito. Detto questo, Marvel Tokon resta comunque una delle cose migliori di questo nostro difficile mondo videoludico e, se avete voglia di combattere al meglio nei panni di Black Panther o di Victor Doom, beh, questo è il gioco che fa per voi.