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26 maggio 2025

Se la cultura vuole salvarsi riparta dal Romance Book Party di Napoli

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

26 maggio 2025

Due parole: sold out. Il Romance Book Party di Napoli è uno dei pochi eventi librai così seguito e affollato. Ma soprattutto il genere che festeggiano, il romance appunto, è in cime alle classifiche di vendita, garantendoci la possibilità di fare qualche piccola ipotesi sul futuro dell’editoria e del mondo culturale a partire dall’età dei lettori di romance (giovanissimi) e dal successo di questi eventi
Se la cultura vuole salvarsi riparta dal Romance Book Party di Napoli

La cultura riparta dal romance. Da Erin Doom, da Julian Quinn. Si riparta, cioè, dalla cultura che si costruisce dal basso, lasciando che la gente si appassioni. Che la cultura venga trattata come lo sport, con il campo da gioco della parrocchia, con le casacche puzzolenti e un prete come arbitro, a partire dall’amore per il calcio e non dalla Serie A. Si faccia cultura per creare capitale, ricchezza, fanbase, una comunità di lettori. Fare quel che fa il Romance Book Party di Napoli. Tutto sold out, tantissimi ospiti, alcuni nuovi, altri che potrebbero riempire gli stadi. Ci sono, appunto, Erin Doom e Julian Quinn. Questa versione per adolescenti della letteratura di Rosamunde Pilcher e Lucinda Riley, il romance è quanto c’è di meglio nel mercato letterario italiano. Sul serio. Riflettete: non c’è nulla che appassioni di più e nulla che, dunque, costituisca per chi si occupa di cultura occasione migliore per permettere a dalle ragazze e dei ragazzi appassionati di scoprire la grande letteratura.

Erin Doom
Erin Doom

Ne avevamo già scritto parlando di Felicia Kingsley. Romance è anche Giorgio Scerbanenco, il Truman Capote di Colazione da Tiffany. Non è solo un passaggio tra i tanti per arrivare ad altre letture, è una buona lettura in sé. Semmai il problema è il mercato che appiattisce. Ma anche chi non dovesse credere a tutto questo, si trova costretto a credere ai fatti. E cioè che un festival come il Romance Book Party di Napoli del primo giugno riempie i saloni, al punto che chi ora sta provando a prenotare non ci riuscirà. Si dica anche questo, a beneficio di cronaca: chiunque abbia avuto un’esperienza come libraio sa quanta responsabilità si possa avere, anche spingendo ragazze appassionate di Erin Doom a leggere Maupassant o Flaubert o Austen. Si può. Non solo. Spesso il passaggio piace alle ragazze, che tornano e ti chiedono di Brönte e Fitzgerald. E dunque si riparta dei festival pieni, dagli scaffali svuotati, soprattutto ora che l’Italia non compra libri, che gli italiani smettono di leggere. Non mortificate le giovani lettrici e i giovani lettori di romance, ringraziateli.

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