Questo però, Boris non l'aveva previsto; anzi, con una certa amarezza, bisogna constatare che non l'aveva proprio capito. Perché caro René Ferretti, non siamo più noi che piazziamo le serie scarse ai Greci: sono loro adesso, che ci rifilano le loro soap. E le vendono alla Rai, probabilmente ingolosita dalle turcate di Canale 5 che si riproducono e ripropongono di continuo: dall' 8 giugno infatti, nel mattino di Rai 2 andrà in onda The Beach. Che no, non ha niente a che vedere con il film con Leonardo Di Caprio, dato che si tratta appunto di una serie di produzione ellenica, i cui episodi si dipaneranno da giugno fino ad ottobre, in onda dal lunedì al sabato alle 8.45.
Ambientata negli anni '70 ovviamente su una spiaggia, quella di Matala, nel sud dell'isola di Creta, il primo "greek drama" che arriva sui nostri schermi racconterà la storia della dottoressa Ipazia Archontaki che, dopo aver vissuto a Londra, tornerà nei luoghi della sua infanzia. Ma su quella spiaggia che era stata sinonimo di estati spensierate e anni felici, l'accoglienza non sarà delle migliori: guardata con sospetto dagli affaristi dell'isola e dagli abitanti più conservatori, la dottoressa si ritroverà in un posto ostile. Matale però, si rivelerà in tutto il suo lato oscuro quando una giovane donna verrà uccisa: l'omicidio scuoterà la comune degli hippies e il villaggio di Matala, mettendo a dura prova le certezze della protagonista.
Insomma, già dalla trama, ma non la sentite che bell'aria di turcata, che tira? O meglio: di prodotto affine per toni e narrazione, dato che The Beach promette giallo, dramma e commedia romantica tutte insieme, mentre il trailer della serie Ert, la Radio Televisione pubblica greca che ha co-prodotto la serie assieme a Foss Productions, ci delizia con mare, disperazione, lacrime, pianti a secco, tonfi di cadute a morte.
"In Italia abbiamo una grande tradizione di serie tv tedesche, inglesi, americane: con The Beach abbiamo voluto sperimentare", ha dichiarato Adriano De Maio, direttore della Direzione Cinema e Serie TV della Rai, durante l'evento con cui è stato lanciato l'inedito sodalizio ad Atene. Dunque la Rai vuole "sperimentare" e, in virtù della vicinanza culturale tra Italia e Grecia, lo fa con un prodotto che "rappresenta, prima ancora che una collaborazione, una condivisione". Intanto Giannis Papadopulous, presidente di Ert, sviolina che "Cinecittà qui è percepita come una sorta di Hollywood europea", dunque c'è grossa soddisfazione per essere riusciti ad aggiudicarsi un "passaporto internazionale" per il loro titolo.
Sergio, il direttore di produzione di Boris non avrebbe potuto nemmeno immaginarselo, un momento simile: lui che doveva far girare il finale de Gli occhi del cuore con gli attentatori del Burmini perché, anche se in Italia della serie non importava più niente a nessuno, loro l'avevano venduta ai Greci. Ma a Boris mica si "sperimentava", né tantomeno si provava a trovare un mercato economico da cui attingere, magari vedendo che alla concorrenza è andata bene con il Paese confinante. A Boris semmai, tra luci smarmellate e sceneggiatori impuniti, si portava a casa la giornata senza troppi infiocchettamenti; del resto, ci sono cose che a Boris non sarebbero successe mai.