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Che fastidio! Ma davvero capite solo ora che bomba è Ditonellapiaga? A Sanremo 2026 porta l’acid-pop, l’ironia e la critica sociale, ma la sua storia era già il manifesto di una outsider

  • di Marika Costarelli

  • Foto: Ansa

27 febbraio 2026

Che fastidio! Ma davvero capite solo ora che bomba è Ditonellapiaga? A Sanremo 2026 porta l’acid-pop, l’ironia e la critica sociale, ma la sua storia era già il manifesto di una outsider
La sua discografia è un mix di hit irriverenti. “Che fastidio!” è un manifesto di intolleranza. Ditonellapiaga è questo e molto altro. Ma non lo è solo da questo Sanremo. Chi la scopre ora amerà la sua storia e la sua carriera. Ve la raccontiamo qui

Foto: Ansa

di Marika Costarelli

Ad aprire il 76esimo Festival di Sanremo è stata la persona giusta: Ditonellapiaga. Un’artista che si presenta già con uno pseudonimo che vuole disturbare. Non a caso il titolo del brano presentato all’Ariston è un manifesto: Che fastidio!. Ditonellapiaga, al secolo Margherita Carducci, si piazza nella schiera di cantautrici indie pop con sonorità da club. I suoi testi sono pungenti e irriverenti, la sua attitudine artistica è provocatoria e non si fa mancare nemmeno la preparazione tecnica. Ditonellapiaga è il simbolo di questo Festival, quella che ti sveglia se canta per ultima; è la quota rosa di cui avevamo bisogno. Durante la prima serata ha rotto il ghiaccio con le sonorità acid-pop del suo brano, nel quale l’utilizzo dei synth risulta parecchio godibile. È sicuramente il brano più ballabile, forse l’unico, escludendo il reggaeton di Samurai Jay e il ritmo partenopeo di LDA e Aka 7even. Quella di Dito è una canzone da “discotecari”: impossibile non muoversi su quei sintetizzatori. Il testo non è da meno. Come suggerisce il titolo, “Che fastidio” è un manifesto di intolleranza verso certi aspetti della società contemporanea; parla della confusione che si innesca in una persona che non sa più cosa sia normale o “se sono matta io”. Il brano è una critica sociale che riecheggia prepotente su un palco dove di critica sociale quest’anno ce n’è poca. Risulta perfino il più rivoluzionario: il suo acid-pop è l’atto più trasgressivo di un Festival non troppo caldo.

 Ditonellapiaga a Sanremo 2026
Ditonellapiaga a Sanremo 2026 Ansa

L’artista romana è partita come favorita e durante la prima serata la classifica sparsa dei primi cinque ha confermato la profezia: la sala stampa ha detto sì. Alla fine della seconda serata, invece, l’artista è uscita dalle prime cinque posizioni; il televoto e la giuria delle radio non l’hanno premiata. Ma come mai se il brano risulta così ben riuscito? Forse la risposta è che in Italia non siamo pronti a un’artista come Margherita. Perché lei potrebbe sembrare “come tutte le altre”: stile ben curato, cassa dritta e una bellezza non indifferente. Questo è ciò che si evince con uno sguardo superficiale. Ma Ditonellapiaga non è l’ennesima replicante, è molto di più. La sua carriera inizia nel 2021 quando pubblica l’EP Morsi, una raccolta di singoli che mostra la sua versatilità artistica. Nello stesso anno, rilascia anche una versione remix dello stesso EP con contributi di artisti elettronici: il risultato è ipnotico. Ma l’album di debutto è “Camouflage”, pubblicato nel 2022 e spinto dalla prima partecipazione al Festival di Sanremo dell’artista, che si era presentata in duo con Donatella Rettore su una frizzante e irresistibile “Chimica”. Reggere Rettore su quel palco non era facile, specie per un’esordiente all’Ariston, eppure Ditonellapiaga a Sanremo 2022 con la sua presenza scenica aveva detto: “ci sono”.

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Camouflage contiene 13 hit, tra tutte i singoli: Morphina e Repito che si insinuano in testa come un loop e Non ti perdo mai e Spreco di potenziale che, invece, dimostrano la capacità dell’artista di variare con il pop melodico. E se si vuol esplorare con più attenzione, all’interno dell’album ci sono brani come Vogue, Prozac e Connessioni che conferiscono alla cantautrice una certa originalità. Il secondo album dell’artista romana è già pronto e vedrà la luce il 10 aprile 2026 e se “Che Fastidio!” era il biglietto da visita, Miss Italia (ndr: nome del nuovo album) promette già scintille. D’altronde il videoclip ufficiale del brano attualmente in gara a Sanremo presenta una componente visiva importante che espande il concetto già espresso nel testo della canzone, trasformandolo in una sorta di metafora visiva ironica e surreale della sensazione di disagio e saturazione dalla modernità: siamo all’interno di un hotel, nel bel mezzo di una festa popolata da personaggi bizzarri; Ditonellapiaga è la protagonista ed interpreta se stessa in un caos di mosse e balletti confusi. Le riprese giocano con immagini contrastanti e dissacranti e suscita una risata amara. A Ditonellapiaga non manca niente per ribaltare le classifiche italiane; a prescindere dalle classifiche, questo Sanremo potrebbe essere il boost che la consacrerà a regina del pop. Di certo l’artista si prepara a partire per un tour spaziale che potrebbe dare “fastidio” alle colleghe. Qualcuno vocifera che stiano già tremando.

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