image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

3 giugno 2025

Cinema italiano, 4 miliardi di euro bruciati in produzioni fantasma? Ecco com'è avvenuto il grande sacco di Roma col tax credit di Dario Franceschini...

  • di Beniamino Carini Beniamino Carini

3 giugno 2025

Un buco nero da 4 miliardi di euro. È quanto avrebbe inghiottito il tax credit cinematografico voluto da Dario Franceschini nel 2016. A denunciarlo è La Verità, che parla di budget gonfiati, controlli inesistenti e un sistema che più che sostenere il cinema, ingrassa furbi e faccendieri. Intanto, la Procura di Roma indaga
Cinema italiano, 4 miliardi di euro bruciati in produzioni fantasma? Ecco com'è avvenuto il grande sacco di Roma col tax credit di Dario Franceschini...

Che il cinema italiano stesse messo malino lo sapevamo. Che fosse anche il nuovo Eldorado dei soldi pubblici bruciati, forse non tutti ne erano al corrente. E inveceil quotidiano La Verità ci sbatte in faccia un numero che fa paura: quattro miliardi di euro. Non incassati da Netflix o spesi per girare kolossal d’autore. No, evaporati in un sistema di crediti d’imposta dove, secondo l’avvocato ed esperto Michele Lo Foco, il concetto di controllo è stato sostituito da quello di “ce la raccontiamo tra amici”. Il tutto nasce nel 2016, quando Dario Franceschini – allora ministro della Cultura e aspirante mecenate del cinema nostrano – tira fuori il suo asso nella manica: un tax credit maggiorato per chi produce film in Italia. In teoria, un’idea bellissima. In pratica, un’autostrada per i furbi e i finti produttori. Perché le regole ci sarebbero pure, ma – denuncia La Verità – nessuno le verifica davvero.

Dario Franceschini
Dario Franceschini

Il meccanismo è semplice e perverso: dichiari che il tuo film costa 3 milioni, magari ne spendi uno e mezzo, e intanto ti prendi i soldi dello Stato. Il trucco? Nessun controllo effettivo sui budget dichiarati. Basta una fattura, una voce di spesa, e via con i soldi pubblici. Il risultato: montagne di film che nessuno ha mai visto, produzioni fittizie, e un sistema che ha svuotato le casse pubbliche senza produrre reale valore artistico o occupazionale. Il problema non è solo etico. È culturale, industriale e ora anche giudiziario. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta. Un esposto è già sul tavolo. Venerdì ci sarà un tavolo tecnico sul tax credit. Ma la domanda che bisognerebbe porsi è un’altra: com’è stato possibile che tutto questo sia durato anni senza che nessuno – dal Ministero al Parlamento – si accorgesse di nulla? Perché mentre attori e registi indipendenti fanno la fame, c’è chi si è costruito fortune su progetti inesistenti o su fiction sfornate in serie, buone solo a prendere il bonus e a sparire nel catalogo infinito del “già visto e dimenticato”. Il cinema italiano, quello vero, intanto continua ad arrancare. Perché i soldi che dovrebbero finanziare visioni, storie, coraggio e talento sono finiti in progetti gonfiati, dove la creatività è l’ultima cosa che conta. E il film più surreale, come gli capita spesso, lo ha scritto ancora una volta lo Stato.

20250603 113427999 2584

More

Ma com’è il ristorante “Mimì alla Ferrovia” di Napoli (quello dei vip, da Maradona a Katy Perry)? Una storia d’amore (da documentario) tra famiglia Giugliano e cucina partenopea. E come si mangia? Tra ’o puparuolo mbuttunato e le bruschette...

di Angela Russo Angela Russo

MOWFOOD REVIEW

Ma com’è il ristorante “Mimì alla Ferrovia” di Napoli (quello dei vip, da Maradona a Katy Perry)? Una storia d’amore (da documentario) tra famiglia Giugliano e cucina partenopea. E come si mangia? Tra ’o puparuolo mbuttunato e le bruschette...

I Maneskin e i finanziamenti pubblici, le uova alla Jova, il ricordo di Fabrizio Frizzi, il film della coppia Alissa Jung e Luca Marinelli e il delitto di Garlasco… A tutto gossip con Alessi

di Roberto Alessi Roberto Alessi

torna a casa alessi

I Maneskin e i finanziamenti pubblici, le uova alla Jova, il ricordo di Fabrizio Frizzi, il film della coppia Alissa Jung e Luca Marinelli e il delitto di Garlasco… A tutto gossip con Alessi

Abbiamo visto Sirens, la serie virale su Netflix, ma com'è? Tra manipolazione, libertà che confonde più di quanto liberi e Julianne Moore, sembra un'altra The White Lotus ma…

di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

Siamo onesti

Abbiamo visto Sirens, la serie virale su Netflix, ma com'è? Tra manipolazione, libertà che confonde più di quanto liberi e Julianne Moore, sembra un'altra The White Lotus ma…

Tag

  • Cultura
  • Dario Franceschini
  • tax credit
  • crediti d’imposta
  • abbiamo visto al cinema
  • cosa vedere al cinema
  • Festival del Cinema
  • critica cinematografica
  • Festival del cinema di roma
  • Alessandro Giuli
  • sale cinematografiche
  • film consigliati
  • Film
  • film dell'anno
  • film del mese
  • Film horror
  • film natale
  • recensione film
  • Docufilm
  • Cinema

Top Stories

  • L’ultima bomba di Corona che anticipa il tema della nuova puntata di “Falsissimo”: “Lunedì pubblico le foto di Ilary di quando aveva 17 anni e veniva nel mio ufficio a chiedermi di diventare famosa”

    di Marika Costarelli

    L’ultima bomba di Corona che anticipa il tema della nuova puntata di “Falsissimo”: “Lunedì pubblico le foto di Ilary di quando aveva 17 anni e veniva nel mio ufficio a chiedermi di diventare famosa”
  • Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione

    di Riccardo Canaletti

    Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione
  • Beatrice Venezi, quello che avevamo scoperto e ora è ufficiale (e l’orchestra insorge)

    di Riccardo Canaletti

    Beatrice Venezi, quello che avevamo scoperto e ora è ufficiale (e l’orchestra insorge)
  • Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”

    di Marika Costarelli

    Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”
  • Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”

    di Irene Natali

    Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”
  • Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà

    di Marika Costarelli

    Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà

di Beniamino Carini Beniamino Carini

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Abbiamo letto “Non volevo ma lo sono” di Tony Effe, ma com’è? L’ennesima autobiografia di un rapper che non dice (quasi) niente. Dal dissing con Fedez a Sanremo 2025, ecco perché forse gli frega più di quanto pensiamo del giudizio degli altri…

di Benedetta Minoliti

Abbiamo letto “Non volevo ma lo sono” di Tony Effe, ma com’è? L’ennesima autobiografia di un rapper che non dice (quasi) niente. Dal dissing con Fedez a Sanremo 2025, ecco perché forse gli frega più di quanto pensiamo del giudizio degli altri…
Next Next

Abbiamo letto “Non volevo ma lo sono” di Tony Effe, ma com’è?...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy