image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

Dopo La mala, per conoscere
la mafia delle stragi bisogna
ascoltare il podcast Mattanza

  • di Riccardo Belardinelli Riccardo Belardinelli

16 maggio 2022

Dopo La mala, per conoscere la mafia delle stragi bisogna ascoltare il podcast Mattanza
Il giornalista de Il fatto quotidiano Giuseppe Pipitone racconta in otto episodi la storia che ha portato alle stragi nel 1992 in cui persero la vita Falcone e Borsellino. Un podcast che affascina, attira e ti tiene incollato alle cuffie. D’altronde, non è una novità: che si parli di criminali milanesi, di rapimenti negli Stati Uniti o di mafiosi siciliani, il true crime è l’ever green di questo canale di comunicazione

di Riccardo Belardinelli Riccardo Belardinelli

Giuseppe Pipitone ha un forte accento siciliano, calza sulle consonanti e sembra particolarmente vorace di raccontare quando descrive certe situazioni. Questa è forse la prima cosa che risalta dalle prime parole di Mattanza, podcast di 8 episodi (al momento fuori solo 2) prodotto da Il fatto quotidiano e raccontato da Pipitone, caposervizio del quotidiano, e scritto con Marco Colombo. Negli episodi, di circa 45 minuti l’uno, si racconta quella storia sentita migliaia di volte sulle stragi di Cosa nostra in Sicilia, degli omicidi di Falcone e Borsellino, degli intrighi fra lo Stato e la mafia. Ma anche se si parla di stragi e morti e, appunto, di storie sentite più e più volte, la narrazione di questo mondo fatto di violenza e ricatto, mosse e contromosse - buoni e cattivi - è comunque fascinosa. Perché il crimine è terribile e drammatico, ma come ha insegnato il docu di Sky La mala, uscito di recente, anche romantico e avvincente.

Il podcast de Il fatto, che dopo quattro giorni dall’uscita della prima puntata è rientrato nella top 24 di Apple podcast e 14esimo su Spotify, si muove tra la Sicilia e Roma. E pur rimanendo per lo più tra Palermo e la sua provincia, ci sono anche i palazzi del potere, le missioni dei soldati semplici di Cosa nostra nelle strade della capitale e gli incontri, sparsi in varie parti d’Italia, fra mafiosi. E si parla, chiaramente, anche di quelli che sono stati il motore di quegli anni turbolenti, i personaggi, i cattivi che hanno ordinato stragi e stretto accordi con i politici. I Matteo Messina Denaro, i Totò Riina, i Tommaso Buscetta, i Pippo Calò, e ancora Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giulio Andreotti. Li raccontano e raccontano quegli anni Ottanta che portano alle stragi di Capaci e all’omicidio di Borsellino anche le penne de Il fatto quotidiano - ci sono Marco Travaglio, Peter Gomez, Antonio Padellaro. Preziosa e gustosa è la testimonianza anche di Giovanni Paparcuri, autista di Rocco Chinnici, magistrato di Palermo, unico sopravvissuto all’attentato che uccise il giurista davanti casa sua.

La creazione del pool antimafia nasce proprio da un’idea di Chinnici, che tra l’altro fu anche il “talent scout” che scoprì Giovanni Falcone. La Palermo e la Sicilia raccontate da Mattanza sono una gangster city in cui i criminali, a differenza della mala milanese, hanno obiettivi diversi. Non riescono a essere fascinosi come quelli della Madonnina, non hanno nomi mitici come i corrispettivi milanesi, ma sanno essere molto più spaventosi. Le teorie del complotto, la narrazione avvincente e appassionata di Pipitone, le testimonianze esclusive di chi ha vissuto le bombe in quegli anni, rendono l’experience di Mattanza intrigante e apre un vaso di curiosità su tutto quel mondo. Dopo aver ascoltato i primi due episodi sono andato su Youtube a guardare 50 minuti di documentario su Tommaso Buscetta, ho riletto molte prime pagine dei giornali di quel periodo, ho rivisto le foto di tutti i mafiosi citati.

Mattanza rappresenta il successo dell’heritage lasciato dalla natura crime dei migliori podcast della storia. Serial, podcast americano, è stato forse il primo podcast di gran successo ed era un true crime programme. In Italia, Veleno di Pablo Trincia e Polvere di Cecilia Sala e Chiara Lalli hanno testimoniato come il successo del giallo, del crime e in generale della cronaca nera siano vicende che, ambientate a Manhattan o nella pianura padana, vivranno sempre di una facilità di ascolto maggiore.

Non è un caso che negli Usa, dopo il podcast di Joe Rogan e The daily del New York Times, ci sia Crime Junkie (serie crime), e che in Italia, attualmente, secondo Italiapodcast, al primo posto dei più ascoltati ci sia Profondo nero, podcast noir di Carlo Lucarelli. Mattanza rientra perfettamente in questa wave storico-criminosa dei podcast lovers. E da appassionato, speriamo ne facciano altri.

More

Klaus Davi minacciato dalla ’ndrangheta, ma non c’è l’effetto Saviano: “L’antimafia è cattocomunista, io no. Però i miei metodi sarebbero piaciuti a Falcone. Tutti dicono di richiamarsi a lui, ma…”

di Matteo Cassol Matteo Cassol

Lasciato solo?

Klaus Davi minacciato dalla ’ndrangheta, ma non c’è l’effetto Saviano: “L’antimafia è cattocomunista, io no. Però i miei metodi sarebbero piaciuti a Falcone. Tutti dicono di richiamarsi a lui, ma…”

Nicaso: “La ’ndrangheta a Roma dagli investimenti alla governance”. E su Gratteri vede analogie con Falcone: “Penalizzato dalle correnti che mortificano il merito”

di Gianmarco Aimi Gianmarco Aimi

L'intervista

Nicaso: “La ’ndrangheta a Roma dagli investimenti alla governance”. E su Gratteri vede analogie con Falcone: “Penalizzato dalle correnti che mortificano il merito”

Sabella: “Il problema principale in Sicilia e in Italia è la corruzione, non la mafia. ’Ndrangheta e Camorra sono più pericolose”. E su Messina Denaro ancora libero: “A qualcuno fa comodo che lo sia”

di Matteo Cassol Matteo Cassol

Parla il magistrato

Sabella: “Il problema principale in Sicilia e in Italia è la corruzione, non la mafia. ’Ndrangheta e Camorra sono più pericolose”. E su Messina Denaro ancora libero: “A qualcuno fa comodo che lo sia”

Tag

  • Culture
  • Mafia
  • mattanza
  • strage di capaci

Top Stories

  • Riccardo Muti asfalta i critici di Beatrice Venezi a La Fenice: “Lasciatela dirigere e poi le orchestre decideranno. Giudicarla è sgradevole”

    di Riccardo Canaletti

    Riccardo Muti asfalta i critici di Beatrice Venezi a La Fenice: “Lasciatela dirigere e poi le orchestre decideranno. Giudicarla è sgradevole”
  • La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”

    di Riccardo Canaletti

    La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”
  • Addio Striscia la Notizia? Dopo l'ultima puntata, possiamo dirlo: la promozione in prima serata è stata davvero il delitto perfetto di Pier Silvio Berlusconi

    di Irene Natali

    Addio Striscia la Notizia? Dopo l'ultima puntata, possiamo dirlo: la promozione in prima serata è stata davvero il delitto perfetto di Pier Silvio Berlusconi
  • Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...

    di Irene Natali

    Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...
  • Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?

    di Irene Natali

    Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?
  • Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione

    di Gianni Miraglia

    Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione

di Riccardo Belardinelli Riccardo Belardinelli

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Sex Tape su Discovery+ ci insegna una dura verità: che siamo diventati analfabeti sessuali

di Grazia Sambruna

Sex Tape su Discovery+ ci insegna una dura verità: che siamo diventati analfabeti sessuali
Next Next

Sex Tape su Discovery+ ci insegna una dura verità: che siamo...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy