Fiorello ormai ci ha preso gusto e, dai microfoni de La Pennicanza, ha portato avanti un'altra causa: prima l'inizio della prima serata troppo tardi, poi la vendita dello storico Teatro delle Vittorie, infine le pale eoliche a Orvieto. Da mattatore qual è, lo showman riesce a rendere il suo programma sempre notiziabile: per motivi prettamente di spettacolo, ma non solo. Che sia infatti per l'imitazione di Fabrizio Corona, oppure ragioni che vanno oltre l'intrattenimento, lo show di Radio 2 ha ispirato titoli per tutta la stagione.
Stavolta c'entra un'azienda tedesca che ha in progetto di costruire pale eoliche di oltre duecento metri a Orvieto: e dopo l'intervento di Fiorello in radio, la Regione Umbria ha dato lo stop.
Era cominciata con il palinsesto. Il primo a protestare contro la durata infinita dell'access prime time era stato proprio Fiorello: il conduttore aveva ironizzato sul fatto che lui, come tanti altri, alle dieci di sera va a dormire. Aveva poi continuato ad affondare il colpo: almeno su Rai 1 dopo i pacchi, parte una fiction; su Canale 5 invece, dopo Gerry Scotti, ritorna Gerry Scotti. Il riferimento era alle puntate speciali de La Ruota della Fortuna che, di fatto, allungavano il game show anche in prima serata.
Da lì anche altri volti noti si sarebbero pronunciati, da Claudio Amendola che si è scusato con il pubblico de I Cesaroni per l'orario tardo a Nino Frassica che, invece, ha proprio pensato a riformulare l'intero palinsesto tagliando minuti su minuti dai programmi Rai.
Poi, a inizio maggio, la protesta pubblica contro la vendita del Teatro delle Vittorie: Fiorello aveva scritto al Ministro della Cultura, ottenendo anche la risposta dello stesso Giuli, secondo cui il Ministero avrebbe potuto valutare un intervento. Con Fiorello che aveva acceso una luce sulla vicenda, il Teatro delle Vittorie è finito anche in Commissione di Vigilanza, dato che il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione all'amministratore delegato Rai.
Arriva così l'ultimo capitolo: le pale eoliche. Si tratta di un progetto che prevede sette pale di 204 metri ciascuna, piantate nell'Appennino Umbro nei pressi di Orvieto da parte di una multinazionale tedesca, la RWE. Fiorello se n’è preso gioco a La Pennicanza, puntando sulla notoriamente ventosa Umbria, gli uccelli richiamati da San Francesco che si spiaccicano sulle pale, questa specie di Piramide di Cheope che la multinazionale vorrebbe costruire tra le colline e gli ulivi umbri. E queste “piramidi”, tra l’altro quella di Cheope risulterebbe più bassa di 61 metri, hanno dei numeri ben precisi: basamenti di 15.000 tonnellate di cemento, più di 600 tonnellate di acciaio, quasi 6.000 tonnellate di sabbia. Da impiantare, di nuovo, tra colline e ulivi.
La vicenda era rimasta nel silenzio, in balia di Regione, ricorsi su ricorsi e Tar: portata all'attenzione pubblica da Fiorello, nella seduta dello scorso 25 maggio, la Giunta regionale umbra ha deciso di revocare il provvedimento che, a causa del silenzio assenso da parte delle istituzioni, aveva costituito il lasciapassare del progetto.
Per fatti di questo tipo, una volta c'era Striscia la notizia; adesso Fiorello.