Lo chiamano Karaoke, ma sembra Io Canto; andava in onda su Italia 1, ma ora trova albergo a Canale 5. Durava una mezz’oretta circa, nella fascia dell’access prime time: adesso invece, gli tocca la prima serata fino all’una di notte, e sarà forse per questo che nel titolo è stato aggiunto il “super”. Perché oltre al formato extralarge, in questo nuovo Super Karaoke condotto da Michelle Hunziker, rimane poco altro; specie del format originario.
Sull’onda della nostalgia che tanto commuove e poco sforzo richiede infatti, forte del successo de La Ruota della Fortuna, la rete di Pier Silvio Berlusconi prova a resuscitare lo storico programma degli anni ’90. Un tentativo c’era già stato nel 2015, affidato ad Angelo Pintus: non andò bene, tanto che l’esperimento amarcord venne stoppato a fine stagione televisiva.
Si arriva così al 2026, quando l’idea si rifà strada: perché non andare a pescare un titolo che ha fatto la storia della tv e, già che ci siamo, piazzarlo pure in prima serata perché tanto, nella fascia oraria precedente, non se ne parla?
Più che dei tempi che cambiano infatti, il Karaoke è caduto vittima della diversa collocazione: quello che era un programma di una mezz’oretta circa, quando ancora nemmeno esistevano i talent, si è allungato per coprire l’intera prima serata. Poteva reggere? No, infatti la formula è stata modificata dagli autori: gli sconosciuti pescati tra il pubblico che duettano con il cantante vip, meccanismo a squadre, palco da grande show che segna la distanza con il pubblico. Insomma: il Karaoke è diventato Io Canto, programma con cui la conduttrice costituisce un ulteriore elemento in comune.
Poi c’è la piazza, da cui arrivano i cantanti che, per trovarne uno un po’ stonato, bisogna aspettare a lungo, giusto per capire quanto l’operazione sia costruita lungo il binario dello show scritto, anziché della spontaneità che una piazza può restituire. Ma del resto, torniamo al punto di partenza: se prima serata deve essere, l’anima genuina e un po’ artigianale del vecchio Karaoke, non può bastare. Perciò si buttano dentro gli ospiti vip - che poi sono sempre gli stessi, Al Bano incluso – e si prova a dargli un respiro maggiore. E se questo significa dover ricorrere, ancora, all’allegria a tutti i costi di Michelle Hunziker, pazienza.
Pazienza pure se mentre si canta Mina, parte l’inquadratura dei fondoschiena del corpo di ballo: perché sì, la regia è proprio di Roberto Cenci. Canale 5 cala le carte che ha.
Da quel 20 settembre 1992 che aveva battezzato uno dei più grandi successi Mediaset sono passati più di trent’anni, ed è proprio Fiorello a passare il testimone alla Hunziker in apertura di puntata, collegato in videochiamata. All’annuncio che Mediaset avrebbe riportato in tv lo storico titolo, aveva ironizzato: chi tocca il Karaoke dopo di lui, muore.
Invece non è morto niente, almeno all’esordio: alla ripartenza della prima puntata infatti, la cantata di piazza ha ottenuto 2milioni 181mila spettatori con uno share del 19.1%. Certo, non che la concorrenza del film Tutti tranne te su Rai 1 fosse agguerrita, ma tanto è bastato: nel dubbio, a dispetto della registrazione di fine marzo, lo show in tv ci è arrivato a giugno inoltrato. Gli ascolti valgono bene la contraddizione di vedere gente imbacuccata mentre là fuori si suda.