Il cortometraggio italiano sta attraversando una trasformazione strutturale, parallela a quella dell’industria dei lungometraggi. Questioni produttive e distributive, di autorialità e possibilità di fruizione. L’accorciamento dei contenuti sui social è emblematico di una tendenza: dire tanto, in poco tempo. E dunque anche in questo senso che i corti potrebbero trovare nuova ragion d’essere. Naturalmente le difficoltà stanno alla base: i finanziamenti. Di nuovo, quindi: il tax credit. Partiamo dai dati. Nel 2024, secondo il Rapporto MiC-Dgca presentato a Venezia nel 2025, i cortometraggi ha generato circa 6,6 milioni di euro di produzione con 72 opere. I soldi pubblici investiti però sono stati appena 500 mila euro di contributi selettivi pubblici. E tra i nomi del nostro cinema che si sono affacciati al mercato internazionale ce ne sono di importanti: nel 2023 Le Pupille di Alice Rohrwacher è stato candidato agli Academy Awards; nel 2025 Playing God di Matteo Burani ha raggiunto la shortlist dopo oltre 180 selezioni internazionali; nel 2026 Valentina Merli è diventata la prima italiana premiata nella notte di Hollywood con Two People Exchanging Saliva. Da qui la domanda: sono davvero i corti solo un terreno preparatorio per i lunghi?
Anche di questo si parlerà il 25 e 26 giugno a Palazzo Valentini di Roma per le Giornate Professionali del Cortometraggio, promosse dall’Associazione Produttori Indipendenti Cortometraggio (Apic). Gli altri punti all’ordine del giorno saranno tax credit, finanziamenti, territorialità, accesso al mercato, politiche industriali del comparto e analisi dei nuovi pubblici. In programma anche dei panel sulle trasformazioni della scrittura audiovisiva, dal rapporto tra cortometraggio e short series allo sviluppo di contenuti per broadcaster e piattaforme, con spazio al branding come leva competitiva. “La vera sfida che stiamo affrontando, ancor che legislativa, è culturale”, ha dichiarato Alessandro Costantini, Presidente Apic: “L'industria purtroppo ancora percepisce il cortometraggio un formato minore. Con le Giornate Professionali del Cortometraggio inauguriamo un luogo di ragionamento e riflessione dell'industria sull'industria, nel quale proveremo a costruire una consapevolezza in merito agli strumenti industriali necessari perché questo patrimonio creativo possa trasformarsi in un comparto stabile, riconosciuto e competitivo”.
Sul fronte della distribuzione, arriva un segnale altrettanto significativo. WeShort, la piattaforma di streaming dedicata al cinema breve fondata alla fine del 2020 e già oltre 3 milioni di spettatori globali alla fine del primo trimestre 2026, ha siglato accordi con Sacbo (Società per l'Aeroporto Civile di Bergamo-Orio al Serio) e Aeroporti di Puglia per portare i cortometraggi negli scali italiani. Per la prima volta una piattaforma streaming per i corti entra stabilmente nell'esperienza aeroportuale. I viaggiatori potranno quindi accedere a WeShort e scegliere tra film internazionali, produzioni originali e contenuti esclusivi. Il potenziale bacino di pubblico è enorme: 40 milioni di passeggeri all'anno, creando uno dei più grandi ecosistemi europei dedicati alla distribuzione del cortometraggio. Il fondatore del progetto, Alex Loprieno, prima di dedicarsi al cinema, ha lavorato per quasi un decennio come assistente di volo: “Per anni ho vissuto gli aeroporti dall'interno, vedendo migliaia di persone trascorrere il proprio tempo d'attesa senza una vera esperienza da vivere”, “oggi quell'intuizione diventa realtà: portare il cinema breve nei luoghi di passaggio e trasformare il tempo morto in tempo di valore. I cortometraggi hanno una durata perfetta per il contesto aeroportuale e possono offrire intrattenimento intelligente, rapido e coinvolgente”. L'accordo con gli aeroporti rappresenta anche un'importante evoluzione per il mercato audiovisivo. Storicamente il cortometraggio ha trovato la propria diffusione principalmente attraverso festival, eventi specializzati o circuiti limitati. Grazie a questa iniziativa, il formato entra in un contesto ad altissima frequentazione internazionale, raggiungendo milioni di spettatori potenziali ogni anno. Per filmmaker, produttori e distributori si apre così un nuovo canale di esposizione globale che può già contare su oltre 3.550 titoli. Parallelamente all'attività di distribuzione, la piattaforma sviluppa e produce contenuti originali sotto il marchio WeShort Originals, con oltre 25 titoli già selezionati e premiati in festival di primo rilievo.
Un luogo di confronto e un nuovo canale distributivo: il cortometraggio è orientato fuori dai circuiti di nicchia, verso un pubblico di massa, grazie a una propria grammatica produttiva, narrativa e distributiva, collocandosi al centro delle trasformazioni che attraversano il mercato audiovisivo contemporaneo, là dove le economie dell'attenzione si ridisegnano e i principali broadcaster europei hanno sviluppato slot dedicati. E l’obiettivo è quello di acquisire una dimensione industriale all'altezza.