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Bridgerton 4 su Netflix o perché l’unica cosa che ci interessa davvero è la questione del piacere femminile che (quasi nessuno) sa spiegarci

  • di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

  • Foto di: Liam Daniel/Netfix

2 febbraio 2026

La cosa che ci interessa davvero di Bridgerton 4 è una sola: il piacere femminile. Come fa una serie Netflix a spiegarcelo meglio (e senza vergogna) di chiunque?
Bridgerton 4. Francesca non sa che cos’è il piacere massimo, come si prova, come funziona, madre e cognata non sanno spiegarglielo. Restano un sacco di domande e, di sfondo, una favola d’amore tra Sophie e Benedict, che doveva essere centrale, ma che si trasforma nell’aspetto meno rilevante del nuovo capitolo di Shonda Rhimes

Foto di: Liam Daniel/Netfix

di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

Il copione è sempre lo stesso. Uno o una Bridgerton deve trovare l’amore. Se nella prima stagione è toccato a Daphne (Phoebe Dynevor), nella seconda a Lord Anthony (Jonathan Bailey) e nella terza a Colin (Luke Newton) e Francesca (Hannah Dodd) questa volta è il momento di Benedict Bridgerton (Luke Thompson), l’artista, l’uomo libero. Durante un ballo in maschera incontra una donna, è vestita d’argento, finisce per perderla al termine di quella stessa notte e così il suo obiettivo diventa uno solo: trovarla. S’innamora perdutamente di lei al solo vederla. Da subito scopriamo il suo nome e il suo viso, si chiama Sophie (Yerin Ha) e sin da piccola ha lavorato in casa sua come serva (guardando la serie scoprirete perché). Diverse le coincidenze surreali in cui i due si incontrano e lui, incredibilmente, non riconosce il volto di lei quella sera celato dietro una semplice maschera. Tanto è vero che continua a chiedere della “dama d’argento”, e la ricerca si trasforma ben presto in un affare "di Regno", non è più Benedict il solo a cercarla, tutta la città deve conoscere la sua identità. Ma tralasciando il no sense e la relazione tra i due (che comunque si preannuncia intrigante considerando come va a finire il quarto episodio di questa prima parte della stagione), arriviamo al vero tema di Bridgerton 4. La questione del piacere femminile. Quanto sia difficile raccontarlo, spiegarlo, e mostrarlo anche in una serie.

bridgerton 4 Liam Daniel/Netflix
Yerin Ha e Luke Thompson in Bridgerton 4 Liam Daniel/Netflix

Il culmine, per citare Bridgerton, oppure l’orgasmo per essere meno eleganti. Un tema trattato con un punto di vista femminile che sembra cominciare a interessare serie e film, basta vedere Dying for sex, in cui la protagonista interpretata da Michelle Williams, a seguito di una brutta diagnosi lascia il marito e comincia a esplorare come mai prima la complessità dei piaceri sessuali (ma è tutta un'altra storia). Tornando a Bridgerton, il momento in cui Francesca (Hannah Dodd) novella sposa di Lord Sterling (Victor Alli), di ritorno dalla Scozia si chiede cosa sia questo piacere massimo, è un’occasione per capirsi e conoscersi. Sua madre, Lady Violet (Ruth Gemmell), che in questa stagione finalmente troverà il coraggio di concedersi l’amore, non sa risponderle. E neppure Penelophe Featherington (Nicola Coughlan), moglie di suo fratello Colin, riesce, benissimo a chiarirle le idee. “Francesca, è comune”. “Non sempre si raggiunge solo con l’atto d’amore. Può aiutare essere spontanei, creare un senso di eccitazione o aspettativa (…)”.

Così ci troviamo a seguire lei, Francesca, apparsa in un momento in cui la serie cominciava a perdersi, mentre si confida con suo marito, a letto. Teme di essere sbagliata, dice che se i i figli non arrivano forse è anche per questo, perché non ha mai provato quel tipo fortissimo di piacere che le altre sembrano conoscere. Intanto Lord Sterling la guarda, le chiede come sta, la rassicura perché non c’è niente di sbagliato in lei, e si apre una parentesi, breve, ma costruttiva, sulla necessità di mettere da parte la “vergogna”, per confrontarsi, per conoscersi meglio. Francesca Bridgerton è introversa, timida, delicata e di minuto in minuto, assistiamo alla sua fatica nel scegliere le parole più giuste con cui aprirsi agli altri. Per avere risposte a delle domande che anche a distanza di due secoli si faticano a fare. Stavolta, invece, qualcosa è cambiato. O almeno sembra. E vedremo - dal 26 febbraio - come andrà a finire.

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Foto di:

Liam Daniel/Netfix

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