Non è molto chiaro il motivo per cui l’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, dotato di un bar e un solo ristorante, abbia il bar gestito, come se niente fosse, ancora dalla Palombini S.r.l., che a giugno di quest’anno, dopo un ricorso al Tar, avrebbe dovuto fare le valigie dal momento che il giudice aveva ordinato l’annullamento di tutti gli atti della procedura, inclusa la determina di aggiudicazione in favore di Palombini Ricevimenti S.r.l.; e non abbia di fatto un ristorante. Non che la gara per l’affidamento del servizio non ci sia stata.
Il 31 luglio 2025 il ristorante SparTito. Il 13 giugno dello stesso anno i dipendenti avevano ricevuto una lettera da Genesi S.r.l., la società che aveva gestito il locale fino a quel momento: licenziati per cessata attività a partire dal 31 luglio. Avvertimento che arriva con un mese e mezzo circa di anticipo, in piena estate, a ridosso delle ferie d’agosto.
Vi avevamo raccontato tutto con le parole di uno dei lavoratori: “Ho lavorato per venti anni al ristorante della Fondazione, ho fatto di tutto. Poi mi hanno suggerito di prendermi le ferie che avevo maturato, perché tanto non saremmo rientrati più. Il momento in cui ci hanno comunicato la chiusura del ristorante, durante l’orario di servizio, è stato quando ci hanno consegnato a mano la raccomandata. Eravamo intorno a un tavolino del ristorante. Ancora sembrava solo un’eventualità, ma a luglio inoltrato arrivò, a voce, la conferma ufficiale. Stop. Da quel momento non abbiamo saputo più niente”.
Il 23 ottobre 2025 la Fondazione pubblica una nuova manifestazione di interesse per l’affidamento degli “spazi adibiti all’attività di ristorazione”. Spazi, non servizi. La stessa trovata che si legge nella manifestazione d’interesse per il catering (affidamento degli spazi), utile a eludere la cosiddetta “clausola sociale”, cioè il vincolo che impone alla società vincitrice di assorbire tutti i lavoratori già attivi in Fondazione. Su questa mandracata si era espresso sempre il Tar, che aveva accolto la richiesta di annullare il procedimento proprio per via dell’errata qualificazione della procedura come concessione di beni (spazi) e non di un servizio. Entrambe le procedure fanno capo a una commissione giudicatrice presieduta da una nostra vecchia conoscenza, Marina Libonati, factotum di Ranucci e Coordinatrice generale fantasma della Fondazione, dal momento che non vi sono prove dell’incarico o dello stipendio preso nella sezione dell’Amministrazione trasparente.
In ogni caso, l’affidamento viene vinto il 18 febbraio 2026 dalla Arp Food & Hospitality, la società con sede ai Parioli proprietaria del marchio Molto. Da allora, in questi sette mesi, il ristorante è rimasto chiuso. Passata la primavera, passata l’estate, le condizioni del locale sono più che mai sfiorenti, come vi mostriamo in queste foto.
Il problema, però, inizia a essere imbarazzante. Si sta infatti avvicinando la nuova stagione della Festa del Cinema di Roma e per il secondo anno consecutivo il ristorante che normalmente accoglieva artisti, attori e chiunque passasse di lì, sarà chiuso. La magra stagione dell’Auditorium dura da un anno, così magra che non si mangia se non al bar gestito da chi non avrebbe dovuto gestirlo. E a noi, questa fame, lascia l’amaro in bocca.