È di nuovo quel periodo dell'anno lì, quello in cui la prima serata inizia a un orario da prima serata e per le 23.30 è tutto finito: insomma, è tornato l'Eurovision Song Contest. L'evento musicale ha messo in cantiere la prima semifinale di questa 70esima edizione, a cui l'Italia partecipa con Sal Da Vinci di bianco vestito, ballerini che si sposano e "accussì", Per sempre si. A commentare per l'Italia, la coppia composta da Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini; come al solito, le semifinali vengono trasmesse da Rai 2, mentre la finalissima di sabato 16 maggio su Rai 1.
Se il nostro Paese entra di diritto tra i finalisti, poco dopo il boato che ha accompagnato l'esibizione di Sal Da Vinci, è toccato al Paese più controverso della manifestazione: Israele. E qui probabilmente c’è un dettaglio che è sfuggito a molti: durante la diretta non sono state raccontate le proteste in sala, ma nemmeno commentata l’esibizione da parte di Gabriele Corsi.
La partecipazione di Israele, come ha spiegato proprio Corsi durante la cartolina di presentazione, trova un clima "particolarmente aspro": cinque Paesi infatti, si sono ritirati in segno di protesta contro la sua presenza, ricordando che all’indomani dell’invasione dell’Ucraina, la Russia era stata esclusa. Lo stesso non sta accadendo con Israele, nonostante quello che è stato ufficialmente riconosciuto come genocidio in Palestina. Già lo scorso anno la partecipazione del Paese era stata contestata, ma stavolta c’è chi ha preferito ritirarsi per dare un segnale forte: si tratta di Spagna, Irlanda, Islanda, Slovenia e Paesi Bassi. In Italia invece, la richiesta di tre consiglieri di amministrazione Rai è caduta nel vuoto e noi, a differenza della Slovenia che ha deciso di trasmettere documentari e film palestinesi al posto dell' Eurovision, siamo in gara con il matrimonio di Sal Da Vinci.
Con questi presupposti dunque, l'uscita dell'artista israeliano Noam Bettan è stata un momento molto contestato, tanto che si sono sentiti chiaramente i fischi e le urla in sala: sia al momento dell'ingresso che nella parte iniziale dell'esibizione.
Nella cronaca dei due conduttori però, la protesta non ha trovato spazio: non è stata fatta parola in merito per gli spettatori più distratti o per chi non avesse colto bene quanto stesse accadendo. A performance conclusa inoltre, Gabriele Corsi non ha commentato: ha lasciato il compito alla collega, che non ha trovato di meglio da dire che "Israele di solito arriva sempre in finale, e porta sempre pezzi pompati o con carattere. Adesso sarà curioso vedere se ce la farà". E con la Lamborghini che provava a riempire il tempo in attesa che toccasse alla Germania, magari sperando che anche Corsi intervenisse, è stato liquidato Israele: protesta silenziosa di Corsi? Di certo un atteggiamento singolare, dato che nelle ore precedenti aveva dichiarato che se ci fosse stato del dissenso, lo avrebbe raccontato.