Risarcimento danni per diffamazione a mezzo stampa: il caso scatenato da Fabrizio Corona si allarga, e ora Mediaset ha deciso di denunciare anche Mario Adinolfi. L'ex isolano infatti, pochi mesi dopo il rientro da Cayo Cochinos, ha ricevuto una lettera dallo studio legale dell'azienda che gli intima la cancellazione di diversi contenuti tra social e newsletter.
Ad Adinolfi si chiede la rimozione di contenuti ritenuti lesivi dell'immagine dell'azienda, nonché dei diritti della personalità di “noti conduttori e personaggi televisivi delle retei Mediaset e del Presidente ed Amministratore delegato di RTI”. In seguito si passa a un elenco dettagliato di quelli che Mediaset ritiene appunto “contenuti illeciti”, con tanto di passaggi incriminati sottolineati: diciannove in totale, tra Facebook, Tik Tok, Instagram, You Tube, Twitch e Subastack.
Primo contenuto indicato nell'elenco però, a differenza dei successivi, non riguarda Fabrizio Corona o Falsissimo, ma Striscia la Notizia e Andrea Giambruno. Si riporta un passaggio in cui Mario Adinolfi, “noto politico e giornalista”, parlava della “finta operazione di Striscia la Notizia” che aveva messo all'angolo il compagno di Giorgia Meloni: “fu un atto di minaccia -sosteneva Adinolfi- nei confronti del Presidente del Consiglio, a cui sostanzialmente venne detto allora guarda che comandiamo sempre noi e ti teniamo sotto tiro”. L'omertà di tutto il sistema, continuava poi Adinolfi, dipende dal fatto che fossero stati tutti pagati dal “sistema”, incluso lui.
Poi si passa a Fabrizio Corona, a cui Adinolfi com'è noto ha aperto la porta qualora volesse entrare in politica. Non solo: perché Adinolfi ha spesso ricondiviso i contenuti di Fabrizio Corona, in quanto ritiene Signorini incarnazione di un intero sistema.. Ad esempio, ha ripostato la videochiamata tra Alfonso Signorini e Vito Coppola contenuta nell'ultimo video di Falsissimo.
Ora Mediaset passa alla fase successiva per tutelare la propria immagine. Ma Adinolfi è convinto che, invece, si voglia silenziare il giornalista e politico: temono i passaggi politici dei video, ci dice, e quindi “una traduzione “alta” dell'operazione Corona, che invece è più legata alle faccende di Signorini. Un vaso di Pandora che ora sarebbe stato scoperchiato, con Mediaset utilizzata come strumento di ricatto, sostiene Adinolfi: a tal proposito, un caso esemplare sarebbe proprio Andrea Giambruno e le conseguenze dopo i fuori onda trasmessi da Striscia la Notizia. Che i vertici non sapessero niente del materiale trasmesso da Ricci, per lui non è credibile.
L'obiettivo quindi, sarebbe proprio silenziare il giornalista professionista che esercita il diritto di critica: che dice l'Ordine dei giornalisti su questo?, si domanda perciò Adinolfi.
La risposta a Mediaset arriva via social: nessuna conciliazione. Anzi: “Porteremo in Tribunale una sfilata di testimoni per raccontare come vi comportate per censurare la verità, e anche come fate per danneggiare la moralità delle persone esponendole alla gogna con i vostri programmi da anni”. Infine: “Se la vostra democrazia, se la vostra idea di libertà, il vostro rispetto della Costituzione, è attaccare la libera informazione, è attaccare un giornalista che racconta i fatti e offre la propria opinione, beh dimostrate di essere quello che siete sempre stati: dei padroni che credono di essere intoccabili perché ricchissimi, ma questo in una società democratica non può funzionare. La vostra querela e la vostra richiesta di cancellazione di contenuti, le considero due medaglie al valore”.