Una serata così piatta, che il momento da ricordare lo dobbiamo a una donna di 105 anni: la più in forma sul palco dell'Ariston. Con la Pausini che non canta Bella Ciao perché la ritiene “divisiva” e la politica che si interessa a Pucci che decide di non andare a co-condurre Sanremo, è stato facile considerare la signora Gianna Pratesi quella che fa saltare l'equilibrismo di Carlo Conti.
Testimone del primo voto alle donne, nel referendum del 1946 infatti, la signora è stata il momento politico dell'Ariston, ricordando che la sua famiglia era di sinistra e ai fascisti ciao ciao, accompagnando tutto proprio col gesto della mano.
L'insipienza generale dello spettacolo messo su da Carlo Conti, ha reso la testimonianza della donna non una semplice testimonianza, quanto l'atto coraggioso di chi non teme di esporsi. Così siamo messi, in questo Festival edizione numero 76.
A 80 anni di distanza dal referendum in cui gli italiani scelsero la repubblica alla monarchia, la prima volta che le donne votavano, Carlo Conti ha deciso di invitare sul palco dell'Ariston Gianna Pratesi. Nata nel 1920, originaria di Chiavari, la signora è arrivata al Festival con tutta la sua storia sulle spalle: Conti l'ha presentata come esempio per i giovani, per capire che quello che abbiamo oggi è stata la conquista di tante persone, che hanno anche perso la vita per noi.
Partita per la Scozia a 28 anni insieme alla sorella, dopo la morte dei genitori, lì ha aperto una gelateria che ha gestito per vent'anni insieme al marito, per poi tornare in Liguria. Pittrice, lettrice di tre quotidiani al giorno, Carlo Conti le ha chiesto cosa consiglierebbe ai giovani: “non dovrebbero essere severi con gli altri: dovrebbero capire com'è la vita, non arrabbiarsi subito e fare cose sceme. Bisogna volere bene”, ha risposto lei.
È però quando il conduttore e direttore artistico le ha domandato cosa avesse votato, che la signora Pratesi ha avuto il suo picco: il risveglio della coscienza civile. Ha risposto che a casa sua non avevano avuto dubbi perché erano tutti di sinistra, scatenando le risate di Carlo Conti e del pubblico dell'Ariston, che probabilmente avranno immaginato Ignazio La Russa davanti allo schermo ad attendere il “gesto riparatore” di Conti verso Andrea Pucci.
Il Festival è così anestetizzato, che le parole della signora sono diventate subito virali: video, meme, “la sinistra riparta da Gianna Pratesi” et similia. Le hanno riprese testate ed opinionisti, sfruttandole in tono polemico verso l'organizzazione del Festival e le ingerenze politiche - che comunque Conti continua a smentire - sul carrozzone sanremese. Perché in un Festival col pilota automatico come quello di Carlo Conti, senza spazi in cui lo spettacolo possa respirare, anche uno scambio di battute come questo diventa antisistema: nella gabbia di Conti, una signora che continua a parlare mentre lui cerca di stopparla, è il massimo dell'imprevisto che possa capitare. E allora, per tirare su due click in più, Gianna Pratesi diventa materiale da polemica: facile da ammirare per la coscienza civile, ancora più semplice da utilzzare per provare a cavalcare un qualche tema messo sul piatto dalla kermesse. Del resto, ce ne sono talmente pochi, che le parole della donna sono state come acqua nel deserto.