Sanremo, interno giorno. Siamo nella sala stampa del teatro dell'Ariston: i giornalisti presenti sono arrivati da tutto il Paese, l'atmosfera è di attesa per l'inizio della 76esima edizione del Festival di Sanremo, l'evento televisivo di cui il Paese parlerà per una settimana e per cui le altre reti televisive si spengono. Il direttore artistico Carlo Conti sta rispondendo alle domande dei giornalisti in sala, Durante il suo intervento, specifica che il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni non è stata invitata, ma può partecipare comprando un biglietto come ogni altro politico. Poi aggiunge: " Ma la gestione di un Paese è una cosa molto complicata, penso che ognuno di loro abbia molto da fare".
Stacco. Interno notte: il Presidente del Senato Ignazio La Russa parla al chi vuol intendere, filmandosi in un video che il suo staff ha condiviso nei profili social della seconda carica dello Stato. Alle sue spalle, una libreria; non una libreria qualsiasi, una fatta di tomi importanti, enciclopedici, rilegature antiche. Così com'è importante la questione che il Presidente del Senato si appresta ad affrontare: Carlo Conti trovi il modo per ripagare “dall'ingiusta sofferenza e dall'ingiusto obbligo di rinunzia che ha costretto Pucci a gettare la spugna”.
Potrebbe essere l'inizio di un film, invece è proprio così che è andata. Carlo Conti si affanna a ripetere che lui di ingerenze non ne ha avute, che i giornalisti una volta lo etichettano come renziano e una come meloniano; che figuriamoci, la politica ha di meglio da fare che pensare alle canzonette. Invece, spoiler: la politica alle canzonette ci pensa eccome. La Russa per esempio, continua a non darsi pace per Andrea Pucci e a parlare di Sanremo, lanciando a Conti un messaggio ben preciso: risolva la spinosa questione; ci sono tanti modi, trovi quello più consono. Così, se avevamo creduto a Carlo Conti, adesso la questione delle pressioni politiche che non sono arrivate, risulta parecchio più dubbia: specie perché La Russa parla di “presenza riparatoria”, come se il ritiro del comico fosse un oltraggio alla pubblica morale d'altri tempi. Ma soprattutto: cosa farà ora Conti davanti a questo messaggio per niente velato? Oltre a infastidirsi, dato che è l'esatta contraddizione di quello che lui va proclamando da giorni.
Del resto, anche la stessa Giorgia Meloni ha sentito il bisogno di smentire la notizia del suo invito a Sanremo, prima attraverso nota di Palazzo Chigi, poi dai suoi profili social perché il conduttore sarebbe stato “incalzato” dai giornalisti durante la conferenza. “A questo punto conviene ricordare che il FantaSanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale”, ha scritto la Meloni in una storia Instagram. E ancora: “Nel frattempo io continuo a fare il mio lavoro. E sono sicura che Sanremo saprà brillare senza ospiti immaginari. Perché è la più grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica”.
Un principio, questo dell'inutile polemica politica a tutti i costi, che il nostro Presidente del Consiglio potrebbe spiegare a quella collega lì, quella che si era preoccupata per la “deriva illiberale” del Paese dopo il ritiro di Pucci, ancora lui: si chiamava Giorgia Meloni pure lei, evidentemente un'omonima. La stessa che dopo l'edizione 2025, nel salotto di un ammirato Francesco Giorgino, si diceva contenta che non ci fossero più i “soloni” coi soliti monologhi, ma solo la musica. Un principio che però andrebbe spiegato anche a Ignazio La Russa, che continua a ritirare fuori una polemica ormai vecchia sul vincitore dell'Ambrogino D'Oro 2023.
Il Festival di Sanremo è l'evento nazionalpopolare per definizione: un contenitore dove ormai, da tempo, le canzoni sono un pretesto per fare televisione, più che per ascoltare musica. Con Conti sta attraversando una fase di restaurazione, ripulito sia dalle lungaggini che, soprattutto, dai guizzi della gestione Amadeus: un festival che deve scorrere senza imprevisti, perfettamente ingabbiato in una scaletta che non perdona, com'è nello stile di conduzione del padrone di casa. Ogni anno le polemiche sull'ingerenza della politica non mancano, e ogni anno ci si adopera per smentire: poteva andare così anche stavolta, Conti ci era quasi riuscito. Fino a che Pucci non è stato criticato e ha scelto di rimanere a casa: e per TeleMeloni, quello che è troppo è davvero troppo.