Casomai qualcuno avesse pensato che quello di ieri fosse un semplice lunedì 24 agosto, dev’essersi tenuto lontano dalla televisione. Di certo, s’è tenuto alla larga da Mediaset. Perché nel regno formato piccolo schermo di Pier Silvio Berlusconi, la giornata era importante: più che il ritorno dalle vacanze per alcuni, era il “Milo Infante Day”.
Prima su Rete 4 poi Canale 5 infatti, rispettivamente al mattino e al pomeriggio, il nuovo acquisto del Biscione è stato protagonista assoluto della giornata: e lo sarà ancora per un paio di settimane, lui e tutta la cronaca nera di Ore 14, che nel frattempo è diventato Ore 11 e poi, poche ore dopo, si è evoluto in Verità Nascoste-Il Diario. Perché non importa dove vada in onda, se Rai o Mediaset, quello che conta è che il programma sia sempre lo stesso.
Se vogliamo che tutto rimanga com’è, è importante che tutto cambi, spiegava l’ambizioso Tancredi al principe di Salina, un residuato della nobiltà siciliana che vedeva titoli e prestigio dei tempi passati sciogliersi sotto i suoi occhi. Ma a differenza di Don Fabrizio Salina, Milo Infante la lezione gattopardesca la conosce bene: perciò punta a spostare il suo pubblico, anziché rinnovarsi a Mediaset. Poco importa l’approdo dal servizio pubblico alla tv commerciale: è talmente cambiato tutto, che ormai la differenza fatica a farsi notare.
Per un paio di settimane dunque, sarà ancora “Milo Infante Day”: il giornalista raddoppia passando da una rete all’altra. Intanto, tra un rimbalzo e l’altro di canale, Verità nascoste arriverà pure in prima serata, martedì 1 settembre su Rete 4 al posto di È sempre Cartabianca.
Occupare più spazio possibile, consolidare la propria presenza come nuovo volto dell’azienda prima che la prossima stagione televisiva entri nel vivo: ma riprendendo esattamente da dove aveva lasciato il pubblico di Ore 14 su Rai Due. Tanto che Ore 11 è partito entrando subito nel vivo della trasmissione, senza convenevoli né presentazioni di circostanza; stesso modus operandi poi nel pomeriggio di Canale 5, quando ha preso il via Verità nascoste.
Ci sono Garlasco sia di qua che di là, la solita cronaca nera con i soliti Caterina Collovati, l’avvocato De Rensis, la collega storica Monica Leofreddi; persino lo stesso colore rosso che domina la scenografia, ché di sangue, evocato o reale che sia, non ce n’è mai abbastanza quando la nera serve per tirare su ascolti. Le differenze? Nessuna, ad eccezione del tappetino a terra con il nome della trasmissione. In fondo, la notizia dell’estate stava tutta qui: Milo Infante lascia Viale Mazzini, il resto è la copia delle puntate precedenti. Quelle in Rai ovviamente, esattamente replicate dalle parti di Cologno Monzese con tanto di doppio appuntamento quotidiano.
La notizia è che ogni “Milo Infante Day” serve a giocare d’anticipo su Alberto Matano, come l’anno passato al debutto di Nuzzi: il dirimpettaio è ancora in vacanza fino al 4 settembre, anche se la Vita in Diretta era comunque in onda con la sostituta Manuela Moreno.
Così, mentre a La Vita in Diretta si parlava dell’agenzia di Pozzuoli che rifila vacanze fantasma ai clienti, di un uomo morso da un lupo e di nonna Jolanda che ha sventato la truffa del finto nipote, Infante teneva aperto il sipario su Garlasco: sull’esposto di Stefania Cappa, la quale faceva riferimento all’8 luglio 2022 come giorno in cui dichiara di aver saputo da suo cugino Paolo Reale, consulente della famiglia Poggi, che De Rensis avrebbe fatto parte del gruppo legale di Stasi. Nell’esposto si sostiene che la famiglia Cappa sarebbe “stata destinataria di una sistematica coordinata e preordinata esposizione mediatica che appare come l'esito di una condotta consapevolmente orchestrata”. In una nota della trasmissione, viene spiegato che l’atto "punta il dito contro l'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, l'inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe e l'ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco, Francesco Marchetto”. I tre avrebbero agito in concorso fra di loro per sostenere la tesi dell'innocenza di Alberto Stasi e, nel frattempo, dirottare l'attenzione delle indagini verso soggetti estranei ai fatti, cioè proprio la famiglia Cappa.
Dopo Garlasco, è toccato al giallo di Pietracatella e al caso di Pamela Genini.
Mediaset prepara il terreno per l’approdo di Milo Infante in prima serata, usando lo spazio del collega Nuzzi in attesa del suo ritorno in palinsesto. Va da sé che ora sarà lotta all’ultimo carteggio inedito, caccia alla testimonianza, con i due giornalisti perfettamente sovrapponibili in termini di target e tematiche affrontate. E forse, in questa tv dove la cronaca nera infesta anche i contenitori mattutini e pomeridiani, potrebbe proprio essere questo l’unico aspetto degno di nota: Milo Infante e Gianluigi Nuzzi convivranno pacificamente come due bravi coinquilini?
Del resto, il bisogno di un altro programma di cronaca nera non c’era. Così è (se vi pare).