Dopo il blocco dei canali social e la sentenza che imponeva la rimozione dei contenuti realizzati su quello che Fabrizio Corona ha chiamato "sistema Signorini", l'avvocato Ivano Chiesa aveva esultato: a suo dire, la sentenza dimostrava che Fabrizio Corona aveva vinto. Perché chiunque ha diritto ad informare e, per questo motivo, sarebbe bastato specificare che il procedimento giudiziario è in corso, perciò la colpevolezza ancora tutta da stabilire.
L'avvocato Chiesa aveva dunque annunciato una nuova puntata del format, pubblicata lunedì 6 aprile su YouTube con il titolo La supponenza del potere.
Nel corso di questa puntata post referendaria, sulla base di quanto disposto dal Tribunale, Corona ha parlato perciò di "presunto sistema Signorini": dopo aver intestato a Falsissimo la vittoria del "no" al referendum sulla giustizia, ha ripercorso quanto avvenuto dall'ultima volta. La rimozione dei contenuti dai suoi profili social e, tra una dichiarazione e l'altra di Pier Silvio Berlusconi nell'intervista al Corriere della Sera, ha letto anche la richiesta della causa ultramilionaria di Mediaset, riguardo a cui ha introdotto il concetto di slapp (con scritta in sovraimpressione come "slap").
Corona è partito proprio dall'intervista dell'ad Mediaset al Corriere, a cui aveva spiegato che l'azienda "si è difesa dall'odio di Corona": quindi, chiede allora Corona, l'odio sarebbe un' "inchiesta"?
Prima di poter rilasciare la puntata, che era prevista per il 26 gennaio, all'ex re dei parazzi era arrivata la richiesta di Mediaset: ben 160milioni di euro di risarcimento per i danni, reputazionali e patrimoniali. Corona perciò legge alcuni passaggi della causa civile: dopo le puntate precedenti, dopo gli annunci nelle discoteche di un'imminente nuova puntata, Mediaset, RTI e MFE "decidono di denunciare Corona alla DDA, chiedendo l'applicazione delle misure di prevenzione, di rimuovere le puntate e di dargli uno stop giudiziario, di portargli via il telefono e di levargli Instagram". Quindi, in accordo con Meta, vengono oscurati otto profili, incluso quello dell'agenzia di Adalet.
"In questo momento - commenta Corona - ci sono due Procure che indagano e credo che presto, siccome non sono capaci di fare il loro lavoro, indagheranno anche su Mediaset. Sennò questa volta denuncio il PM alla Procura di Brescia, perché il reato di Mediaset è grande come una casa". Vediamo, prosegue, quant'è la riconvenzionale: è a questo punto che ricorda l'intervista di Pier Silvio Berlusconi al Corriere dandogli del "bugiardo cronico".
Leggendo alcuni passaggi con la maschera da Pier Silvio in faccia, è qui che Corona introduce il concetto di slapp, con tanto di scritta rossa in evidenza a cui manca però una "p". Acronimo di "strategic lawsuit against public participation", si tratta di una procedura volta a intimorire: una causa temeraria insomma, ma con una specificità. Quella di voler impedire la diffusione pubblica di informazioni: azioni legali con lo scopo di dissuadere il querelato a portare avanti la sua azione, proprio perché non si vuole che l'opinione pubblica venga a sapere e, ovviamente, ne discuta. All'origine della SLAPP vi è perciò un motivo pretestuoso, volto a bloccare la partecipazione alla vita pubblica: lo strumento legale al servizio contro la partecipazione su temi di interesse pubblico.
Fabrizio Corona dunque, partendo dall'assunto che la sua sia un'inchiesta, etichetta l'azione di Mediaset come SLAPP, ovvero volta a impedire che i telespettatori sappiano cosa succede nel dietro le quinte per via del "presunto sistema Signorini". Quando è uscita la notizia di Signorini indagato, ricorda Corona, il tg5 non lo ha nemmeno nominato e ora, a più di tre mesi di distanza, esce fuori nell'intervista al Corriere.