Un grande omaggio a Gianfranco Funari è andato in scena giovedì 12 febbraio a margine del Carnevale di Viareggio. Il premio Funari ai “giornalai dell'anno” è arrivato alla sua quinta edizione e come ogni anno ha insignito personaggi della tv e dello spettacolo dissacranti, polemici, corrosivi, proprio come Gianfranco Funari. Dopo Antonio Ricci, Barbara d’Urso, Fiorello, Serena Bortone, Diego “Zoro” Bianchi, David Parenzo e Mauro Corona, i premiati di questa edizione sono stati Carlo Freccero, Francesca Pascale e Germano Lanzoni.
Freccero, che insieme a Funari ha dato il via durante la stagione di Mani Pulite a un'autentica rivoluzione della tv, ha ricevuto il premio visibilimente emozionato. L'ex direttore ha ricordato Funari dicendo: “Lui è sempre stato dalla parte del popolo, ha sempre cercato di capirlo, ha sempre cercato di essere un difensore del popolo.” Nei commenti oltre agli aneddoti non sono mancate le considerazioni sul presente: “Se ci fosse ancora sarebbe l’unico a spiegare perché c’è molto astensionismo oggi, lui sarebbe stato capace di interpretare questo astensionismo, capire e raccontare la fatica di vivere che ha oggi la sua gente”.
Francesca Pascale è stata invece premiata in virtù del suo impegno sul fronte dei diritti civili, che negli ultimi anni ne ha fatto un faro di libertà. Pascale oltre a omaggiare la memoria di Funari ha anche ricordato del suo rapporto di amore e odio con Silvio Berlusconi: “Entrambi per me sono stati maestri non solo di comunicazione, ma anche di totale libertà. Per me oggi ricevere un premio dedicato a lui è un onore enorme perché mi sento e mi sentirò sempre una sua allieva.”
Infine Germano Lanzoni, che con il suo personaggio del “Signor Imbruttito” ha messo alla berlina i tic e le manie dei businessman milanesi, si è soffermato sulla figura del comico: “il comico lo valuto per la capacità di sacrificarsi per ciò che vuole dire, non per la fama o per il cachet. Quindi se vuoi fare il grano devi dire tutto, tranne quello che ti mette a rischio, se vuoi fare il comico te ne sbatti il ca**o e dici quello che pensi”. Infine ha ricordato di quando: “In cucina con mia madre e la nonna, aspettavamo Funari per capire le cose come andavano e lui era in grado di dare informazioni senza orientare la decisione. Un cabarettista nel vero senso del termine- raccontava la società senza fronzoli e usava la risata per raccontarti la realtà”.
Una serata in omaggio a Gianfranco Funari e ai valori che ha incarnato: la libertà, l'irriverenza e la capacità di parlare al popolo, senza filtri. E come ogni anno la sua voce continua a vivere in quella dei tre “giornalai dell'anno”.