image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

Standing ovation e lacrime per il film di Nino D’Angelo presentato alla mostra del cinema di Venezia: l’umiltà di chi non dimentica da dove viene ripaga sempre

  • di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

  • Foto di: Facebook Nino D'Angelo

6 settembre 2025

Standing ovation e lacrime per il film di Nino D’Angelo presentato alla mostra del cinema di Venezia: l’umiltà di chi non dimentica da dove viene ripaga sempre
Nino D’Angelo incanta Venezia con “Nino. 18 Giorni”, il film diretto dal figlio Toni. Un viaggio tra musica, memoria e verità. Le sue lacrime dopo la proiezione dicono tutto: l’umiltà ripaga. E lui non ha mai dimenticato da dove è partito

Foto di: Facebook Nino D'Angelo

di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

Diciotto giorni. Tanti ce ne sono voluti perché Toni incontrasse suo padre Nino per la prima volta, nel 1980. Nino era a Palermo, impegnato con la sua prima sceneggiata, quella che lo rese celebre. Ma oggi quei 18 giorni diventano un film. “NINO. 18 GIORNI”, documentario presentato fuori concorso all’82. Mostra del Cinema di Venezia, è la dichiarazione d’amore di un figlio al padre, ma anche l’omaggio a un artista che ha attraversato generi, decenni e pregiudizi, senza mai tradire sé stesso. Diretto da Toni D’Angelo, il film è un viaggio tra ricordi e quartieri, ma soprattutto uno scavo profondo nell’anima di un uomo che ha fatto dell’umiltà una bandiera. La sua. Oggi Nino non ha più il caschetto biondo che lo rese il volto più popolare d’Italia dopo Raffaella Carrà. I capelli sono grigi, ma li taglia ancora lo stesso barbiere che inventò quel caschetto. La voce, invece, ha il suono del Mediterraneo. Vive a Roma, compone su una tastiera nella sua casa sulla Cassia, circondato dalla sua famiglia, con gli occhi addosso di chi l’ha sempre amato. Quelli del pubblico, ma soprattutto quelli di suo figlio, che in “NINO. 18 GIORNI” lo segue durante il tour “I miei meravigliosi anni ‘80” e lo accompagna nei luoghi dove tutto è cominciato: San Pietro a Patierno, Casoria, i palazzoni, i sogni, le prime canzoni, la povertà vera, quella che ti fa sognare forte e ti tiene sveglio la notte. “Chi era mio padre negli anni ‘80?”, si chiede Toni nel film. E la risposta arriva tra prove, backstage, vecchie immagini di repertorio e domande scomode. Ma arriva soprattutto nelle lacrime di Nino. Lacrime vere, che cadono dopo la proiezione del film, e mentre sfila davanti agli stessi obiettivi che in passato gli hanno sbattuto le porte in faccia.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Nino D'Angelo (@nino.dangelofficial)

Lui, Nino D’Angelo, l’ex ragazzo della curva B, il simbolo di un successo troppo popolare per piacere alla cultura “alta”. Quella che l’ha tenuto fuori da Venezia, anni fa, quando presentavano “Tano da morire”. Lo stesso film che poi gli ha dato i premi, il rispetto e una nuova vita artistica. Ma oggi è diverso. Oggi Nino è il protagonista assoluto della Mostra. Applausi, standing ovation, il pubblico in piedi per lui. E lui che ringrazia, con quella faccia che conosciamo da sempre, quella voce che ha accompagnato chi scrive da bambina e che continua a farle venire il “batticuore” anche da adulta. Un film che commuove perché mostra tutto, senza nessun filtro: la fatica, il talento, le fragilità, le vittorie e le cicatrici. Ma soprattutto mostra un uomo che non ha mai dimenticato chi è e da dove viene. E questo, in un mondo dove quasi tutti si vendono per poco, dove contano solo le apparenze, è un atto più che rivoluzionario. Non c’è nessuna posa, nessuna sovrastruttura. Solo verità. “Nino D’Angelo non è soltanto una voce che ha segnato decenni, ma un simbolo di riscatto e appartenenza”. Lo dice il film, ma lo dice anche il pubblico che lo segue da sempre. Perché Nino non ha mai tradito il popolo delle sue canzoni. Gli stessi che, come lui non smette mai di sottolineare, gli hanno regalato una vita bellissima e più facile. Un pubblico a cui lui continua a dare tutto. Sempre. Senza dimenticare, senza fingere, senza montarsi la testa. In quelle lacrime non c’è solo commozione. C’è gratitudine, c’è amore, c’è il peso e la bellezza di una vita vissuta con coerenza. C’è un uomo che ha saputo trasformare il dolore e il pregiudizio in arte. E che, anche ora che i riflettori gli sorridono, resta uno di noi. Con le radici nel cemento di Napoli e il cuore aperto al mondo.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Nino D'Angelo (@nino.dangelofficial)

20240629 161724207 7198

More

Ma l’avete notato che la canzone dei The Kolors somiglia tanto a quella di Nino D’Angelo? Lo conferma anche…

di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

un ragazzo e una ragazza

Ma l’avete notato che la canzone dei The Kolors somiglia tanto a quella di Nino D’Angelo? Lo conferma anche…

Taylor Swift, già in fila per il concerto del 13 luglio a San Siro? Fan di Napoli “discriminati” e accesso al parterre con documento d'identità. È musica o fanatismo?

di Maria Francesca Troisi Maria Francesca Troisi

“Swifties” alla riscossa

Taylor Swift, già in fila per il concerto del 13 luglio a San Siro? Fan di Napoli “discriminati” e accesso al parterre con documento d'identità. È musica o fanatismo?

I Club Dogo a Milano non sono come Geolier a Napoli: sembra lontano il sold out a San Siro e anche in giro per l'Italia...

di Maria Francesca Troisi Maria Francesca Troisi

Una débâcle?

I Club Dogo a Milano non sono come Geolier a Napoli: sembra lontano il sold out a San Siro e anche in giro per l'Italia...

Tag

  • Napoli
  • Nino D'Angelo
  • Festival del Cinema
  • Venezia

Top Stories

  • La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”

    di Riccardo Canaletti

    La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”
  • Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...

    di Irene Natali

    Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...
  • Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?

    di Irene Natali

    Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?
  • Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione

    di Gianni Miraglia

    Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione
  • MasterChef 15, ma chi è Carlo Guerriero, uno dei gelatai migliori del mondo? Il suo gelato funzionale, il locale e gli ingredienti

    di Irene Natali

    MasterChef 15, ma chi è Carlo Guerriero, uno dei gelatai migliori del mondo? Il suo gelato funzionale, il locale e gli ingredienti
  • Cara Maria De Filippi, C’è Posta per Te ha un problema enorme con le relazioni tossiche: ma davvero in prima serata dobbiamo vedere aprire la busta a una suocera da denuncia?

    di Irene Natali

    Cara Maria De Filippi, C’è Posta per Te ha un problema enorme con le relazioni tossiche: ma davvero in prima serata dobbiamo vedere aprire la busta a una suocera da denuncia?

di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

Foto di:

Facebook Nino D'Angelo

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Italia's Got Talent su Disney+? Non lo guarda più nessuno, ci interessa solo perché c'è Alessandro Cattelan (scaricato dalla Rai)

di Irene Natali

Italia's Got Talent su Disney+? Non lo guarda più nessuno, ci interessa solo perché c'è Alessandro Cattelan (scaricato dalla Rai)
Next Next

Italia's Got Talent su Disney+? Non lo guarda più nessuno, ci...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy