Dopo Giorgia Meloni, da Fedez e Davide Marra a Pulp Podcast è arrivato Sigfrido Ranucci. Il giornalista ha presentato il suo libro, Il ritorno della Casta, ma ha soprattutto parlato della sua professione, delle querele, analizzato la realtà italiana e, tra le altre cose, l'attentato di cui è stato vittima lo scorso ottobre. Ecco dunque cosa ha raccontato il conduttore di Report in uno dei podcast più famosi d'Italia.
240 tra querele e atti di citazioni: tanto costano a Sigfrido Ranucci le inchieste di Report. Ma Travgalio potrebbe averne anche di più, in quanto direttore di giornale: però la notizia è che la fedina penale, nonostante le tante querele, è rimasta ancora pulita. Il caso di Varese al momento, è sicuramente quello più scomodo per il giornalista: denunciato da Giorgetti, il Ministro delle Finanze nonché azionista di riferimento della Rai, la moglie, la sorella della moglie, Fontana con la figlia: insomma, l'all inclusive per quanto riguarda i procedimenti giudiziari.
Nel nostro Paese il record europeo di minacce e politici che denunciano i giornalisti: a questo proposito, Ranucci sostiene che bisognerebbe approvare la legge sulle querele temerarie, cioè quando denunci un giornalista per imbavagliare, poi paghi pegno. Perché in questo modo, senza questa legge, vince sempre il più forte.
Nel 2019, seguendo la pista dei 49 milioni della Lega, la redazione di Ranucci aveva scoperto un oligarca russo che finanziava le associazioni e partiti dell'estrema destra che ostacolavano le politiche per l'inclusione, a favore dei migranti e che, quando è scattato l'embargo con l'invasione della Crimea, controllando i bilanci di alcune fondazioni americane, è emerso che quei fondi passavano dalle associazioni di ultra destra americane e finivanovin Italia. Quei fondi erano destinati a far implodere l'Europa; tra queste, c'era l' Heritage Foundation.
Seguendo il filo della manipolazione social, in riferimento a tutti quei messaggi in cui il contenuto punta ad aumentare la politica dello scontro sociale, Ranucci parla anche di Esperia e Welcome to Favelas. Entrambe vicine ai messaggi trumpiani, la dinamica di veicolare contenuti senza il media è una pratica che crea allarme sociale: Ranucci in particolare, si è occupato di Esperia, quando in seguito a un episodio personale, si è chiesto chi ci fosse dietro. Ha così trovato una proprietà schermata da una fiduciaria di Milano, il cui presidente del cda era un ex della Grande Massoneria d' Oriente. Infine, grazia la lvoro di altri colleghi, che la proprietà della testata era al 40% di Pietro Dettori, ex uomo di Casaleggio, al 30% di Zavalani e al 30% della compagna di Longobardi, l'iuomo che gestisce i social per Palazzo Chigi. Perché allora coprirlo con una fiduciaria? Era piuttosto imbrazzante che la compagna di chi gestisce i social di Palazzo Chigi facesse campagna per il si, attaccasse un giornalista Rai. portasse avanti le politiche trumpiane.
Torna quindi il discorso dei finanziamenti: andrebbe reso manifesto il conflitto d'interesse dell'editore. Scherzando ma non troppo, Ranucci ricorda l'importanza di rendere noti i finanziatori di una testata, in modo da capire quali interessi ci possano essere dietro gli articoli. Dà poi un piccolo spoiler della prossima puntata di Report, in onda il 12 aprile: una novità su Hydra. Senza sbilanciarsi troppo: "ci sono fotografie e fotografie".
Parlando poi di come l'Italia sia sempre sotto l'influenza di un altro Paese in qualsiasi ambito, quello che ha fatto rompere ancora di più il patto tra Stati Uniti ed Europa, continua Ranucci, nasce dalla ritrosia ad accettare delle forme di sorveglianza attraverso le tecnologie. Dobbiamo cominciare a invertire la marcia, riconquistarci pezzetto per pezzetto per no: altrimenti il mondo che ci aspetta, lo abbiamo davanti, ed è quello di Jeff Bezos. Patron di Amazon, 630miliardi di fatturato l'anno, più del pil di un Paese. Ma come ci è arrivato? Un grande bazar arrivato a questo punto con na sorta di "eugenetica dell'operaio": ha dossierato le loro attività, condizioni di salute, relazioni familiari e sindacali, e l'operaio perfetto è quello che non rompe le scatole. Il problema è cercare di creare dei presupposti per potersi scegliere l'alleato migliore in un determinato momento: ma per farlo, devi avere una visione politica. Il problema dell'eugenetica di Bezos, che ha giustificato tutto in nome del cliente, è che anche il cliente è diventato un prodotto, tant'è che è perfettamente schedato.
L'altra faccia di Bezos invece, è quella dell'editore. Prima esemplare, smascherando le bugie di Trump poi, in un secondo momento, quando Trump ridiventa Presidente degli USA, il suo Washington Post inizia a licenziare, impedire la pubblicazione di vignette, udare l'intelligenza artificaile dopo un viaggio insieme.
Infine, l'attentato a Sigfrido Ranucci dello scorso 16 ottobre: l'esplosione di un ordigno davanti il cancello di casa, avvenuta a pochi minuti dal rientro del giornalista dopo diversi giorni fuori. Le indagini stanno andando verso uan direzione che porterebbe ad ambienti vicini alla camorra, legati alle inchieste fatte da Report. Per ora il giornalista non può aggiungere altro a causa del segreto istruttorio, ma alcuni elelemnti potrebbero emergere giò nelle prossime puntate del programma di Rai Tre.
Ma come si vive con la paura? "Scatta una sorta di anestetizzazione della paura", spiega Ranucci: "Non hai la percezione della tragedia in quel momento, per cui la vivi come se fossi anestetizzato". Con gli ultimi sviluppi, si fa strada che ci fosse l'intenzione di bloccare un'inchiesta: l'intento, chiarisce, era probababilmente intimidire più che uccidere. il meccanismo è spaventare i famigliari affinché facciano pressioni; si trattava dell'undicesimo episodio: ma se speravano di fermarlo, la passione non si ferma.