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Alla tregua olimpica non ci crede nessuno. Milano è blindata tra hacker, Ice e manifestazioni Pro Pal. Ci aspettano dei Giochi sotto assedio?

  • di Michele Larosa Michele Larosa

  • Foto di: ANSA

5 febbraio 2026

Alla tregua olimpica non ci crede nessuno. Milano è blindata tra hacker, Ice e manifestazioni Pro Pal. Ci aspettano dei Giochi sotto assedio?
Nell'antica Grecia tutto si fermava in concomitanza dei Giochi, e Olimpia diventava territorio sacro. Ora, che Milano Rogoredo diventi territorio sacro fatichiamo a crederlo, ma che ne sarà della tregua olimpica? Si prevedono Olimpiadi blindate

Foto di: ANSA

di Michele Larosa Michele Larosa

Secondo il barone de Coubertin: “L’obiettivo dell’olimpismo è porre lo sport al servizio dello sviluppo armonioso dell’umanità, con l’obiettivo di promuovere una società pacifica attenta alla preservazione della dignità umana”. Nell'antica Grecia, durante i Giochi vigeva l'ekecheiría. Il territorio del santuario di Olimpia diventava sacro e inviolabile. Erano vietate le guerre e le spedizioni militari ed era addirittura vietato entrare armati nel territorio sacro. Che Milano sia ora territorio sacro e inviolabile, almeno fino al 22 febbraio, fatichiamo a crederlo. L'ira di Zeus avrebbe già parecchio di che occuparsi. Dai problemi della zona Rogoredo, dove sorge l'Arena Santa Giulia, fino alle proteste annunciate per domani da parte di manifestanti Pro-Pal. Milano è blindata per questi Giochi, sono state previste varie zone rosse e saranno coinvolti in totale 4000 unità della difesa. Droni, cecchini, radar per la sicurezza, con l'obiettivo di proteggere dal terrorismo ma anche di scongiurare eventuali problemi legati all'ordine pubblico. Queste Olimpiadi si svolgeranno in un clima da guerra fredda.

Gli Stati Uniti, proprio all'Arena Santa Giulia, il giorno di San Valentino affronteranno la Danimarca. Una partita che assume un significato particolare dopo che il presidente, Donald Trump, ha iniziato a lanciare minacce inquietanti contro la Groenlandia. Mentre la famigerata Ice, l'agenzia federale statunitense che negli ultimi tempi si è macchiata di omicidi e abusi a Minneapolis, svolgerà attività sul nostro territorio seppur “non operative” come precisa il Ministro Piantedosi. Ma il principale problema è rappresentato dalla Russia.

La protesta "No Ice" a Milano
Le proteste contro la presenza dell'Ice a Milano Cortina

Proprio oggi il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato: "Abbiamo anticipato un attacco hacker a una serie di sedi del ministero degli Esteri, a cominciare da Washington, e anche ad alcuni siti di Milano-Cortina, con gli alberghi di Cortina". Attacchi di matrice filorussa, che sarebbero stati rivendicati dal gruppo hacker Noname057(16). I pirati informatici dal 2022 prendono di mira paesi che considerano "nemici della Russia", in special modo l'Ucraina e gli stati che ne supportano la difesa contro l'invasione russa, con attacchi di tipo Ddos. Distributed denial of service: si blocca un sito inondandolo di richieste di accesso. L'obiettivo sarebbe appunto quello di “punire” l'Italia per "le posizioni filo ucraine del governo Meloni".

Questo proprio nei giorni in cui si parla di un possibile ritorno degli atleti russi alle Olimpiadi. Ad oggi infatti gli atleti russi e bielorussi possono partecipare come atleti individuali e neutrali a patto che pratichino sport individuali, non siano parte di un gruppo sportivo legato all’esercito e non appoggino la guerra in Ucraina. A Milano Cortina ci saranno 13 atleti russi sotto la bandiera degli Atleti Neutrali Autorizzati, ma si auspica il ritorno della bandiera per Los Angeles 2028. Una proposta appoggiata anche dal presidente della Fifa Gianni Infantino, che ha dichiarato: “Questo divieto non ha ottenuto nulla, ha solo creato più frustrazione e odio“.
Sempre secondo il barone de Coubertin infatti: “La pratica dello sport è un diritto umano. Ogni individuo deve avere accesso alla pratica dello sport, senza discriminazioni e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair play”. Le Olimpiadi dovrebbero unire, non dividere. Ma il ministro dello Sport ucraino non ci sta: “Vedo una sfumatura importante. Quando parliamo di guerra, non parliamo di politica, ma di criminalità”. Dice Matvii Bidnyi al Paìs: “Ed è quello che sta commettendo la Russia. Non è una questione politica, ma di genocidio. Se lo sport esiste in una società moderna, è perché rispetta una serie di valori umanitari, un ordine internazionale e uno stato di diritto civile. Se questo viene distrutto, lo sport cessa di esistere. Pertanto, credo che anche le istituzioni sportive siano responsabili di ciò che accade nel mondo. Non può essere che un Paese si comporti come uno stato terrorista e non solo rimanga parte della società civile, ma partecipi anche a eventi sportivi come le Olimpiadi. Non è normale, non importa quanto li vestano di bianco e li definiscano atleti neutrali”.

Intanto Mattarella si appella alla tregua olimpica: “Lo sport accoglie, produce gioia, passione, speranza e rispetto per l’altro, si contrappone alla violenza che, da chiunque praticata, genera altra violenza, calpesta la dignità umana, opprime i popoli e ne fa arretrare la qualità di vita”. Ma altro che deposizione delle armi, a Milano Cortina si prospettano tre settimane ad altissima tensione. Lo sport diventa bersaglio e i Giochi, come nel '900, tornano ad essere campo di battaglia simbolico.

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