No, in questo articolo non vi parleremo di medaglie, podi e sport. Le Olimpiadi di Milano-Cortina saranno solo un pretesto per parlare di altro: di Milano che si è improvvisamente trasformata, nel silenzio generale e nell'indifferenza, nel crocevia mondiale delle spie. Le Olimpiadi, del resto, sono un pretesto anche per le numerose forze straniere di sicurezza appena arrivate in Italia per proteggere gli atleti dei propri Paesi. Certo, sono qui per quello. Ma penseranno bene di unire l'utile (la tutela delle delegazioni sportive) al dilettevole (raccogliere qualche informazione sensibile). Partiamo prima però da un punto fondamentale: ogni evento internazionale del genere richiama agenti, ufficiali di collegamento, investigatori e pure uomini di intelligence, i cosiddetti “007”. Il motivo ufficiale? Prevenire eventuali attentati terroristici, proteggere cittadini e sportivi, scambiarsi informazioni per riuscire in questi intenti. Le Olimpiadi di Milano-Cortina non sono da meno. Tanto più che le competizioni si svolgono in Italia, che è membro della Nato, che a sua volta è in quasi guerra con la Russia e considera Cina e Iran come minacce non da poco. L'occasione è insomma troppo ghiotta per lasciarsela scappare...
Se avete visto i super blindati della Qatar’s Internal Security Force sfilare per le vie di Milano, sappiate che gli uomini di questa agenzia di sicurezza nazionale d'élite che risponde direttamente all'Emiro si sentono un po' come a casa. Alla fine, come abbiamo scritto su MOW, “il Qatar a Milano gioca in casa, perché la casa se l'è comprata. Tutta”. Business, affari, interi quartieri - come quello di Porta Nuova – e tanta influenza, o soft power, accumulato da spendere nei tavoli diplomatici che contano. Se per il Qatar si è già parlato di tanta scena, anche perché gli agenti della forza di sicurezza qatariota dovranno coordinarsi con le autorità italiane, le quali mantengono comando e responsabilità del tutto, per altri Paesi la situazione si fa più nebulosa. Perché sì, va bene il protocollo ufficiale, ma c'è già chi sussurra, racconta, parla, dà per scontata la presenza di vere e proprie spie. Gli atleti russi, per esempio, sono stati ammessi come neutrali e parteciperanno senza bandiera. È lecito supporre che Mosca possa in qualche modo mantenere canali di tutela e monitoraggio. E sarà solo un caso, ma pochi giorni prima dell'attesissimo inizio delle Olimpiadi, nel cuore di Milano, in via Nerino, alla Nerino House, un bed and breakfast di lusso, un uomo di 54 è morto in circostanze misteriose. Si chiama Alexander Adarich: era un ucraino che guidava la Psjc Eurobank, un istituto dichiarato insolvente dalla Banca centrale di Kiev, e che era sotto accusa, in patria, per l'appropriazione indebita di oltre 8 milioni di euro. In base a quanto sappiamo, Adarich si sarebbe lanciato dal quarto piano del b&b. Forse si è trattato di un suicidio o forse di un omicidio. Anche perché questo signore pare non fosse venuto a Milano per turismo. O per gustarsi qualche gara delle Olimpiadi...
C'è poi da attenzionare il caso di Iran e Israele. Per settimane intere alcuni esponenti politici italiani hanno messo in circolazione l'ipotesi di atleti iraniani scortati dai Pasdaran, ossia i Guardiani della Rivoluzione. L'indiscrezione è stata smentita più e più volte ma la suggestione continua a pervadere i circoli milanesi. Ecco perché si parla, di riflesso, come una logica conseguenza di quanto appena spiegato, di misure ultra rafforzate per la delegazione israeliana con il supporto dei servizi di Tel Aviv. Insomma, del Mossad. Che dire, poi, degli Stati Uniti? Gli Usa hanno fatto discutere per la presenza, prima confermata, poi smentita, poi confermata con riserva, dell'Ice a Milano. In realtà la delegazione statunitense sarà scortata da alcuni membri della componente investigativa dell'Ice, la Homeland security investigations, incaricati però di effettuare compiti molto limitati. Anche altri Paesi, come Cina e Francia, dovrebbero inviare i loro uomini all'ombra del Duomo, ma con molta più discrezione. Nel frattempo, il nostro ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha spiegato che la polizia qatarina partecipa alle olimpiadi “per un momento di formazione, vogliono vedere come svolgiamo le misure di sicurezza”. Ecco: questa spiegazione vale presumibilmente per ogni agente straniero che sarà presente a Milano durante le Olimpiadi. Anche per le spie...