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21 settembre 2025

Ascoltate Gigi Dall’Igna: non saranno i nuovi motori o gli abbassatori vietati e l’aerodinamica ridotta a rivoluzionare la MotoGP

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

21 settembre 2025

Sicuri che a stravolgere gli equilibri della MotoGP del futuro saranno i nuovi motori, i cavalli ridotti, le diavolerie vietate e la (quasi) scomparsa delle ali dalle carene? Gigi Dall'Igna sembra pensare esattamente il contrario, dicendosi convinto che il grande cambiamento dipenderà da ben altro. E lasciando intendere anche che Ducati è già al lavoro...
Ascoltate Gigi Dall’Igna: non saranno i nuovi motori o gli abbassatori vietati e l’aerodinamica ridotta a rivoluzionare la MotoGP

Gigi Dall’Igna ha gli occhi sul futuro. E’ una delle poche certezze della MotoGP, con l’ingegnerissimo italiano che ha dimostrato già da tempo di sapere guardare sempre un pochino più in là di tutti gli altri. Lo ha fatto quando ha capito che il futuro delle corse in moto sarebbe stato nell’aerodinamica e lo ha fatto quando, interpretando i regolamenti con soluzioni al limite del consentito, ha spiazzato tutti mandando in pista moto che altri hanno poi solo potuto copiare. E’ la storia recente di Ducati e è, inevitabilmente, anche il segreto di un dominio che è senza discussione per chiunque. Ecco perché adesso che Gigi Dall’Igna ha provato a dire qualcosa sul futuro e sulla MotoGP che immagina si sono drizzate le antenne di chiunque. A Misano, infatti, l’ingegnere italiano ha spiegato senza troppi giri di parole che il nuovo regolamento, con l’introduzione di motori da 850cc, abbassatori vietati e aerodinamica limitata, non segnerà la vera svolta delle corse. Sì, le moto saranno diverse, tempi e performance non saranno gli stessi, ma a “destabilizzare” (non in negativo, ndr) il paddock sarà altro. E Ducati, sembra avvertire Dall’Igna, sta già lavorando da tempo per farsi trovare pronta, potendo anche contare su un pilota che domina in lungo e in largo in MotoGP e non avendo, quindi, necessità di concentrare tutto il lavoro sulla soluzione di problematiche contingenti.

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"Onestamente – ha detto Dall’Igna a crash.net - il cambiamento più importante non sarà quello voluto dalle nuove regole, ma quello delle gomme. A partire dal 2027 avremo un fornitore di pneumatici diverso e questo potrebbe sicuramente rappresentare un grande passo avanti nelle prestazioni complessive. Quindi, secondo me, questo è il punto chiave a cui dobbiamo prestare attenzione: bisognerà capire di cosa avrà bisogno la nuova gomma per performare al meglio e sfruttare al massimo le moto”.

Una analisi, quella dell’ingegnere italiano, che dice molto sul lavoro di sviluppo che intendono portare avanti in Ducati e che spiega anche perché mai come quest’anno l’impegno nel Motomondiale e quello nel WordlSBK sia stato legato a doppio filo, tra l’altro anche legandosi a un pilota, Nicolò Bulega, che giocherà un ruolo chiave sia sulla Panigale con cui si corre il campionato delle derivate di serie, sia sulla Desmosedici che Ducati schiererà in pista dal 2027. C’entra, sicuramente, il talento di Bulega, ma c’entra probabilmente ancora di più il fatto che il pilota romagnolo conosce molto bene il comportamento degli pneumatici Pirelli. E’ chiaro che per la MotoGP non saranno gli stessi, ma il DNA resterà inevitabilmente invariato.

Gigi Dall'Igna

Dall’Igna, però, riconosce anche che conoscere bene uno pneumatico per via dei tanti anni di successi in Superbike, non rappresenterà espressamente un vantaggio per Ducati. E che, quindi, ci sarà da lavorare senza sottovalutare gli avversari. Su tutti Honda e Yamaha, che in Superbike ci sono da anni al pari di Ducati e che anche per quanto riguarda i piloti da gestire a cavallo tra le due categorie hanno già fatto scelte analoghe a quelle della stessa Ducati.

“Sicuramente le dimensioni delle ruote saranno diverse e quindi, inevitabilmente, le gomme saranno diverse da quelle della Superbike – conclude Dall’Igna - Ma ovviamente la tecnologia di cui dispone Pirelli al momento è quella Superbike e quindi, di sicuro, la tendenza che possiamo immaginare sarà più o meno simile a quella che conosciamo. C’è da dire, però, che anche la Yamaha è in Superbike, la Honda è in Superbike e quindi non siamo gli unici a conoscere gli pneumatici Pirelli: ci sono molti produttori che avranno sicuramente già qualche idea su ciò che bisognerà fare per andare forte in MotoGP con le nuove gomme”.

Pirelli

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