image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

28 marzo 2025

Berrettini, ma caz*o, ancora out ai quarti? Sì e forse la sconfitta contro Fritz è la dimostrazione che Bertolucci aveva ragione

  • di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

28 marzo 2025

Matteo Berrettini gioca alla pari con Taylor Fritz, annulla sei match point e lotta per quasi tre ore, ma alla fine esce ancora nei quarti di finale, questa volta a Miami. Un grande match, sì, ma anche il segnale di qualcosa che si ripete troppo spesso: più che un limite fisico, sembra esserci altro. Lo aveva detto anche Paolo Bertolucci, tra i pochi a centrare davvero il punto. E ora, mentre tutti guardano alla resurrezione tecnica del romano, la vera sfida potrebbe essere altrove
Berrettini, ma caz*o, ancora out ai quarti? Sì e forse la sconfitta contro Fritz è la dimostrazione che Bertolucci aveva ragione

Matteo Berrettini ha ritrovato il tennis. Quello vero, solido, intenso. Ma forse non ha ancora ritrovato fino in fondo sé stesso. I quarti di finale al Miami Open certificano un ritorno ad alti livelli, ma ribadiscono anche una tendenza che ormai è impossibile non notare: quando arriva il momento di spingere oltre, di affondare il colpo, qualcosa si inceppa. E no, non è più una questione fisica. Contro Taylor Fritz, numero tre del seeding e abituato al cemento come alla sua seconda pelle, Berrettini ha lottato per quasi tre ore, ha annullato sei match point nel secondo set, ha tenuto botta col servizio e con la voglia. Eppure, ha perso. Ancora una volta ai quarti, come già accaduto spesso in questa stagione. Come se ci fosse un confine invisibile che non riesce più a varcare. Nonostante la forma, nonostante i colpi.

Matteo Berrettini e Taylor Fritz
Matteo Berrettini e Taylor Fritz

“Ho giocato una delle mie migliori partite di sempre su questa superficie”, ha detto a fine match. “Il finale è stato amaro per il risultato, ma sono orgoglioso: giocare alla pari con un tennista come Fritz sul cemento non è scontato”. Orgoglio che c’è e si vede, come si vede il livello tecnico ritrovato. Ma resta il tema non detto: perché Berrettini si ferma sempre a un passo? A indicare la direzione era stato, non a caso, Paolo Bertolucci. Una delle voci più lucide del tennis italiano, non solo per esperienza in campo ma per la capacità di leggere i fenomeni prima degli altri. “Dopo la prima fase di euforia, Berrettini si è quasi ripiegato su sé stesso, come se non credesse più nella possibilità di giocare senza farsi male. Il successo in Coppa Davis gli è servito a ripulire la mente da quelle scorie”, aveva detto. Parole che oggi suonano profetiche. Perché se è vero che la classifica live lo vede al numero 27, che a Miami ha battuto gente come De Minaur e si è giocato alla pari l'accesso in semifinale, è altrettanto vero che c'è qualcosa che lo blocca nei momenti chiave. Il 2024 è stato l'anno delle vittorie Challenger, il 2025 poteva (e può ancora) essere quello della rinascita. Ma la rinascita passa dalla testa, non solo dai piedi.

https://mowmag.com/?nl=1

Oggi Berrettini è atteso da un passaggio importante: la stagione sulla terra. A Marrakech, dodici mesi fa, aveva vinto. Ora dovrà difendere quei punti e affrontare una delle superfici più difficili. Ma anche quella che meglio si adatta al suo stile di gioco, soprattutto da quando ha inserito stabilmente lo slice tra le armi a disposizione. Montecarlo, Roma, Parigi. E poi Wimbledon. Le tappe ci sono, i colpi pure. Ma è tempo di liberarsi da ciò che resta impigliato nella testa. Perché se Berrettini è tornato a far paura agli avversari, è il momento di non fare più paura a sé stesso.

More

No, Roger Federer non è il Re solo in campo: i suoi più grandi guadagni li ha prodotti senza giocare a tennis. Ecco come

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

SEMPRE IL RE

No, Roger Federer non è il Re solo in campo: i suoi più grandi guadagni li ha prodotti senza giocare a tennis. Ecco come

Bertolucci totale: “Berrettini? Gli manca sempre un centesimo per fare un euro, ma il tempo passa. Jannik? Non vedo avversari, solo Alcaraz se…”. Poi su Musetti, il ritiro di Djokovic e quel giorno in cui lui ha capito che era ora di dire basta

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

L'INTERVISTA

Bertolucci totale: “Berrettini? Gli manca sempre un centesimo per fare un euro, ma il tempo passa. Jannik? Non vedo avversari, solo Alcaraz se…”. Poi su Musetti, il ritiro di Djokovic e quel giorno in cui lui ha capito che era ora di dire basta

Lo show di Matteo Berrettini a Tintoria: dal discorso cambiato al Quirinale, passando per il test antidoping, il ripudio del padel fino alle canne

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

SHOW MAN

Lo show di Matteo Berrettini a Tintoria: dal discorso cambiato al Quirinale, passando per il test antidoping, il ripudio del padel fino alle canne

Tag

  • Tennis
  • Squalifica
  • Novak Djokovic
  • Miami Open
  • Master 1000
  • Montecarlo
  • Motori
  • Carlos Alcaraz
  • Clostebol
  • Cahill
  • Vagnozzi
  • Vespa
  • FITP
  • Angelo Binaghi
  • Sanzione
  • Roma
  • Internazionali di Roma
  • Itia
  • WADA
  • Doping
  • antidoping
  • Vip
  • Lorenzo Musetti
  • Matteo Berrettini
  • Jannik Sinner

Top Stories

  • Charles Leclerc ha davvero formato un team esterno alla Ferrari per studiare le nuove power unit? Ma come stanno messi a Maranello…

    di Luca Vaccaro

    Charles Leclerc ha davvero formato un team esterno alla Ferrari per studiare le nuove power unit? Ma come stanno messi a Maranello…
  • A quanto pare alcune MotoGP hanno un piccolo motore aggiuntivo (quasi) fuorilegge per fare la differenza quando conta di più in gara

    di Cosimo Curatola

    A quanto pare alcune MotoGP hanno un piccolo motore aggiuntivo (quasi) fuorilegge per fare la differenza quando conta di più in gara
  • Non farà “la fine” di Valentino Rossi: la profezia di Jovè (da Lorenzo) su come sta davvero Marc Marquez e il (non) rinnovo con Ducati

    di Emanuele Pieroni

    Non farà “la fine” di Valentino Rossi: la profezia di Jovè (da Lorenzo) su come sta davvero Marc Marquez e il (non) rinnovo con Ducati
  • Pecco Bagnaia, la Ducati e i Marquez: “Loro sono più in difficoltà con questa moto, è più difficile da fermare un po’ come succedeva a me l’anno scorso”

    di Cosimo Curatola

    Pecco Bagnaia, la Ducati e i Marquez: “Loro sono più in difficoltà con questa moto, è più difficile da fermare un po’ come succedeva a me l’anno scorso”
  • Con Bulega non ci resta che ridere: Bautista lo vuole “zavorrato” e Petrucci in MotoGP, “ma con la Panigale”

    di Emanuele Pieroni

    Con Bulega non ci resta che ridere: Bautista lo vuole “zavorrato” e Petrucci in MotoGP, “ma con la Panigale”
  • Jorge Lorenzo racconta il suo 2015 e gli anni Yamaha: “Ero impertinente, dissi che se Valentino fosse tornato in 250 l’avrei battuto”

    di Cosimo Curatola

    Jorge Lorenzo racconta il suo 2015 e gli anni Yamaha: “Ero impertinente, dissi che se Valentino fosse tornato in 250 l’avrei battuto”

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Austin ha tre problemi e una soluzione: la sorpresa di Jorge Martín, quella di Schwantz e un demonio per tutti, Marc Marquez: “Io come Lewis Hamilton? Un piacere”

di Cosimo Curatola

Austin ha tre problemi e una soluzione: la sorpresa di Jorge Martín, quella di Schwantz e un demonio per tutti, Marc Marquez: “Io come Lewis Hamilton? Un piacere”
Next Next

Austin ha tre problemi e una soluzione: la sorpresa di Jorge...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy