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Come Marc Marquez, ma in SBK: per Toprak Razgatlioglu a Magny Cours per un record e un (quasi) match point. Nicolò Bulega e Ducati sono avvisati

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

3 settembre 2025

Come Marc Marquez, ma in SBK: per Toprak Razgatlioglu a Magny Cours per un record e un (quasi) match point. Nicolò Bulega e Ducati sono avvisati
Ok, a Barcellona c'è la MotoGP e Marc Marquez dovrà fare il cannibale se vorrà davvero provare a vincere il titolo a Misano la settimana successiva, ma in Superbike c'è un altro cannibale che a Magny Cours può entrare nella storia, anche se i ricordi recenti sono quelli che sono. Ecco tutto quello che c'è da dire sul round francese delle derivate di serie...

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Marc Marquez in MotoGP sta per mettersi in tasca tutti i record possibili? Sì, ma in Superbike Toprak Razgatlioglu gli fa da alterego (in attesa di sfidarlo in pista l’anno prossimo) e adesso che le derivate di serie arrivano a Magny Cours c’è un altro record su cui il turco potrebbe mettere la firma. E significherebbe pure ipotecare seriamente un altro titolo mondiale nonostante una Ducati e un Nicolò Bulega che le hanno provate tutte e che in qualche circostanza sono stati anche decisamente sfortunati. Occhio però, perché per il turco Magny Cours è sì il circuito delle grandi gioie, ma pure quello di uno dei più grandi spaventi di tutta la sua carriera.

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Otto vittorie lì non sono un dettaglio: c’è la prima affermazione in Superbike del 2019, ci sono successi replicati in Superpole Race e domeniche indimenticabili. E ci sarebbe potuta essere una nona o una decima già in tasca, se non fosse per un verde pizzicato in Superpole Race nel 2021. A guardare i numeri, la posta in palio a Magny Cours è enorme: due vittorie qui porterebbero Toprak in una dimensione quasi unica, con tre circuiti in cui tocca la doppia cifra, un traguardo che nel WorldSBK moderno parla di dominatori assoluti e che varrebbe una uscita di scena dalle derivate di serie in grandissimo stile e, quindi, anche una consacrazione totale. Ma non è solo la statistica a rendere intrigante questo weekend: ci sono anche i fantasmi del 2024, la caduta durante le prove che trasformò la festa in incubo, con botta violenta contro il muro e conseguente stop che gli tolse Magny Cours e il successivo round di Cremona. Un episodio che ha lasciato il segno e che ora diventa carburante: andare a dimenticare il brutto ricordo, rimettere la storia a posto e magari aggiungere un tassello alla leggenda personale. Toprak arriva con la consapevolezza di chi sa che la stagione è cambiata dopo un avvio complicato e poi la striscia impressionante di undici vittorie in dodici manche.

Toprak Donington1

Contro di lui, Nicolò Bulega non ci pensa nemmeno a giocare "solo" il ruolo dell'unico che ha provato a tenere testa. Il romagnolo ha dimostrato testa, ritmo e la capacità di sfruttare ogni minima occasione (basta guardare il recupero in classifica dopo l’assenza di Toprak lo scorso anno). Ora i punti da recuperare sono 26 e la strada è quello che è: serviranno scelte aggressive, cuore in spalla e non pochi rischi. Bulega è consapevole che Magny Cours è terreno di scontro, che la pista francese può premiare coraggio e precisione e che ogni singola manche potrebbe decidere la stagione. Anche perché, sul fronte avversari, c’è il vuoto assoluto.

A mettere ulteriore pepe nel piatto ci hanno pensato, tra l’altro, i test di Aragon: due giorni che hanno raccontato più di qualche indicazione tecnica e di ritmo. Toprak ha piazzato il miglior crono (1’48”598), confermando che è l’uomo da battere, ma dietro ci si è messa la Ducati,di Sam Lowes. Con Bulega “solo” terzo. L’italiano ha anche avuto l’occasione di portare in pista la nuova Panigale V4R 2026.

Toprak Misano25c

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