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Disastro Honda: mezzo pieno o mezzo vuoto? La verità è che Joan Mir non vede più neanche il bicchiere: "Non so che dire..."

  • di Paolo Covassi Paolo Covassi

5 giugno 2024

Disastro Honda: mezzo pieno o mezzo vuoto? La verità è che Joan Mir non vede più neanche il bicchiere: "Non so che dire..."
I fine settimana in casa Honda sono sempre più imbarazzanti. Si continua a lavorare, a dire che ci sono passi avanti, ma i risultati sono molto lontani e l’impressione è che in molti stiano pensando di abbandonare la nave, a cominciare dal capitano Joan Mir.

di Paolo Covassi Paolo Covassi

Poche storie: la Honda non va. I test “aggiuntivi” svolti al Mugello tra le gare di Le Mans e Barcellona avrebbero dovuto dare qualche chance in più alla casa giapponese, sia in termini di sviluppo che di settaggio. Invece la gara di domenica ha visto due Honda, Mir e Nakagami, finire a terra dopo sei e nove giri mentre le due RC213V rimaste in pista hanno chiuso in diciannovesima (Zarco) e ventesima (Marini) posizione, davanti al solo Lorenzo Savadori che, lo ricordiamo, è un tester Aprilia che corre come wildcard. In teoria c’erano le condizioni per poter far bene o, si sperava, meno peggio del solito, e invece. Anche i messaggi che arrivano da team e piloti sono abbastanza schizofrenici: da un lato si dice che si stanno facendo passi avanti ma poi, cronometro alla mano, nulla cambia; si afferma che c’è unità di intenti ma non si rinnovano i contratti con (alcuni) piloti. Ora qualcuno comincia a dire che i problemi non sono solo aerodinamici, quindi ci vorrà più tempo, ma intanto Luca Marini dice che la Honda si guida bene. Insomma, l’impressione è che in casa Honda regni una gran confusione e anche al termine della gara di domenica Joan Mir prima ha detto che la moto era inguidabile, poi che il fine settimana non è stato del tutto negativo. Considerando che la gara Sprint è finta dopo quattro giri e che in griglia partiva dalla diciassettesima casella ci riesce difficile vedere il bicchiere mezzo pieno. Anzi, non si vede proprio il bicchiere.

Intanto Joan Mir dopo aver ammesso “non eravamo in forma” (e ce ne siamo accorti) ha spiegato la caduta di domenica: “Non so cosa dire. In gara stavo lottando un po‘ con Pol Espargaró, gli stavo dietro e alla prima curva, frenando dietro di lui ho avuto un problema con la scia, quando ho rilasciato i freni, ho dovuto nuovamente frenare un po’ troppo forte e lo sterzo si è chiuso. Non eravamo nemmeno in una buona posizione”. L’aspetto positivo, dice Joan, e che in qualche modo risolleva il morale al pilota spagnolo è che “Sono riuscito a fare qualche sorpasso, anche se la partenza è stata disastrosa. Quando ho rilasciato la frizione ho avuto qualche problema, non so se con la frizione o qualcosa del genere, perché era davvero fuori dal normale e ho perso tutte le posizioni da cui siamo partiti. Non c'è molto da raccontare oggi. È stato un disastro, forse non per il weekend, ma per la gara”.

Ora piloti e moto sono impegnati in nuovi test, sempre al Mugello, dove per HRC ci sarà molto da lavorare: “Domani dobbiamo fare molte prove. Dipende da cosa ci permetterà il tempo, ma domani dovremo provare un bel po' di cose. Dobbiamo provare una diversa configurazione del motore, visto che abbiamo fatto un piccolo passo avanti con l'aerodinamica: con la scia la velocità era molto buona, mi sono anche piazzato in alcune sessioni di prove... È stato un punto abbastanza buono, cercando di continuare a migliorare questo pacchetto e soprattutto aspettando la pausa per vedere se portano qualcosa che ci permette davvero di combattere”.
Insomma, si continua a guardare al futuro ma, purtroppo, non si sa quanto lontano.

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