Flavio Briatore, che fa rima con salvatore (sì, suona male anche a noi, ma è così). «Questa è la Benetton, la Renault. Lo stabilimento di Enstone, in Inghilterra, l’ho costruito io. Quando ho visto l’Alpine in questa situazione ho parlato con Luca (De Meo, l’ad di Renault, ndr) e gli ho detto: sono molto incasinato, ma un po’ di tempo se vuoi lo trovo. Poi ho venduto gran parte del food&beverage, per cui diciamo che mi sono alleggerito». Così, ancora “al punto di partenza”, Briatore, come Wolf di Pulp Fiction, arriva per risolvere problemi. A proposito di lupi, sapete cosa ha detto Flavione a La Stampa quando gli hanno chiesto chi sarà il suo successore? “Direi Toto (Wolff, ndr), con il quale ho un super rapporto. Anche Horner ha fatto bene”. Briatore commenta anche la nuova “F1 made in Usa”: “Stefano Domenicali ha fatto un lavoro incredibile, ha creato uno spettacolo che non si era mai visto” e anche se qualcuno ha criticato molte novità, per lui “la F1 è sempre la F1: il nocciolo resta la gara e scoprire i nuovi campioni, il nuovo Schumacher, il nuovo Alonso, il nuovo Verstappen”. E Hamilton ovviamente.

“È tra i personaggi più riconoscibili dello show. Lui è l’unica vera star come lo era Senna. Ayrton lo ricordiamo tutti: gran comunicatore, bel ragazzo, parlava cinque lingue”. Tra i più, non il più. Anche Max Verstappen merita, per Briatore, un paragone pazzesco: “Mi ricorda Schumacher”. Full stop. Tornando alla Rossa, Briatore commenta sia la scelta di John Elkann, che ha scelto l’inglese per la sua scuderia: “Dal punto di vista del marketing, benissimo: per tutto l’inverno non si è parlato d’altro. Per il resto è presto per dirlo, anche se nella Sprint in Cina ha fatto una cosa eccezionale. La Ferrari ha due buoni piloti, ma lo erano anche Leclerc e Sainz”. E anche su Vasseur, nonostante la doppia squalifica recentissima, è stato molto chiaro: “Lo conosco bene: brava persona, a Shanghai abbiamo cenato insieme. Gestire la Ferrari non è semplice: ha organizzato il team nel modo giusto e merita di vincere un Mondiale. La squalifica è capitata anche a noi, abbiamo fatto una riunione ad hoc perché certe cose non devono accadere”.
