Che Geolier non fosse un letterato lo sapevamo, però quando gli artisti “cagano un po’ fuori dal vaso”, perché il successo dà alla testa, facendo leva su temi come l’orgoglio e l’amicizia, va sottolineato! La faccenda SSC Napoli e il suo ormai ex speaker Daniele “Decibel” Bellini, sollevato dall’incarico per scelte societarie, rende protagonista Emanuele Palumbo in arte Geolier e la sua società artistica di eventi nominata Golden Boys, di cui il fratello del rapper è Ceo, non ho ancora ben chiaro il fratello del rapper quali competenze artistiche abbia e con quali criteri sceglierebbe una direzione da dare ad un evento, lui, che mi dicono si sia sempre occupato di lampadari a Napoli. Ma non voglio sindacare il background artistico dietro il nobile mercato dei lampadari, ma vorrei sapere quanta pancia piena ha Geolier per stracciare un contratto tra la sua società e il Napoli per la direzione artistica dei match di casa, e vario intrattenimento pre-post partita.

Che i rapper se la stiano passando economicamente bene in questo periodo storico lo sapevamo, e forse è proprio questo che ha dato alla testa al giovane Geolier a cui andrebbe fatta qualche ripetizione, non solo di italiano, ma di professionalità e di rispetto del lavoro! Il popolino ignorante vuole vedere il rapper ora gran difensore dei valori di amicizia e di rispetto, a discapito anche di un guadagno, sì, perché gli eroi non si muovono per denaro ma rescindono contratti in nome del legame con Decibel Bellini? A me viene da ridere! Tutti questi ignorantoni che sostengono e difendono Geolier dicendo questo, mi dovrebbero elencare tre benefici reali che Emanuele ha realmente apportato all’amico Daniele con questa scelta.

Ve li elenco io: 1) Nessuno 2) Perché Daniele non fa più parte del nuovo progetto SSC Napoli 3) Non verrà reintegrato dopo il gesto eroico dell’amico. Morale della favola? Mancano i rudimenti, mancano i criteri per ragionare, manca la cultura che a volte serve a farci rimanere umili, perché ci àncora a un sapere che ci permette di avere quella lucidità utile a ricordarci che per restare in alto serve saper campare, che siamo sostituibili, e che il pubblico ci ama e va rispettato, ma è con i big player che si cresce e ci si consolida. Dopo un gesto del genere la società Golden Boys per me non è più da ritenersi affidabile, una società che sigla e ufficializza un contratto per poi strapparlo dopo poche ore, perché vuole imporre al Napoli una figura che è stata già risorsa dello stesso Napoli, e che da quest’ultimo era stata destituita, non è professionale, per dirla in napoletano la Golden Boys è “a pazziella ‘man e creature” (traduzione: un giochino in mano ai ragazzini).

Ci dobbiamo rendere tutti conto che questo non è un gesto eroico, è una sceneggiata napoletana, un gesto da "orgoglioni", Geolier e il fratello hanno dimostrato che sono dei ragazzini che giocano, non dei professionisti che rispettano il lavoro. Potrebbero ricordarsi che sono fortunati e che se arriva il lavoro è una cosa importante, e come tale va trattata. Se poi i fans mi vengono a dire che Emanuele si aspettava che ci fosse "Decibel" e tutte ste menate, io mi chiedo se è possibile che un professionista abbia agito così superficialmente? Che contratto ha firmato? Se voleva la direzione artistica soltanto a patto che "Decibel" fosse stato lo speaker, poteva semplicemente inserirlo come clausola nel contratto a priori. Un professionista non può essere pressappochista su contratti così importanti, con società come il Napoli, con cui la gente si sognerebbe di lavorare. Eddai, scusate ma come si chiama questa cosa? Ve lo spiega la Maestra, si chiama Ignoranza! Ok il talento, la determinazione e la cazzimma, mi fa piacere che un artista napoletano stia facendo così tanta carriera, ma devo dire che poi, in alcuni snodi fondamentali della vita e della carriera, la cultura può fare la differenza, e quando non c’è si vede, si sente tutta, e va sottolineato e urlato questo, altrimenti si normalizzano comportamenti gretti, rozzi e superficiali. Ritengo che in questo mondo superficiale di oggi, avere la sfacciataggine e l’incoscienza di chi non sa possa aiutare, perché questo tipo di gente sgomita meglio, non ha nulla da difendere, è più rozza, è più veemente nel proporsi, forse ha pure più fiducia in se stessa questa gente, perché non c’è quel filtro, quel pensiero critico che arriva e ti sussurra che forse stai esagerando a reputarti così bravo, forse non è ancora il momento giusto, forse devi ancora studiare, forse quella cosa andrebbe migliorata, e fatti simili. Questi pensieri intrusivi sono per certi versi molto eleganti, a volte sono pure dei nemici, vanno gestiti e non bisogna sempre dar loro ragione, a volte più si studia, più si diventa umili, e più si diventa umili più si perde quel grezzo che invece serve per imporsi. Sinceramente, penso davvero che all’inizio un po’ di sana ignoranza serva, però poi ti devi evolvere, devi essere all’altezza di quello che diventi, altrimenti inciampi, l’idea di equilibrio sarebbe il lavorare sodo ed essere professionali a tal punto da risultare consapevole di non essere inferiore a nessuno, e a me, invece, troppo spesso pare che alcuni personaggi pur di non sentirsi inferiori a nessuno si ritengano superiori a tutti. Comunque, giusto per ridimensionare, se ne è andato Maradona e il club ha continuato la sua storia con serenità. Qui non vedo nessun Maradona, quindi possiamo dormire sonni tranquilli e fare quello che dobbiamo fare, ovvero tifare: stop. Forza Napoli Sempre!
