Finisce un Mondiale e ne comincia un altro: la Kings League è il calcio fatto dai creator e dai campioni, con squadre guidate da presidenti come Lamine Yamal, Neymar Jr., Kaká e Ronaldo Nazário. L'ecosistema conta sette leghe maschili, due femminili (Queens League), oltre 124 squadre e 2.400 giocatori in più di 120 Paesi, per una community complessiva di 3,9 miliardi di follower, l'80% under 34. Nel 2025 ha generato 150 milioni di ore di visione e oltre 13 miliardi di impression, piazzandosi terza lega sportiva al mondo su TikTok. In Italia il format è cresciuto grazie a Claudio Marchisio, oggi Head of Competition, presente all’incontro con i media prima dell’inizio della competizione vera e propria: “L’Italia oggi è pronta”. Dal 26 luglio al primo agosto, infatti, Milano ospiterà per la prima volta la Kings World Cup Clubs, terza edizione dopo Messico 2024 e Parigi 2025: 16 squadre, 27 partite in 7 giorni, alla Kings League Arena di Cologno Monzese. “Perché Milano? È la città che va più veloce di tutte le altre: è il luogo perfetto per la Kings”.
A margine della presentazione, Marchisio è stato interpellato anche sul tema caldo della panchina della Nazionale, dopo l'esonero di Maldini: “Si sono fatti nomi importanti o di sorpresa, ma la decisione deve essere presa su un progetto a quattro anni. L'Italia ha bisogno di preparare un gruppo che ci dia la certezza di tornare su quel palcoscenico, dove manchiamo da troppo tempo”. E fa anche un nome, lo stesso che in queste ore circola come qualcosa di più di una suggestione: “Io ci avrei provato con Guardiola seriamente, si potrebbe andare a fare un progetto a medio-lungo termine che parta anche dal basso”. Parole che confermano come, secondo l'ex centrocampista bianconero, la scelta del prossimo ct debba guardare oltre l'emergenza immediata. Marchisio ha poi affrontato anche il rapporto tra il calcio tradizionale e il fenomeno Kings League, di cui è oggi uno dei volti italiani più riconoscibili: “Parliamo di due prodotti diversi (il calcio e la Kings League), uno con una grande tradizione ed uno appena nato ma che ha portato cose molto interessanti”. Tant’è, spiegano sia Marchisio che Franco Morelli (Managing Director della Kings League Italia), che sono state coinvolte delle scuole calcio, proprio per rafforzare l’idea che il torneo possa costituire un elemento importante anche per le realtà già presenti sul territorio: “C’è molto interesse degli allenatori per la Kings League: molti allenatori riportavano il regolamento nei settori giovanili”. “Abbiamo fatto i primi Summer Camp”, spiega ancora Morelli, è ancora una fase iniziale del progetto, ma non si può escludere che una connessione con Academy e scuole calcio possa diventare ancora più solida. “Oggi sentiamo dire i ragazzi: andiamo a giocare la Kings”, dice Marchisio. Non più solo la Serie A. Un modo per sottolineare come le due realtà, pur nella loro diversità di storia e di pubblico, possano convivere e contaminarsi a vicenda, in un momento in cui la Kings League continua a crescere anche grazie a eventi di richiamo come la Kings World Cup Clubs ospitata per la prima volta in Italia.