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2 giugno 2025

Israele o il seme dell’odio che sta germogliando: la Sparta malata di suprematismo del 2025

  • di Matteo Miserocchi Matteo Miserocchi

2 giugno 2025

La classe politica italiana comincia a esporsi, seppur timidamente, sul genocidio messo in atto da Israele nei confronti del popolo palestinese. Ma cosa succederà quando Gaza sarà stata distrutta e assoggettata? Dove andranno i nuovi spartani?
Israele o il seme dell’odio che sta germogliando: la Sparta malata di suprematismo del 2025

Finalmente il mondo occidentale si sta accorgendo che in Palestina è in atto un massacro inumano. Se ne sono accorti persino i politici italiani, persino la sinistra. Alleluja, signori. Da tempo alcuni giornalisti e parlamentari coraggiosi lo stanno urlando: parlano di genocidio e vengono ridicolizzati da colleghi molto più numerosi e visibili. Alessandro Di Battista, che ha la colpa di essere passato da politico che può agire alla posizione più “comoda” di opinionista, lo denuncia con tante orribili immagini da tempo e con coraggio. Ora le voci tacciono. Chi affermava: “bisogna prima condannare Hamas”, “attaccare Israele vuol dire essere antisemiti” o “Israele è l’unica democrazia d’oriente” non urla più, non parla più, tace. Il miracolo, perché si questo si può parlare, è dovuto al martirio di migliaia di bambini arabi: i loro corpi senza vita, quasi di bambole rotte, mostrati alle telecamere. Capri espiatori della follia umana, vittime sacrificali ad una società di plastica mezza lobotomizzata. Tanti “giornalisti” hanno fatto finta di non vedere, tanti politici anche...ora non possono più. Tacciono. Alcuni iniziano a chiedere di intervenire, ma per l’Italia è una vergogna. La Prima Repubblica era corrotta, infiltrata da CIA e Mossad, collusa con la mafia, ma era sempre rimasta “italiana” e filoaraba: umana. La Seconda Repubblica, quella inaugurata da “mani pulite”, è Atlantista, europeista ma non italiana: disumana, o forse solo stupida e ignorante, nel senso letterale del termine, “che ignora”. Anche se non mancano, come adombrato da un bel servizio recente di Report, l’ipotesi pure di interessi personali.

Chi ha taciuto fino ad ora non ha scuse. Quello che accade in Israele è orrendo, è la nascita di un nuovo nazismo. È nato tutto con l’omicidio di Ytzhak Rabin (ricordate Giacomo Matteotti?), si è affermato con l’espansione dell’estremismo di destra razzista e xenofobo più radicale ed ha allevato una generazione di nazisti sanguinari. Essere contro questa Israele non è essere anti semiti, non è odiare gli ebrei, perché tantissimi ebrei non si riconoscono in questo Stato guidato da Benjamin Netanyahu il quale, purtroppo, non è nemmeno il peggiore!

Come essere anti nazisti non vuol dire essere anti tedeschi. Il Fatto Quotidiano, in un suo articolo di due giorni fa non smentito da alcuno, ha dichiarato che il vice presidente del parlamento israeliano Nissim Vaturi ha parlato così: “I civili innocenti a Gaza? Non ci sono. Sono tutti feccia, subumani, nessuno li vuole. I bambini e le donne vanno separati dagli uomini e tutti gli uomini vanno giustiziati. Bisogna bruciare tutto”. Il ministro Amichai Eliyahu sosteneva: “Devono essere affamati, dobbiamo bombardare i magazzini alimentari”. Ofer Cassif, un deputato ebreo marxista e pacifista (il solito comunista) ha denunciato Vaturi al comitato etico del Parlamento, richiesta bocciata. Cassif è stato però sospeso per aver definito l’esercito di Israele protagonista di “un massacro genocida”.

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La nuova Sparta nel mediterraneo

La città stato di Sparta, nella Grecia antica, si reggeva su una casta di guerrieri che viveva in una società in cui tutti i lavori erano svolti dagli iloti, un gruppo entnico diverso di schiavi sottomesso, che subivano ogni angheria dai magnifici guerrieri. Per allevare i giovani spartani li si portava nelle agoghé (collegi militari). Qui imparavano l’arte militare, la prepotenza e la sopraffazione. Da adolescenti entravano nella Cryèpteia o Krypteia: una società segreta che aveva il compito di testare il loro coraggio mandandoli di notte ad uccidere ogni ilota che avessero trovato in giro o a rubare tutto ciò che volevano. Una vera e propria scuola di violenza. I giovani israeliani di destra vanno a sputare, spintonare ed offendere i turisti cristiani o musulmani che arrivano a Gerusalemme. Le scene sono visibili in decine di documenti video postati dagli stessi ospiti stranieri. La polizia non fa nulla o quasi, i nostri Stati non protestano. Guardando verrebbe da prendere un aereo ed andare a fare un giro nella Città Santa. Se li si guarda bene si vedono visi pieni di odio fanatico. Questi ragazzi, una volta ventenni, possono andare nei territori palestinesi a fare i coloni: tormentare e cacciare arabi, occupando la loro terra, oppure stuprare e uccidere civili nelle terre occupate senza tanti rimorsi. L'odio si può anche insegnare: il vecchio Adolfo e il caro Benito ce lo mostrarono bene.

Questo deve fare paura a tutti, non solo ai palestinesi. Questo odio suprematista e razzista, dimostrato anche verso i cristiani, non può farci dormire sogni tranquilli. Quando avranno realizzato il loro bel sogno di eliminare Gaza e estendere il loro dominio dal Mediterraneo alla Samaria, questi essere superiori con chi se la prenderanno? Queste persone educate all’odio una volta diventati generali o parlamentari chi andranno a colpire? Lasceranno Gerusalemme aperta a tutti? Scopriranno che si può trattare gli altri con rispetto? Questi giovani nazisti contribuiranno a creare un mondo migliore? E a tutti quelli che li difendono credendoli i pro nipoti delle vittime della Shoah non si sono resi ancora conto che questi sono figliocci del Terzo Reich?

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