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6 agosto 2026

La MotoGP torna a Silvestone, anzi a Londra: più intrattenimento e meno sport, ma forse va bene così

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

6 agosto 2026

La MotoGP arriva a Silverstone per la seconda metà della stagione 2026. E lo fa con una conferenza stampa che non si era mai vista, probabilmente neanche in altri campionati mondiali. Ecco perché questo è un segnale fortissimo di Liberty Media e perché, tutto sommato, va bene anche così
La MotoGP torna a Silvestone, anzi a Londra: più intrattenimento e meno sport, ma forse va bene così

11 GP corsi, 11 da correre. La MotoGP torna dalle tre settimane di pausa estiva con il GP della Gran Bretagna, a Silverstone, spostando la conferenza stampa all’Outernet di Londra, un locale nel West End in cui sono stati traghettati Cal Crutchlow, Pedro Acosta, Ai Ogura, Marco Bezzecchi e Diogo Moreira. Cinque piloti, non tre o quattro come di consueto. L’idea, più volte anticipata e raccontata dai vertici della Dorna (anche in un’intervista che abbiamo realizzato con Carlos Ezpeleta) è quella di portare la MotoGP più vicina alle grandi città, quindi alla gente. Fuori i ledwall pubblicitari dicono “Immagina vedere questo IRL (in real life, dal vivo ndr)”, la sala viene divisa tra media e fan, tenuti dietro a un nastro.

A moderare la conferenza stampa per l’organizzatore non c’è Matthew Birt ma Gavin Emmet, di giornalisti di settore ce ne sono pochissimi perché spostarsi da Silverstone a Londra per un evento in diretta sarebbe per molti una perdita di tempo considerando che in contemporanea si svolgono le interviste con tutti i piloti non presenti in conferenza stampa. Ai Ogura, secondo in campionato, non si aspetta di fare meglio di 6°, esattamente come aveva detto al Sachsenring (dove però fece 4° nella Sprint e 2° in gara). Dice anche che col freddo fa sempre fatica, al che il presentatore gli ricorda che un’estate così calda nel Regno Unito non s’era mai vista. Come sempre, il giapponese parla poco e fa sorridere parecchio. Anche Marco Bezzecchi si dice tutt’altro che favorito: “Non mi sento male, ovviamente è stata una pausa estiva difficile e diversa da come l’avrei voluta, non sono veramente al massimo perché la spalla e il ginocchio mi fanno ancora male, vedremo. Al momento purtroppo non penso di avere grosse chances di vittoria, anche se mi piace la pista e l’anno scorso qui ho vinto. Stavolta arriviamo con una mentalità diversa per via della situazione, non sto pensando molto alla prestazione ma voglio andare sulla moto e capire come mi sento”. Quando gli viene chiesto di questa prima parte di stagione, metà passata a dominare e metà a raccattare zeri, lui risponde con un sorriso: “Si impara sempre più dai momenti duri, è vero che siamo partiti bene e poi c’è stato un momento molto difficile prima della pausa, però sì… col team abbiamo una relazione molto buona e loro mi sono stati molto vicini. Continuerò a lottare fino alla fine”.

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Diogo Moreira dice di amare molto il circuito e che la speranza è quella di finire tra i primi dieci, aggiunge poi di non essere in pensiero per la faida interna che lo vede competere con David Alonso per la moto nel team ufficiale a fianco di Fabio Quartararo perché “Ora voglio concentrarmi sulla pista”. Grandi applausi poi per Pedro Acosta, che si presenta con l’ombra di una basetta da primi Duemila, quella sfoggiata da Wolverine e Vittoriano Guareschi. “La prima parte di stagione non è andata male”, dice lui, che ha passato le vacanze in America dove ha visto la NASCAR. “È una sorpresa che non stiamo andando così male. Proviamo a fare un bel weekend, anche se l’anno scorso è stata dura. Ora speriamo di non avere più problemi tecnici per stare più davanti. Per stare nei primi? Dovrebbe succedere un miracolo. Dobbiamo fare belle gare, qui l’anno scorso è stata la più dura dell’anno”. Non c’è molta stampa, quindi molte domande le fanno i giornalisti di MotoGP.com. Poi però tocca al pubblico, così una signora francese legge da un foglio: “Pedro, pensi che potrai vincere la tua prima gara quest’anno?”. Lui risponde che chiaramente ci spera.

Con questa conferenza stampa la MotoGP si dimostra sempre più uno spettacolo e meno uno sport. È come se si volesse a tutti i costi meravigliare la gente, mostrare il ‘fattore wow’, prodigarsi in trucchi di magia che facciano aprire la bocca come piccoli bebè davanti al cucchiaino. A tratti sembra di vedere un ragazzo che cammina sulle mani per impressionare le tipe che ha di fronte: funziona nell’ora di ginnastica fino alla seconda media, poi conviene ampliare il repertorio perché farlo all’aperitivo dei vent’anni sembrerebbe più una patetica ricerca d’attenzione.

A pensarci è difficile nominare un altro campionato del mondo in cui i giornalisti non siano in grado di raggiungere la conferenza stampa perché l’organizzatore l’ha pensata per i tifosi. Eppure forse è giusto così: la MotoGP ha bisogno di più tifosi, non di giornalisti. Conferenza fan suona anche meglio.

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