Negli ultimi anni ci siamo abituati a un'insolita e accesa rivalità sportiva tra Spagna e Italia. È nata dall'inizio degli anni 2000, quando la Nazionale iberica, che fino ad allora non aveva brillato particolarmente per risultati sportivi, ha iniziato a dominare vari sport in concorrenza con la nostra. Nel calcio, quando le Furie Rosse hanno buttato fuori l'Italia prima dagli Europei del 2008 e poi da quelli del 2012, con un umiliante 4-0 in finale. Nel tennis, soprattutto negli ultimi anni dove Sinner e Alcaraz si fanno la lotta per gli Slam più importanti. Ma dove la rivalità è diventata più aspra è il motociclismo. In pista Italia e Spagna sono le due superpotenze da vent'anni a questa parte. E in sella alle moto la rivalità ha assunto i contorni di una vera e propria guerra quando gli iberici si sono messi contro Valentino Rossi, idolo del pubblico italiano. Prima il muro nel box con Jorge Lorenzo, poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso: il Gp della Malesia nel 2015. La lotta con Marc Marquez e la successiva sanzione sono costate a Rossi il decimo titolo mondiale. Possibilità che non si è mai più ripresentata con quella concretezza. Un tocco che ha fatto da spartiacque, e che né Rossi né i tifosi italiani hanno ancora perdonato Marc Marquez, che durante il podio del Mugello la scorsa stagione è stato fischiato nonostante corresse per la Ducati. Ma questa guerra sportiva ci stava quasi facendo dimenticare che italiani e spagnoli sono parenti naturali. Siamo mediterranei, passionali, un po' teatrali, e quello spagnolo è lo stile di vita che più si avvicina al nostro. È per questo che, almeno in cabina di commento, sulla neve di Milano Cortina italiani e spagnoli si sono riscoperti fratelli.
La Spagna infatti non è certo una nazione da Olimpiadi invernali. Fra Pirenei e Sierra Nevada il territorio ci sarebbe, ma per questioni culturali e infrastrutturali gli sport invernali non hanno mai attecchito nel cuore caliente degli iberici. A queste Olimpiadi la Spagna arriva con una delegazione di appena venti atleti, e fino ad ora non è ancora riuscita a vincere alcuna medaglia. Proprio per questo, in mancanza di beniamini locali, i commentatori spagnoli hanno deciso di adottare gli atleti italiani.
Stanno spopolando sui social i video dei telecronisti spagnoli di Eurosport che si sgolano per le vittorie di Lollobrigida, Brignone e company. E allora più che a Cortina sembra di essere sotto il caldo di Siviglia. Fa specie poi il paragone con alcuni commentatori Rai, che a volte a fronte di medaglie e prestazioni epocali risultano per dirla con un eufemismo “mosci”. Morigerati, con un'attenzione sì meritevole al commento tecnico, ma poco emotivi, coinvolgenti. La telecronaca deve sì raccontare, ma deve anche galvanizzare, emozionare, portare lo spettatore lì. Victor Hugo Morales, il più grande telecronista della storia, quello della Mano dei Dios di Maradona, proprio in questo modo ha fatto del commento un'arte. Fra immaginazione, sogno e ritmo. Non a caso parlava in spagnolo. E allora sul ghiaccio anche le vecchie tensioni si raffreddano. E mentre alla Rai si dovrebbero divertire un po' di più noi impostiamo la lingua su “Spagna” e ci godiamo le urla per i nostri atleti.