Ori, argenti e numerosi titoli mondiali. Ma Gregorio Paltrinieri ha anche dei difetti. E aneddoti curiosi da raccontare. Possiamo constatarlo soprattutto guardando una delle più recenti puntate del podcast Jeantoneria. La puntata è intitolata: “Il re del nuoto italiano” e, sinceramente, quando in redazione si discuteva se scriverne o meno, a me è scappato uno sbadiglio. Perché non è che il nuoto mi appassioni più di tanto. Anche se a guardare Paltrinieri sfido chiunque a non appassionarsi. E non parlo solo delle spalle larghe, del petto scolpito e dei muscoli delle braccia che ti invitano prepotentemente a chiedergli: “Posso toccare?”. Cioè, anche, ma non solo. Gregorio, Greg per gli amici, arriva, si toglie la camicia e dice di essere ordinato perché è del segno della Vergine: mi vuoi sposare?
Sofisticato sessismo a parte, Paltrinieri si racconta con grande naturalezza e, tra un racconto e l’altro, viene definito quello che è lo stile di vita dello sportivo. Non solo allenamento e sacrificio, tanto da rinunciare a diversi aspetti dell’adolescenza, ma anche aneddoti interessanti e curiosi. Melatonina e training autogeno per prepararsi il giorno prima della finale olimpica e una sola regola: “seguire il flusso”, come faceva anche Michael Jordan, ovvero fare tutto (anche le gare più importanti) con uno stato mentale leggero, fidandosi del proprio istinto, senza focalizzarsi sulla performance. Paltrinieri racconta di canticchiare in testa una canzone qualsiasi, prima di buttarsi in vasca. E lo stesso vale quando si vince una gara: dopo mesi e mesi di preparazione, vinci? Metti la spunta e vai avanti, senza indugiare nelle lusinghe dell’ego. Ma anche per quanto riguarda i momenti di sconforto, dati dalla salute fisica che viene meno proprio nei momenti decisivi e ti costringe a rinunciare, Paltrinieri ha molto da raccontare, molto che potrebbe essere esteso oltre lo sport.
Ma qui arriva la locura: le feste nel villaggio olimpico dopo le grandi gare. O meglio, ciò che succede in quel villaggio. Per esempio: dove mettono i preservativi? Durante le ultime olimpiadi a Parigi è stato l’argomento più discusso. Difficile saperlo dal momento che finiscono alla velocità della luce. Gregorio racconta, infatti, di non averli mai visti, ma di sapere dove trovarli, ossia nell’unico luogo dove vanno tutti: la mensa. Coltelli, cucchiai, preservativi. Ma Paltrinieri fa l’amore tre giorni prima della gara: massima concentrazione. Con la compagna e schermitrice, Rossella Fiamingo. E, a giudicare dal risultato ottenuto da entrambi a Parigi (lui bronzo, lei oro), possiamo dire che questa goduriosa unione fa la forza. Del tutto naturale concedersi del sano trastullo condiviso in un clima come quello che si respira durante le olimpiadi. La vera trasgressione sta in quelle azioni folli che vengono compiute da alcuni subito dopo le gare olimpiche. Gregorio racconta: “C’è gente che è stata arrestata”. Perché dopo l’accumulo di tanta tensione, diventa fisiologico concepire qualsiasi gesto insano o illegale. Paltrinieri racconta di un campione che rubò la benzina, per esempio. Ma racconta anche di quanto sia facile approcciare nel villaggio olimpico, tra atleti. E la sparizione di preservativi ne è la prova. Occhio a dirlo troppo forte perché Maria (De Filippi) potrebbe pensare di farci uno spin off di Uomini e donne.
E depilarsi? Essenziale per Paltrinieri, lo fa sentire più leggero in acqua. Racconta persino di aver avuto un periodo, durante la sua adolescenza, in cui voleva togliersi anche il primo strato di pelle per sentire ancora di più: stare in acqua è come volare, quindi serve sentirsi più liberi possibile, anche da ulteriori pesi del corpo.
Buttarsi nella Senna? Come buttarsi dai Navigli di Milano o nel fiume Po a Torino: acqua di fogna. Paltrinieri lo conferma totalmente inadeguato, corrente contraria compresa. Fatto a favore di spettacolo, scenografico e sicuramente un’immagine ad effetto vista da fuori: nuotare sotto la torre Eiffel è strepitoso a vedersi, ma un incubo per chiunque come lui ci abbia nuotato davvero. Ma Gregorio, senza macchia e senza paura e con un pudore appena accennato, racconta anche di quella volta che si cagò addosso durante un allenamento in Cina. Ma la causa era stata l’acqua? Non proprio. Se mai quelle bancarelle che vendevano pipistrelli morti da gustare tra il 2018 e il 2019, non a caso, fa notare Greg, qualche tempo prima dell’esplosione della pandemia: “Mi sono allargato, ho tolto il costume e ho fatto. Poi l’ho rimesso e ho continuato a nuotare”. Nature, lo definisce. Finito il giro di allenamento, poi, è uscito dall’acqua e via. Gregorio racconta anche che ad altri nuotatori capita di vomitare.
Alle olimpiadi succede di tutto: “A Rio volevano cancellare la gara in mare perché sotto avevano trovato dei cadaveri”. Anche con il rischio di immergersi in acqua contaminata, gli atleti si buttano comunque. D’altronde lo stesso Paltrinieri aveva raccontato di essersi ritrovato a nuotare in linea d’aria con un gatto morto galleggiante. A sentire questa intervista il nuoto diventa una sorta di prova di coraggio alla Ciao Darwin, ma la verità è che a sostenere tutto ciò c’è una dedizione che Greg esprime con molta leggerezza e naturalezza. Dalle sue parole emerge un sottotesto che sembra recitare: io voglio nuotare e vincere, a qualsiasi condizione. Per questo l’intervista al Jeantoneria diventa interessante anche per chi non segue lo sport: il nuoto per Gregorio Paltrinieri non è solo una disciplina sportiva, è un modo di vivere la vita. Sarà per questo, o anche per l’improvvisa cotta per Gregorio (che la Fiamingo mi trafigga con la sua spada) che mi è venuta una gran voglia di iscrivermi in piscina.
L’amore per la NBA e in particolare per i NY Knicks gli fa dichiarare che sarebbe disposto a tutto pur di vederli vincere, persino buttarsi nel Naviglio: vittoria è stata e noi stiamo ancora aspettando che Greg si tuffi nelle torbide acque milanesi. Nel frattempo, oggi a Parigi si è appena conclusa la gara dei dieci chilometri all’europeo di nuoto e Paltrinieri non ha vinto, ma ha compiuto una incredibile rimonta dall’ottavo al quarto posto. Greg ha appena rilasciato delle dichiarazioni con evidente tono deluso: “Non mi sentivo benissimo, sono qui per “studiare” in vista dei Giochi di Los Angeles, ma la strategia è tutto in queste gare e io l'ho sicuramente sbagliata. Certo non posso andare così male dal quinto al nono chilometro, perdo troppo e non va bene perché poi si fa fatica a rientrare”. Lungi da MOW essere piacioni e paraculi, ma questa ci sembra la perfetta sintesi dell’intervista e, a questo punto, per tirarlo su, bisogna ricordare a Paltrinieri ciò che lui stesso ha dichiarato: “Cosa non si potrà dire di Gregorio Paltrinieri? Che non era un combattente”.