Appena s’è cominciata a spargere la voce sul nome del nuovo team con cui Andrea Iannone proverà a tenere un altro anno i piedi in Superbike, qualcuno – per un dispetto o forse per provare a capire se c’è margine per spillargli qualche soldo – ha creato un profilo Instagram proprio con quel nome: Cainam Racing Team. E quando poi la voce è diventata una notizia vera e verificata, ha pure pubblicato su quel profilo l’immagine di una Ducati Panigale con tanto di annuncio sull’avventura che sta per cominciare. Inutile negarlo: ci siamo cascati tutti. Ma tutti davvero. Dando ancora più forza a una notizia che sicuramente è vera, come dimostra la nuova entry list del World Superbike, solo che di falso c’era appunto, proprio quel profilo ora rimosso e di cui è scomparsa ogni traccia. Insomma, per Andrea Iannone sono cominciate le grane prima ancora di poter cominciare a fare sul serio.
Niente di particolarmente terribile, sia inteso, ma al pilota di Vasto è toccato “mettere al lavoro” tutta la famiglia e i suoi fan per far sapere che quel profilo social ha niente di ufficiale e che qualunque notizia dovesse essere pubblicata lì non dovrà essere considerata “a nome Andrea Iannone”. Nel frattempo, però, chi ha creato quella pagina ha già incassato qualche centinaio di followers nel giro di pochissime ore, prima di ritrovarsi a chiudere tutto. Una piccola noia in più per The Maniac in giorni sicuramente di grande concitazione, visto che l’iscrizione della squadra è avvenuta proprio a ridosso della scadenza e che tutto il denaro necessario – almeno a sentire le indiscrezioni che girano – è praticamente uscito da conti suoi o di società riconducibili a lui. In più c’è l’intera squadra da costruire (probabilmente anche con l’aiuto diretto di una fabbrica), ci sono gli sponsor da trovare (si dice che Pata e Nolan saranno in prima linea, ma il main sponsor sarà un altro) e, soprattutto, c’è da provare a capire se si farà ancora in tempo per accedere ai contributi che Dorna indirizza ai team per coprire in parte le spese delle trasferte.
C’è, poi, anche la “grana Panigale”. Difficilmente da Ducati riusciranno a fornirgli tutto il materiale aggiornato e la nuovissima moto prima di primavera, con il rischio di dover aspettare anche la seconda o terza tappa del mondiale prima di poter disporre a pieno della V4R 2026 ordinata. Rivolgersi altrove, probabilmente, sarebbe più facile e non è detto che non accadrà, ma è chiaro che Iannone e la sua famiglia non hanno scelto di fare un passo così giusto per esserci e che ad oggi – per quello che s’è visto anche nell’ultima stagione – correre con una Ducati rischia di essere la conditio sine qua non per poter essere realmente competitivi.
Insomma, tutto è ancora da costruire, ma quello che è certo – al di là degli annunci farlocchi sui profili farlocchi – è che vedremo ancora il 29 in Superbike e che, quindi, è definitivamente tramontata l’ipotesi di un ritorno di Andrea Iannone nel Motomondiale nella nuovissima categoria Baggers di Harley Davidson che sostituirà la MotoE. Una voce, quest’ultima, che s’era fatta particolarmente insistente prima dell’ultimo round della MotoGP a Valencia, ma che s’è poi scontrata con una verità diversa. Quale verità? Quella dell’ostinazione di un ragazzo che potrebbe ormai vivere di tutt’altro, che è già arrivato all’età in cui gli altri smettono e che, invece, ha deciso di rimettersi in gioco seguendo la stessa identica strada di quando era ragazzino: creando un team a suo nome e a sua immagine e somiglianza (profili Instagram esclusi).