Max Biaggi l’ha detto chiaramente: “La grande incognita sarà vedere dove sono Marco Bezzecchi e l’Aprilia rispetto a Marc Marquez”. Non lontano e non davanti, verrebbe da dire. Di certo, il finale di stagione dello scorso anno può farci ben sperare per uno spettacolo più vero: Aprilia è cresciuta tanto e lo dimostrano i podi di Raul Fernandez con Trackhouse, oltre al terzo posto mondiale di Marco. A vedere la RS-GP26 da vicino, oltre al leone sulla pancia della carena, risalta il lavoro fatto sull’aerodinamica: nuovo cupolino, nuove appendici aerodinamiche, nuove soluzioni sulla ruota anteriore.
Massimo Rivola dice che con questo Bezzecchi si può fare la storia, lui punta a migliorare il terzo posto del 2025 e anche se non si parla di rinnovo la cosa sembra giusto una formalità. C’è poi l’altro lato del box, quello di Jorge Martín. Lo spagnolo salterà i test di Sepang per riprendersi dall’ultimo doppio intervento allo scafoide della mano sinistra (da cui ha tolto una vite) e della clavicola destra, su cui aveva già subito un primo intervento dal celebre dottor Mir, intervento che non dev’essere andato nel migliore dei modi.
La vicenda ricorda - alla lontana - l’ormai celebre infortunio di Marc Marquez nel 2020, quando a causa di un rientro troppo frettoloso (e di un’operazione non proprio perfetta) lo spagnolo si trovò con l’omero destro ruotato di quasi trenta gradi. Jorge ad ogni modo non si è nascosto più di tanto: “Spero di tornare in pista al 100% per la Thailandia”, ha raccontato durante la presentazione del team a Milano, lasciando intendere che quest’ultimo mese di pausa sarà fondamentale per il pieno recupero. La situazione di Martín è strana, particolare: se prima era lui il campione del mondo corteggiato da buona parte del paddock, adesso è Aprilia ad avere il coltello dalla parte del manico perché a Noale hanno la struttura, la moto e pure il pilota per vincere. A riprova del fatto che le corse viaggiano in fretta. Dal canto suo Jorge ha un talento straordinario, dovrà farlo vedere come o più di altri.
Se l'anno scorso lo avevamo immaginato (sbagliando) come una guerra tra Pecco Bagnaia e Marc Marquez, quest'anno tutti i presupposti ci lasciano intendere che a giocarsela saranno Ducati e Aprilia, il che forse mette in campo una rivalità ancora più accesa. Ad oggi la bolognese viaggia con qualche punto di vantaggio, anche se non c'è nulla nelle corse che non possa cambiare radicalmente in un attimo. Staremo a vedere. Qualche stoccata tra Gigi Dall'Igna e Massimo Rivola l'abbiamo già vista e non ci dispiacerebbe avere qualche replica: entrambi attaccano composti, due schermidori che saltellano leggeri, eleganti. Due schermidori a cui, però, hanno tolto il fioretto e dato il Kalashnikov.