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MotoGP 2021: Alex
Rins teme un altro 2020

10 febbraio 2021

MotoGP 2021: Alex Rins teme un altro 2020
Il pilota spagnolo si è allenato molto in questi mesi ed è convinto che Suzuki saprà ripetersi dopo il mondiale vinto dal suo compagno di squadra, Joan Mir. Chiaramente, però, punta ad invertire le gerarchie nel box. Intanto Shinichi Sahara avverte: “L’obiettivo sarà fare primo e secondo”. Ma la grande incognita è il Covid19

Joan Mir è il campione del mondo in carica e vorrà ripetersi. Suzuki, anche se forse non è la moto migliore, è sicuramente la più bilanciata e vorrà confermarsi. Alex Rins, dopo aver risolto i suoi problemi alla spalla che hanno condizionato l’avvio della scorsa stagione, vorrà ribaltare le gerarchie nel box e tornare ad essere il pilota di riferimento del team Ecstar. E’ in questo scenario che in casa Suzuki, dopo la doccia gelata dell’addio di Davide Brivio, ci si prepara a scendere nuovamente in pista per un 2021 di grandi ambizioni. Ma a rompere le uova nel paniera, più degli avversari, potrebbe essere il Covid19. E’ proprio il maledetto virus, infatti, l’avversario più temuto dal pilota spagnolo che nei giorni scorsi ha rilasciato alcune dichiarazioni sul blog ufficiale di Ecstar.

“Non sappiamo – ha affermato il venticinquenne - come sarà esattamente la stagione e probabilmente ci saranno cancellazioni e cambiamenti di programma per stare al passo con la situazione in evoluzione in tutto il mondo. Ma sono davvero entusiasta di andare avanti, anche se sarà un'altra stagione strana”. Lui stesso in questi giorni si è allenato in Portogallo ed ha raccontato di aver maturato una vera e propria fobia, condizionato dall’idea che un eventuale contagio, al di là delle questioni generali e di organizzazione, possa compromettere la stagione. “Sono particolarmente felice perché non ho preso il virus e ne sono contento perché può essere abbastanza pericoloso – ha spiegato - Resto al sicuro e aspetto i primi test e gare della stagione. È stato un peccato non poter andare in Malesia a provare. L'anno scorso siamo stati molto attenti a tutte le gare, ed è triste non avere i fan sulle tribune che ci spingono, così come è triste avere il paddock così tranquillo, ma sembra che questo sia l'unico modo per mantenere basso il livello di rischio”.

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Il Covid19, quindi, come primo riale da temere, sia da un punto di vista personale, sia da quello più generale di una stagione che rischia di essere fotocopia del 2020, con gare cancellate e doppi gran premi sugli stessi circuiti. Quanto al resto, Rins è sicuro dei suoi mezzi e ha raccontato di essersi allenato moltissimo in queste settimane, su qualsiasi tipo di veicolo a due e anche a quattro ruote. L’ultima uscita, come è noto, l’ha fatta in Portogallo, con la sua GSX-R stradale con livrea personalizzata che ha fatto impazzire i social.

“Mi sono allenato molto con la moto di serie, con la moto da cross, anche con un go-kart, per cercare di essere pronto ed è stato bello, ma alla fine niente batte saltare sulla mia MotoGP e andare a tutto gas a 330 km/h! Non vedo l'ora!”. Così come non vede l’ora di confrontarsi con il suo primo rivale: Joan Mir. Con il compagno di squadra e campione del mondo in carica, Rins ha un rapporto che è maturato nel tempo e che in passato è stato anche piuttosto teso in alcuni periodi. Ma ora è tutto ok, grazie anche al solito lavoro di mediatore fatto da Davide Brivio. “Sarà strano arrivare alle gare e non vedere Davide – ha ammesso - perché è il manager da quando sono con la Suzuki e anche perché ho un buon rapporto con lui. È stato uno shock, ma capisco la sua decisione e gli auguro buona fortuna! Non vedo l'ora di vederlo come ospite in alcune gare, ci siamo divertiti molto negli anni e mi ha sempre dato buoni consigli. Ad ogni modo, la nostra squadra è molto forte e possiamo avere una stagione di grande successo, ne sono sicuro! Penso che quest'anno ci saranno gare davvero serrate! Il mio compagno di squadra e gli altri miei rivali saranno molto forti, l'anno scorso abbiamo visto molti vincitori diversi e tutti erano abbastanza a pari punti fino alla fine, quindi la costanza sarà più importante che mai. Joan, ovviamente, sarà molto competitivo perché ha vinto il titolo l'anno scorso. E se Marc Marquez sarà in grado di tornare all'inizio dell'anno, anche questo sconvolgerà le cose”.

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Marc Marquez o meno, però, in Suzuki l’obiettivo è fissato e per una squadra che da sempre tende a migliorare ogni anno e che ha questa regola impressa nella sua stessa natura, la strada da seguire sarà una sola.  “Ogni anno – ha infatti dichiarato il Shinichi Sahara, project leader del Team Ecstar Suzuki - ti poni degli obiettivi e adesso che abbiamo conquistato il mondiale è chiaro che le aspirazioni sono differenti, non ci accontentiamo più di conquistare qualche GP. Confermarsi è sempre difficile, ma il nostro obiettivo per il 2021 è fare primo e secondo, vincere il titolo dei team e anche quello dei costruttori. Sicuramente abbiamo più pressione rispetto al 2020, ma è una nuova sfida per noi”. I piloti sono avvisati, con Alex Rins che, comunque, sembra avere ben chiaro quale sarà la sfida.

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