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No, il triste incubo di Emma Raducanu non deve continuare: “Ero sconvolta, ho visto quell’uomo in faccia, non riuscivo a respirare”

  • di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

6 marzo 2025

No, il triste incubo di Emma Raducanu non deve continuare: “Ero sconvolta, ho visto quell’uomo in faccia, non riuscivo a respirare”
Emma Raducanu torna in campo a Indian Wells, ma l’incubo che l’ha colpita a Dubai non è ancora alle spalle. La tennista britannica racconta il terrore vissuto dopo aver visto il suo stalker sugli spalti: “Ero sconvolta, non riuscivo a respirare”. Un incubo che l’ha portata a prendersi una pausa prima di decidere se giocare ancora. Ecco ora come stanno le cose

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

Emma Raducanu cerca di lasciarsi alle spalle l’incubo vissuto a Dubai, ma la ferita è ancora aperta. La tennista britannica, campionessa a sorpresa degli Us Open 2021, il 18 febbraio scorso è scoppiata in lacrime durante il match contro Karolina Muchova, dopo aver riconosciuto sugli spalti il suo stalker. “L’ho visto nel primo game e ho pensato: ‘Non so come farò a finire la partita’. Non riuscivo letteralmente a vedere la palla per le lacrime. A malapena riuscivo a respirare”, ha raccontato Raducanu in un incontro con la stampa a Indian Wells. Dopo una settimana di pausa trascorsa a casa in Inghilterra, ha deciso di tornare in campo per il primo Masters 1000 della stagione, ma con la sicurezza rafforzata dagli organizzatori del torneo. L’uomo che ha terrorizzato Raducanu non è comparso dal nulla. La tennista ha rivelato di essere stata seguita in almeno quattro tornei diversi: Singapore, Abu Dhabi, Doha e infine Dubai. “Ci sono stati due episodi di stalking, ma il secondo mi ha davvero spaventata. Il primo sembrava solo un fan che si avvicina, ma questa volta è stato diverso”, ha spiegato la numero 55 del mondo.

La disperazione di Emma Raducanu
La disperazione di Emma Raducanu

La situazione è precipitata alla vigilia del match con Muchova, quando l’individuo si è presentato in un bar vicino all’hotel della giocatrice, le ha consegnato una lettera con i suoi dati personali e le ha scattato una foto. Dopo quell’incontro ravvicinato, ritrovarselo davanti sugli spalti è stato troppo: “Ho perso i primi quattro game perché con la testa non ero in campo”, ha detto la britannica. L’episodio ha sollevato il tema della sicurezza delle tenniste nel circuito Wta, che già in passato ha visto situazioni simili coinvolgere altre giocatrici. Raducanu, ancora scossa, ha ammesso di aver pensato di non giocare a Indian Wells. “Non ero sicura di essere pronta”, ha confessato. Alla fine, ha deciso di esserci, anche grazie alle rassicurazioni ricevute dalla Wta, che le ha messo a disposizione misure di protezione extra. Il vicepresidente della sicurezza, Bob Campbell, ex agente dei servizi segreti statunitensi, sta monitorando personalmente la situazione. L’attenzione ora si sposta sul campo: Raducanu esordirà giovedì contro la giapponese Moyuka Uchijima e, in caso di vittoria, potrebbe trovarsi di fronte al secondo turno la numero 3 del tabellone, Coco Gauff. Ma è chiaro che la testa della britannica non è solo sul tennis, il trauma di Dubai è ancora troppo recente per essere archiviato.

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