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Roland Garros, senza Berrettini tra i big 3 con Sinner e Musetti arriva Cobolli? A Parigi la chance di consacrazione dopo Amburgo: riuscirà a coglierla? Intanto Arnaldi, Bellucci e Passaro...

  • di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

27 maggio 2025

Roland Garros, senza Berrettini tra i big 3 con Sinner e Musetti arriva Cobolli? A Parigi la chance di consacrazione dopo Amburgo: riuscirà a coglierla? Intanto Arnaldi, Bellucci e Passaro...
Senza Berrettini, c'è spazio per un nuovo big? Dopo il trionfo di Amburgo, Flavio Cobolli si candida come terzo uomo del tennis azzurro dietro a Sinner e Musetti: la sfida con Marin Cilic e chance pesanti da non sprecare. Intanto Arnaldi contro Auger-Aliassime, Bellucci vs Draper, Passaro contro de Jong...

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

Jannik Sinner ha iniziato il Roland Garros da numero uno al mondo e ha fatto esattamente quello che ci si aspettava da lui: vincere, convincere, rimettere ordine anche quando l’inerzia sembrava scivolare dall’altra parte della rete. Contro Arthur Rinderknech, padrone di casa e 75 Atp, Sinner si è imposto in tre set, recuperando anche da uno 0-4 nel terzo, e ha staccato il biglietto per il secondo turno, dove lo aspetta il veterano Richard Gasquet, ultimo baluardo di una generazione che a Parigi ha lasciato segni profondi. “Il tifo oggi è stato molto rispettoso. È stato piacevole stare in campo, ma con Gasquet sarà diverso, perché ha dato tanto a questo Paese. So che non ce l’hanno con me, ma sarà importante rimanere concentrato su me stesso”, ha detto Jannik in conferenza stampa, mantenendo il suo stile asciutto, diretto, ma lasciando trapelare attenzione e consapevolezza. Poi un passaggio sulla mentalità: “Nello sport, come nella vita, ognuno è diverso. Ma quello che ci accomuna è la voglia di migliorarci ogni giorno. La testa fa la differenza, tutto parte da lì: dall’alimentazione, al sonno, all’atteggiamento negli allenamenti. Parlare con altri sportivi ad altissimo livello mi aiuta tantissimo”.

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Un primo match di rodaggio, giocato in sessione serale sul Philippe-Chatrier: “Di sera la palla esce meno, puoi giocare un po’ più teso. Di giorno rimbalza di più, dipende dal sole, dal caldo. Le condizioni a Parigi cambiano tanto, molto più che negli altri Slam. Però mi sono sentito abbastanza bene in campo, anche se c’è ancora qualcosa da migliorare”. Dietro di lui, la truppa italiana prova a farsi largo. Berrettini non c’è, ancora fuori per infortunio. Ma nel vuoto lasciato da Matteo, a provare a salire di colpi è Flavio Cobolli, fresco vincitore dell’Atp 500 di Amburgo. Un trionfo che ha confermato la crescita del romano, oggi salito al numero 26 del ranking, e che gli ha dato fiducia e visibilità. Ora però c’è la sfida più difficile: quella del ritorno in campo subito dopo un titolo. Un banco di prova mentale, prima ancora che fisico. Sul suo cammino c’è Marin Cilic, 36 anni, vincitore degli Us Open 2014, già semifinalista a Parigi, ripescato in tabellone dopo aver perso al turno decisivo delle qualificazioni. “Un avversario esperto, che può metterti in difficoltà anche se non è più al top. Ma Flavio ha dimostrato di poter battere chiunque quando è in fiducia”, commentano dallo staff azzurro. C’è un precedente recente: nel 2023 a Umago, Cobolli vinse 6-4, 6-3.

Flavio Cobolli al Roland Garros
Flavio Cobolli al Roland Garros

E poi c’è Lorenzo Musetti, che ha già superato con autorità Hanfmann al primo turno. Il toscano vive forse il miglior momento della sua carriera: tre semifinali consecutive sulla terra europea (Montecarlo, Madrid, Roma), una nuova paternità all’orizzonte, e una classifica che lo vede proiettato al numero 7 Arp. Il suo tabellone è tutt’altro che proibitivo, e la semifinale da sogno contro Carlos Alcaraz resta un’opzione credibile. Anche perché il Musetti visto nelle ultime settimane ha finalmente trovato il mix tra talento e continuità che gli era mancato. Il Roland Garros, per l’Italia, si apre così. Con Sinner che conferma il suo ruolo di leader, Musetti che sogna la grande impresa, e Cobolli che potrebbe essere l’innesto inatteso del terzetto, quello che si infila nella breccia lasciata libera da Berrettini. E se anche gli altri (Arnaldi a Bellucci, Passaro e Darderi) sapranno dare fastidio ai big, allora il tennis azzurro sarà davvero in prima linea anche in questa campagna di Parigi.

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