Non è un torneo facile quello di Montecarlo per Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. I due sembrano destinati, come al solito, ad incontrarsi in finale, ma il percorso è più tortuoso del previsto. Il cambio di superficie, i problemi fisici, il caldo, gli avversari terraioli. I primi due al mondo sono abituati al dominio, alla partite vinte ancor prima di iniziarle. Ma nel Principato, in particolare ieri durante i quarti di finale, entrambi hanno avuto una breve ma significativa flessione. Sinner, dopo aver dominato il primo set, ha ceduto il secondo al ceco Tomas Machac. Un momento di partita tribolato per l'altoatesino, che si è anche fermato per un medical time-out. Stesso copione è toccato al suo eterno rivale Carlos Alcaraz, costretto a lasciare il secondo all'argentino Tomas Martin Etcheverry, terraiolo di professione.
Dei cali che potrebbero destare preoccupazione, ma che invece, secondo Paolo Bertolucci, sono proprio un segno della forza straordinaria di Sinner e Alcaraz. Più che un campanello d’allarme, è una conferma: anche quando calano, Sinner e Alcaraz restano superiori e sanno come rialzarsi.
L'ex giocatore è intervenuto con un editoriale sulla Gazzetta dello Sport, intitolato: “Sinner, Alcaraz e le partite sporche: la differenza tra un buon giocatore e un campione”. Con una metafora culinaria, tema a Bertolucci caro quanto il tennis come ironizzerebbe Adriano Panatta, il commentatore spiega: “Entrambi, ieri, si sono ritrovati col frigorifero vuoto e pure con pochi ingredienti hanno saputo portare in tavola un piatto in grado di soddisfare il loro appetito”. La grande differenza dei primi due al mondo rispetto agli altri sarebbe dunque questa resilienza, questa estrema confidenza nelle proprie capacità anche nei momenti più bui: “Hanno sofferto, lottato, faticato e alla fine hanno portato a casa il successo alzando il livello, come sanno fare i grandi. È questo che fanno i campioni: magari lasciano un set per strada in modo inaspettato, poi vengono fuori alla distanza, controllando il rush finale”. Una caratteristica propria di tutti i grandi campioni, ma che presenta un'anomalia rispetto ad esempio a Novak Djokovic: “Se Djokovic nella sua straordinaria carriera ci ha dimostrato mille volte come risalire in sella e dominare il match dopo aver perso il primo set, sia lo spagnolo che l’azzurro ieri hanno stravinto il primo parziale per 6-1, poi hanno avuto una défaillance nel secondo”.
E a coloro che già erano pronti ad annunciare la disfatta di Sinner Bertolucci dice: “È la dimostrazione che le partite, come dice Sinner, vanno affrontate con attenzione e umiltà, una alla volta, e non tutti i giorni è possibile avere il frigo pieno. Ora bisognerà recuperare le energie, entrambi sanno bene come fare. Oggi è un altro giorno, si vedrà...”. Perché il campione non è chi domina quando tutto è al suo posto, ma chi riesce a strappare la vittoria anche quando niente funziona.