La domenica sportiva italiana è iniziata prestissimo e, per restare in tema di superlativi, è anche iniziata benissimo: il ventenne bolognese Andrea Kimi Antonelli trionfa sul circuito di Suzuka al termine di una gara che ha infiammato l’intero Bel Paese, incastrato tra due poli opposti di un patriottismo che, almeno stavolta, non riesce a dividere e al contrario rende felici tutti. Kimi dà continuità alla prima grande gioia in F1 ottenuta lo scorso weekend in quel di Shanghai e dopo il primo posto del podio conquistato al GP di Cina, il diciannovenne emiliano replica e si prende il primo gradino del podio anche nel vicino Giappone. Nella terra d’oriente a levarsi è finalmente anche l’entusiasmo azzurro finito sì a supportare i grandi rivali del Cavallino, ovvero il team Mercedes, ma non per atto voltagabbana. Impossibile restare indifferenti dinnanzi alla purezza del giovane e silenzioso talento di Bologna, nuova stella nascente sul quale ha puntato tutto la scuderia di Toto Wolff e compagni lo scorso anno dopo l’annuncio di addio di Lewis Hamilton. Una scommessa che non ci ha messo troppo a fruttare e al contrario sta già convincendo persino i più scettici e regalando applausi ai grandi capi di Mercedes che perso il figliol prodigo ne ha già trovato un altro. L’“el Dorado’ italiano però non si ferma qui e dopo anni di un triste ruolino da comparsa, il Bel Paese è tornato a sventolare alta il tricolore in F1 e non solo grazie a Kimi. Se la Mercedes sta pregustando un progetto che sta già decollando, la ritardataria Ferrari sta colmando il gap e finalmente dopo decenni di disperati tentativi, il Cavallino è tornato Rampante e un po’ per uno i piloti della casa di Maranello hanno preso gusto a sorseggiare Champagne appena sbocciato. Ancora un podio anche per la Ferrari che se in Cina si è appollaiata sulla postazione più bassa con Hamilton, in Giappone ottiene lo stesso risultato ma con Leclerc, protagonista di una grandissima gara e terzo anche nella classifica generale con 49 punti alle spalle di Antonelli e Russell. Doppio sorriso per gli italiani che parte dalla lontana prefettura di Mie e arriva fino alla Penisola, dove la giornata è ancora lunga.
Sì, perché al netto di un weekend sportivo privo di campionato di calcio, andato in pausa per gli impegni con le Nazionali, la domenica di oggi è satolla di impegni sportivi e dal Giappone si vola dalla parte opposta dell’Oceano Pacifico e si approda negli Usa, dove l’impegno azzurro sarà doppio: Sinner a Miami e la MotoGP in scena in Texas. Il tennista altoatesino affronterà il ceco Jiří Lehečka, ventiduesimo in classifica Atp e reduce dalla semifinale vinta contro Fils. Dal canto suo ‘Carrot’ arriva a sfidare il ventiquattrenne di Mladá Boleslav dopo aver battuto il tedesco Zverev, battuto sempre in semifinale qualche settimana fa ad Indian Wells, torneo vinto proprio da Sinner. L’italiano si è fatto largo dribblando a perfezione i padroni di casa Michelsen e Tiafoe, oltre al bosniaco Dzumhur e al francese Moutet, affrontati rispettivamente al secondo e terzo turno, e punta ora alla doppietta in terra americana. Continente in cui lo scorso anno Sinner non poté gareggiare per via della squalifica che gli è costata anche il primo posto nella classifica Atp che ora diventa sempre più corta. L'accesso alla finale di Miami glie è difatti valsa ben 650 punti, che hanno portato l'azzurro a 12.050 punti totali, a -1540 dal numero 1, Carlos Alcaraz. Gap che potrebbe diminuire ancora in caso di vittoria finale di Sinner che arriverebbe a 12.400, a ‘soli’ -1190 punti dallo spagnolo in vista degli impegni di Madrid, proprio in casa di Alcaraz, e di Roma e Parigi dove, a maggio, Sinner avrà da difendere rispettivamente 650 e 1300 punti Atp. E chissà che la finale di stasera non possa essere il trampolino di lancio per un sorpasso che l’altoatesino sta fortemente cercando. Ma i calcoli si fanno alla fine e step by step, intanto c’è da pensare alla giornata attuale e a far garrire in alto, anche sotto il cielo statunitense, il tricolore italiano che potrebbe sventolare alto anche in Texas.
Se Sinner dovrà fronteggiare il ceco Lehečka sul cemento di Miami, un’altra gran bella fetta di Italia si giocherà le sue carte sul circuito delle Americhe di Austin, dove nella giornata di ieri Pecco Bagnaia si è lasciato soffiare all’ultimo respiro la vittoria della Sprint da Jorge Martin ma dove la griglia di partenza vede due italiani su tre in prima fila, composta da Di Giannantonio, Bezzecchi e Acosta, con Pecco Bagnaia che parte immediatamente dietro, in partenza dalla quarta posizione. La speranza che al termine dei 20 giri di Austin come dei botta e risposta tennistici della Florida possa essere davvero stato un grande giorno da vivere, in attesa dell’appuntamento più temuto degli ultimi anni da un intero popolo che martedì più che di adrenalina dovrà fare rifornimenti di benzodiazepine.